Meredith: Sequestrato servizio TG sull’udienza preliminare. Le arringhe della difesa

Sequestrato servizio di Studio Aperto sull’udienza

ROMA (22 ottobre) – La polizia ha sequestrato stamani il servizio trasmesso lunedì scorso da Studio Aperto nel quale è stato proposto l’audio di alcuni passaggi dell’udienza preliminare per l’omicidio di Meredith Kercher, quella di sabato scorso dedicata alla requisitoria dei pm e durante la quale Amanda Knox ha rilasciato una dichiarazione spontanea. Gli inquirenti ipotizzerebbero il reato di turbativa di pubblico servizio.
Nel corso del tg di Italia 1 si potevano ascoltare le voci della giovane americana e del pubblico ministero Giuliano Mignini impegnato nella sua requisitoria. Il cd con la registrazione audio dell’udienza di sabato scorso era a disposizione delle difese degli imputati che ne avevano ottenuto il deposito, per esaminare la ricostruzione accusatoria dei pubblici ministeri.

Studio Aperto: «Onorato il diritto di cronaca». «Prendiamo atto di questa iniziativa singolare, come altre in passato prese dalla procura di Perugia, peraltro in via di archiviazione. Il materiale è a disposizione di tutte le parti. Abbiamo mandato in onda l’audio dell’udienza? A mio parere abbiamo onorato al meglio il diritto di informare», replica il direttore di Studio Aperto, Giorgio Mulè, commentando il sequestro del servizio. «Quella della procura è una solenne perdita di tempo – prosegue Mulè – infatti non c’è alcuna turbativa di pubblico servizio perché non c’è nessuna giuria popolare da influenzare, in quanto è un processo con rito abbreviato in udienza camerale davanti al giudice monocratico».
Il Messaggero 22 ottobre 2008

IL GIALLO DI PERUGIA
Gli avvocati della studentessa: “Amanda non ha ucciso Mez”

I legali Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova parlano quasi cinque ore senza sosta, snocciolano tutti gli argomenti che potrebbero salvare la studentessa statunitense da un processo e alla fine ne chiedono il proscioglimento “non per recitare una parte processuale, ma perché siamo convinti di essere in un’aula dove possiamo essere ascoltati”

Perugia, 22 ottobre 2008 – “Meredith Kercher venne uccisa da un unico aggressore, robusto” che la immobilizzò in posizione supina bloccandole le gambe, “chiudendo le vie aeree e poi giustiziandola con un colpo di coltello. Non spetta a noi dire chi è. Ma non è Amanda Knox”. E’ il giorno della difesa della biondina di Seattle nell’aula del giudice Paolo Micheli. Per la procura, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, è lei la mente e la mano del delitto di Mez. gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova parlano quasi cinque ore senza sosta, snocciolano tutti gli argomenti che potrebbero salvare la studentessa statunitense da un processo e alla fine ne chiedono il proscioglimento “non per recitare una parte processuale, ma perché siamo convinti di essere in un’aula dove possiamo essere ascoltati”. L’arringa parte dall’analisi delle dichiarazioni, degli interrogatori e dei memoriali scritti in carcere da Amanda: “Non è possibile trarne elementi di reità. Tantomeno una confessione”, chiarisce Ghirga in risposta a quanto detto dal pm: “Amanda ha confessato di essere sul luogo del delitto”.

L’altro argomento forte riguarda le prove scientifiche a cominciare dal coltello sequestrato con il dna di vittima (sulla punta) e di presunta assassina (sul manico). “Non è quella l’arma del delitto ma una lama massimo di dieci centimetri, penetrata più volte con un effetto di maciullamento” e poi non c’è prova – ribadiscono – della violenza sessuale. Quanto ai rilievi della Scientifica presentano tutte carattere d’incertezza, contraddittorietà e non univocità”. Per coltello e gancetto la difesa Knox parla di “contaminazione involontaria”.

Sul coltello sono state rilevate “tracce in concentrazioni troppo basse per essere identificate e non di sangue”. Mentre in quella casa ci sono “14 tracce di Dna e impronte digitali non attribuite”. L’attacco parte anche su Rudy Guede che al pm aveva detto di aver sentito la voce di Amanda mentre lui si trovava in bagno.

“Non è affidabile, comparando tutte le sue dichiarazioni dove per 5 volte esclude Amanda e per le ultime 2 in modo diverso la coinvolge”. In quei giorni, mentre Rudy accusava Knox, lei in cella raccontava alla madre: “Io ero così preoccupata… è frustrante”. E la madre: “Carlo ha detto che l’avevi presa bene… è solo un’altra menzogna”. Amanda: “E’ chiaro che è una menzogna, io ero preoccupata per te, non sapevo come avevi reagito… ero semplicemente indignata… perché pensavo che stesse per confessare… quando ho sentito le notizie ero così felice.. sono saltata su e giù. E’ un uomo disperato”.

La studentessa racconta poi il primo colloquio con i suoi difensori: “Loro hanno detto: Vuoi cambiare il tuo reato in qualche modo? No, è una cazzata. Ero così frustrata per quella cosa. Gli ho detto ‘Guardate, cercate di fare il vostro meglio… fate in modo che io esca fuori di qui un giorno… fate in modo che ciò avvenga, altrimenti, ricordatevi che io sono innocente perciò non mi chiedete più una cosa del genere”. La difesa Knox ha annunciato che presenterà istanza di scarcerazione o, in subordine di arresti domiciliari.

Stesso tentativo fatto nella primavera scorsa quando Amanda sperava realmente di uscire dal carcere e lo commentava con la madre: “Allora abbiamo ancora una possibilità per gli arresti domiciliari?”. E la mamma: “Beh… mentre tu aspetterai la tua udienza ci possono essere gli arresti domiciliari.. aspettiamo cosa succede con la Cassazione e poi ci stiamo muovendo in vari modi: l’ambasciata Usa sta facendo chiasso.

Il sindaco di Seattle vuole scrivere al sindaco di Perugia per dirgli: ‘Guarda, abbiamo seguito tutte le regole, abbiamo aspettato tutto il tempo necessario, lei è innocente e voi ancora la tenete in prigione'”.
Si torna in aula venerdì con l’arringa dei difensori di Raffaele Sollecito. Sabato tocca alla difesa Guede. La sentenza è attesa per martedì.

Erika Pontini
La Nazione 22 ottobre 2008

 

 Amanda, rivolta in America: “Non ci fidiamo della vostra giustizia” Si allarga il partito innocentista

FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK
Avvocati, giudici, politici e media. Sono gli iscritti al partito di Amanda Knox, la schiera di persone che, con i familiari e amici, sostengono l’innocenza della studentessa americana accusata dell’omicidio di Meredith Kercher. Chiedono alla Giustizia italiana un trattamento equo e tempi rapidi nella risoluzione del caso e accusano media e opinione pubblica di demonizzare la ragazza «ingiustamente» tenuta in carcere da troppi mesi.

La leader
A guidare la crociata innocentista è l’avvocato Anne Bremner, un legale della città natale della studentessa, nello Stato di Washington, sulla costa pacifica degli Stati Uniti. «Abbiamo una cittadina americana in mano alla giustizia italiana – spiega la rappresentante degli “Amici di Amanda” – dobbiamo assicurarci che il giudizio nei suoi confronti sia giusto». Nel partito della Knox milita anche Mike Heavey, il giudice della Corte superiore della contea di King, nei pressi di Seattle, convinto che la studentessa stia subendo un trattamento ingiusto. «Amanda corre il rischio di essere condannata a causa delle infamanti dichiarazioni dell’opinione pubblica e dal comportamento irresponsabile di alcuni uomini di legge», scrive Heavey in una lettera indirizzata alle autorità giudiziarie italiane. Chiede il trasferimento del processo da Perugia ad altra sede e accusa procura, polizia e autorità penitenziarie di aver agevolato la fuga di notizie dandole in pasto ai media.

«Sospetto che siano state fatte dichiarazioni false e tendenziose – dice – che nelle mani della stampa sono state usate per macchiare l’immagine della ragazza». Il volto politico del partito è quello di Maria Cantwell, senatrice democratica eletta nello Stato di Washington che ha scritto all’ambasciatore italiano negli Usa e al collega americano a Roma chiedendo che la Knox sia sottoposta «a un giudizio equo da un tribunale imparziale». La rappresentante di Capitol Hill è preoccupata per «i reportage falsi e fuorvianti».

Il riferimento è in particolare alla traduzione «errata» dall’inglese all’italiano di una telefonata tra Amanda e Raffaele Sollecito che avrebbe confermato la presenza della ragazza sul luogo del delitto. Ad attaccare il lavoro degli inquirenti è anche Joseph Tacopina, l’avvocato italo-americano noto in Italia per essere stato il protagonista dell’operazione «A.S. Roma» il fallito acquisto della squadra da parte di George Soros. «Non mi stupisco», spiega Tacopina che segue il caso di Perugia per la tv Abc. Secondo l’avvocato le autorità hanno violato la scena del delitto «calpestando il pavimento dell’abitazione» dove si è consumato l’omicidio, e «rendendo così le prove inattendibili». «La giustizia italiana non è nota certo per la sua celerità», rincara la dose Joseph Weis, direttore dell’Università di Washington da dove viene Amanda. Mentre per Paul Ciolino, noto investigatore privato che indaga sul caso per conto della Cbs, gli inquirenti sono stati condizionati dalla reazione della Knox, «troppo fredda» dopo l’omicidio. «Poteva essere in stato confusionale – spiega – ognuno reagisce a modo suo».

Nessuno ci può giudicare
Ad attaccare le indagini è anche l’emittente televisiva Nbc (per la cui controllata Msnbc lavora la Bremner, analista legale), che ha diffuso un video nel quale si mette in dubbio la correttezza dei rilevamenti dei Ris. Mentre il New York Times critica la demonizzazione che si è compiuta non solo nei confronti di Amanda, definita «la bugiarda» o «la Luciferina», ma degli studenti americani. La Bremner invoca un’azione da parte del governo Usa. Del resto l’opera di lobbying del partito di Amanda si inquadra nella tradizionale avversità degli americani di lasciare nelle mani della giustizia di un altro Paese i propri concittadini. In Italia è accaduto diverse volte, specie su vicende che hanno coinvolto i militari. E’ il caso della tragedia del Cermis o più di recente per l’uccisione in Iraq dell’ufficiale del Sismi Nicola Calipari.
La Stampa 22 ottobre 2008

 OMICIDIO DI PERUGIA: IN AULA PARTI CIVILI, CHIESTI 25 MILIONI DI EURO PER I FAMILIARI MEREDITH
“Meredith Kercher era una giovane vogliosa di vivere, giunta a Perugia per studiare e conoscere persone nuove. Felice della vita, che le è stata però tolta”. È il ritratto della giovane inglese uccisa a Perugia la notte del primo novembre del 2007, tracciato dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna che rappresentano i genitori e i tre fratelli della ragazza, costituitisi parti civili davanti al gup di Perugia. I legali hanno chiesto a Rudy Guede, l’ivoriano accusato dell’omicidio insieme a Raffaele Sollecito e Amanda, processato con il rito abbreviato, un risarcimento di cinque milioni di euro per ciascuno di loro, per un totale di 25 milioni di euro. La stessa somma, ha annunciato Maresca, sarà chiesta per gli altri due accusati che stanno seguendo la normale udienza preliminare. Tra le ipotesi formulate da Maresca c’è anche quella secondo cui gli assassini avrebbero ucciso Meredith “perché temevano che lei volesse denunciare loro dopo avere subito violenza”. L’avvocato ha anche evidenziato che “c’è stata tutta un’attività, comunque parallela e importante attorno a questo processo, dove un po’ la memoria di Meredith è stata lesa” e ha anche annunciato che il 28 ottobre alla lettura della sentenza nei confronti di Guede i familiari di Meredith “dovrebbero esserci”. Durante l’udienza di oggi erano presenti altri due legali di parti civili, a cominciare dall’avvocato Letizia Magnini che assiste la proprietaria della casa dove avvenne l’omicidio, “un delitto – ha detto il legale – che ha provocato una sofferenza senza fine ai familiari della vittima, ma ha anche causato una perdita di serenità e un notevole danno patrimoniale all’anziana vedova padrona della casa”. L’avvocato non ha parlato di cifre, riservandosi di quantificare l’ammontare del danno all’esito della decisione del giudice su Rudy, associandosi alla richiesta di rinvio a giudizio per Amanda e Raffaele formulata dalla Procura e sostenuta dagli avvocati dei genitori di Meredith.Nessuna indicazione sulla somma che verrà richiesta anche dai difensori di Patrick Lumumba, costituito parte civile per calunnia solo contro Amanda Knox che l’aveva accusato dell’omicidio, mentre successivamente l’uomo è stato scagionato dagli inquirenti. La cifra verrà indicata in caso di rinvio a giudizio della ragazza americana, ma l’avvocato Carlo Pacelli ha comunque parlato di “danno incalcolabile” perché “Patrick nel momento stesso in cui è stato incolpato ingiustamente da Amanda che lo sapeva innocente, è stato accoppiato a livello mondiale, da tutti i mass media, come l’assassino e il violentatore di Meredith. Ciò non era vero ma – ha concluso Pacelli – ha rovinato in un attimo Patrick come uomo, come marito, come padre”. E Patrick, parlando della Knox ha detto seccamente: “Amanda è un’attrice”. Domani toccherà alle difese, che, comunque, anche oggi hanno espresso le loro posizioni. Uno dei difensori di Amanda, Luciano Ghirga, entrando in tribunale si è scagliato contro le continue fughe di notizie, mentre ha parlato di una richiesta “doverosa e che dà pregio al valore di una vita umana” l’avvocato Valter Biscotti, difensore di Rudy Guede insieme a Nicodemo Gentile e Vittorio Lombardo, parlando del risarcimento chiesto dai familiari di Meredith, “ma nella nostra arringa – ha detto Boscotti – dimostreremo pezzo per pezzo l’infondatezza degli addebiti nei confronti di Guede che si proclama estraneo al delitto”. Dal canto suo l’avvocato Marco Brusco, del collegio difensivo di Raffaele Sollecito si è lamentato per i pochi nuovi elementi messi in luce oggi, soprattutto in relazione al rapporto tra i tre accusati: “non si comprende per quale motivo i tre che non si frequentavano e non si conoscevano avrebbero dovuto ideare questa cosa”. Domani mattina è prevista l’arringa dei difensori di Amanda Knox poi, dopo una pausa di due giorni, venerdì toccherà alla difesa di Sollecito e sabato ai legali di Rudy Guede. Le repliche verranno formulate lunedì 27 ottobre e già per il 28 è attesa la sentenza.
Culturanews.it

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...