Amanda Knox e Raffaele Sollecito restano in carcere.

Il Gup di Perugia: restano in carcere Amanda Knox e Raffaele Sollecito, pericolo di reiterazione del reato e fuga
L’istanza di concessione di arresti domiciliari per i due giovani rinviati a giudizio per l’omicidio di Meredith è stata respinta dal gup Paolo Micheli. In 17 pagine di ordinanza il giudice ha motivato la sua decisione adducendo il pericolo di fuga e la reiterazione del reato, ma non l’inquinamento delle prove.”Sinceramente non ce lo aspettavamo”, ha detto Marco Brusco del pool difensivo di Sollecito, il quale ha aggiunto: “Dobbiamo però leggere il decreto”.

Il Gup: era un gioco mortale ed erano in tre
Quello dopo la decisione sull’omicidio di Meredith Kercher, e una camera di consiglio durata quasi 12 ore, per il giudice Paolo Micheli è un normale giorno di lavoro. Senza udienze, ma con i fascicoli sul tavolo e i provvedimenti da completare al computer. Solo con il telefono che squilla a ripetizione e in tanti che chiedono di lui in segreteria.

Micheli risponde con la solita cortesia anche ai giornalisti. Non vuole però fare alcuna considerazione sull’aspetto umano dei tre imputati, Rudy Guede, Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Al primo ha inflitto 30 anni di reclusione con il rito abbreviato mentre per gli altri due ha disposto il rinvio a giudizio. Un’udienza, quella terminata ieri sera, seguita in maniera pressante dai mezzi d’informazione mondiali. Ma a chi gli ha chiesto se avesse avvertito in qualche modo la particolare attenzione dei mass media sul caso, Micheli ha risposto con un secco “assolutamente no”.

Parlando dell’inchiesta il giudice ha invece spiegato che la pluralità degli aggressori, il contesto sessuale e la compresenza dei tre imputati sulla scena dell’omicidio sono a suo avviso “dati supportati da elementi istruttori certi e dalla logica”.

“Sulla base di questi dati certi – ha detto ancora Micheli – la logica deve ripartire affrontando gli aspetti ancora incerti. Come quello legato all’incontro tra i tre imputati”. A suo avviso è ipotizzabile che sia maturato “nel contesto dei locali notturni perugini”. “Per questo poco cambia – ha aggiunto – che non emergano contatti telefonici prima del delitto. Tanto più che Guede non aveva il telefono cellulare, come è documentato”.

Secondo Micheli è invece “solo fantasia” l’ipotesi che il delitto sia in qualche modo maturato in una sorta di legame “con Halloween, con la festa dei defunti o al mondo dei fumetti manga”.

“Il problema della credibilità della versione di Rudy Guede? Certo che me lo sono posto…”, ha poi risposto a una domanda sull’ivoriano. Secondo il giudice però il racconto fatto dall’ivoriano non sarebbe credibile, “per alcuni elementi intrinsechi alla ricostruzione”. Sui quali il giudice non ha tuttavia voluto soffermasi.
Rai News 24 29 ottobre 2008

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