Tradate, nuove indagini sul “garage degli orrori”. Non c’è fine agli orrori pedofili

La procura vuole approfondire il ruolo dei due sotto inchiesta

TRADATE Gli atti erano stati rinviati alla Procura distrettuale di Milano perché, secondo quanto stabilisce la Convenzione di Budapest, è competente anche nel territorio di Varese per il reato di pedopornografia. Ma da Milano sono tornati a Varese, ovvero alla squadra mobile: la procura meneghina infatti ha ordinato nuove indagini sul caso del «garage degli orrori», che lo scorso mese di giugno aveva portato all’arresto di un trentenne che viveva in casa con i genitori.
Quello che si vuole capire meglio è il ruolo del complice, indagato a piede libero per violenza sessuale: compare in un solo fotogramma di un filmato girato all’interno del locale dove avvenivano le violenze, e i magistrati del capoluogo ipotizzanno che possa avere avuto un ruolo tutt’altro che marginale.
La vicenda è emersa grazie ad una pista seguita dalla polizia postale di Varese: la traccia del computer di casa di compariva nei tabulati di un provider tra quelli che avrebbero scambiato file di contenuto pedopornografico.
Questa pista ha portato alla scoperta di un abisso di orrori e violenze: buona parte dei filmati infatti risulterebbero autoprodotti, testimonianza di abusi e violenze continuate su tre ragazzini, vicini di casa, che da piccoli erano stati affidati alle cure dei genitori dell’imputato. Fatti che sarebbero accertati dal 2000 fino a pochi mesi fa. Le violenze, secondo quanto emerso, sarebbero avvenute nei garage dell’abitazione dell’uomo e in quella della casa della nonna: erano stati isolati con materiale fonoassorbente, per impedire che all’esterno si sentissero le urla delle piccole vittime.
Tutto sarebbe stato ripreso con una videocamera e poi scaricato sul computer e immesso in internet. I file poi sarebbero stati scambiati con altri pescati dalla rete.

PROVINCIA Pavese venerdì, 7 novembre 2008

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