«Violentavano i figli»:19 anni a padre e madre

La sentenza. Gli abusi in casa Per la donna raddoppiata la pena chiesta dal pm

Dura condanna in tribunale, le vittime sono due bambini. Coinvolto anche lo zio. L’inchiesta aperta nove anni fa, dopo il racconto-choc dei piccoli che furono allontanati dai genitori PESCARA. Diciannove anni di carcere in due: violenza sessuale sui figli. Padre e madre, entrambi pescaresi, sono stati condannati dal tribunale collegiale, che ha applicato quasi il massimo della pena prevista per gli abusi sessuali commessi su persone che non hanno compiuto i 10 anni di età. Il pm Paolo Pompa aveva chiesto la condanna a 9 anni del padre e a 4 anni e mezzo della madre.
Il collegio, invece, ha aumentato di un anno la pena nei confronti del padre (10 anni) e ha raddoppiato quella da infliggere alla madre (9 anni), la cui responsabilità nella vicenda è stata ritenuta pressoché uguale a quella addebitata al marito. Per tutelare le vittime della violenza sessuale, due bambini, un maschio e una femmina, i quali, all’epoca dei fatti, avevano 7 e 8 anni e che sono stati allontanati, ormai da tempo, dalla loro famiglia di origine, non riportiamo i nomi dei loro genitori condannati.
La vicenda che ha riguardato questo nucleo familiare, che vive in un contesto particolarmente degradato, ha un prologo che risale al 1999 quando fu aperta un’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Bellelli, sullo zio dei due bambini. L’uomo, al termine del procedimento, venne condannato. Nel corso di una delle tante audizioni protette, nel corso delle quali furono ascoltati i racconti delle vittime, venne fuori la seconda parte della storia che ha avuto una prima conclusione con il recente pronunciamento dei giudici pescaresi. I bambini, assistiti dagli psicologi, hanno riferito che gli autori delle violenze, oltre allo zio, che aveva abituale frequentazione della loro abitazione, erano gli stessi genitori. Dichiarazioni-choc, che hanno trovato conferma nei successivi passaggi, compreso un incidente probatorio accompagnato da complesse perizie inserite nel fascicolo processuale. I casi di violenza che sono emersi dalle dichiarazioni delle vittime sono stati, poi, ricostruiti nel dettaglio nel corso del procedimento. Si tratta di più episodi che si sono verificati sia all’interno dell’abitazione di famiglia sia in luoghi appartati, dove il padre accompagnava i figli. La madre sarebbe stata non solo a conoscenza della natura degli incontri tra il padre e i figli ma, in alcune circostanze, avrebbe anche partecipato alle violenze. Per questo è stato riconosciuto, nei confronti della donna, il concorso nel reato di violenza sessuale.
Nei confronti dei due condannati sono state applicate anche le circostanze aggravanti previste dal reato di violenza sessuale. Tra queste, la minore età delle vittime, che all’epoca dei fatti avevano meno di 10 anni, e il fatto che a commettere il reato siano stati i genitori. Con la condanna per questo tipo di reati è prevista anche la pena accessoria della perdita della potestà genitoriale. Del resto, fin dai momenti successivi all’apertura dell’indagine a carico dei genitori, entrambi i figli furono allontanati dal nucleo familiare di origine. Oggi sono vicini alla maggiore età e stanno cercando di superare il dramma che ha devastato la loro esistenza.(IL CENTRO 28 ottobre 2008)

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