Sollecito: “Io resto in prigione e fanno uscire chi stermina la famiglia”. La difesa: “Nessun indizio contro di lui”

ALESSANDRA CRISTOFANI
PERUGIA
Raffaele Sollecito, accusato dell’omicidio di Meredith Kercher, ha indirizzato il suo epistolario dal carcere ternano di Sabbione al mensile del suo paese natale, «La piazza di Giovinazzo», che periodicamente pubblica le sue lettere. Al direttore del periodico, Sergio Pisani, Sollecito racconta di sé, della sua vita dietro le sbarre, dei sogni ricorrenti, di reminiscenze d’infanzia. Alla gente della sua terra, il litorale dei trulli tra Bari e Molfetta, Solly, così come il neo-laureato pugliese viene indicato nei cartelli di solidarietà esposti anche sulla tangenziale, dice di essere innocente. «Almeno fino a prova contraria», aggiunge di seguito tra due virgole.

Nella lettera intitolata «Ho sognato una lampara» l’ex fidanzato di Amanda riflette sui media. Sulla società. «Visto dalla televisione o dai giornali sembra che il mondo stia per crollare su se stesso da un momento all’altro», avverte Raffaele. Quanto alla carcerazione preventiva, non gli va giù: «Mi chiedo poi come è fatta questa giustizia. C’è gente che ha sterminato la famiglia e attraverso le perizie psichiatriche è riuscita a non farsi nemmeno un giorno di galera». L’ultima lettera, «Non smetto mai di crederci», è di luglio, quando il «piccolo lord» (così lo chiamano gli amici), si lascia andare ai rimpianti: «Il mio più grande rammarico è quello di aver preso questa vicenda troppo alla leggera e non aver visto i tranelli e le trappole che erano sul mio cammino».
La STampa 22 ottobre 2008

Meredith/ Difesa Sollecito: reggiseno Metz altamente contaminato
Sarebbero dieci le impronte sconosciute più quella di Raffaele
postato 5 ore fa da APCOM
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Perugia, 23 ott. (Apcom) – Il rebus del reggiseno di Meredith sarà al centro dell’arringa difensiva degli avvocati di Raffaele Sollecito domani alla ripresa del procedimento davanti al Gup Paolo Micheli. E su questo reperto che sembra concentrarsi l’unico prova vera e indiscutibile della presenza di Sollecito – secondo la Procura – nella casa degli orrori di via della Pergola la notte dell’omicidio di Meredith Kercher. 

 

Per gli avvocati Luca Maori, Marco Brusco e Giulia Bongiorno quel gangetto del reggiseno sarebbe altamente inquinato in sede di studio del reperto: ci sono altre 10 impronte di sconosciuti più quella molto inconsistente riconducibile al loro assistito.

Secondo il Pm Mignini, il reggiseno è stato strappato con forza nel momento in cui veniva pugnalata più volte al collo la ragazza inglese. E quindi sarebbe un reperto fondamentale per rintracciare uno dei killer.

 OMICIDIO MEREDITH: DOMANI I DIFENSORI DI SOLLECITO
Difensori Raffaele, “non ci sono indizi su di lui”

(IRIS) – PERUGIA, 23 OTT – “Su Raffaele Sollecito non c’è alcun indizio e gli elementi raccolti sono comunque inutilizzabili”; cosí parla la sua difesa. Domani a prendere la parola davanti al gup saranno i difensori dell’ingegnere informatico. Il collegio difensivo proporrà un’arringa in cui sarà esaminata e criticata l’intera inchiesta. Saranno utilizzati strumenti multimediali, con video e audio, e depositata anche una consulenza difensiva. Sollecito si è sempre proclamato estraneo a ogni addebito.

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