Perugia, parlano i legali di Amanda: «Meredith uccisa da un solo killer». Udienza 21 ottobre tutti gli articoli

 

I difensori: «Mez assassinata da un unico aggressore che non era la Knox»
Perugia, parlano i legali di Amanda: «Meredith uccisa da un solo killer»
Al processo chiesto il proscioglimento della studentessa
di Seattle, accusata dell’omicidio della giovane Kercher
PERUGIA – Meredith Kercher venne uccisa da un unico aggressore che non era Amanda Knox. Questa la posizione assunta davanti al gup di Perugia Paolo Micheli dai difensori della studentessa di Seattle, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, i quali, durante la loro arringa, hanno chiesto il proscioglimento della Knox. Per il legali della studentessa di Seattle, il killer sarebbe una persona «robusta» che ha immobilizzato la vittima in posizione supina bloccandole le gambe, «chiudendo le vie aeree e poi giustiziandola con un colpo di coltello». «Ma non spetta a noi dire chi è» ha aggiunto Ghirga. I legali della Knox hanno anche affermato che il coltello utilizzato per l’omicidio non è quello indicato dall’accusa, con il Dna di Amanda sul manico e quello di Mez sulla lama.


«AMANDA MOLTO PROVATA» – Ghirga ha voluto sottolineare che la sua assistita «è rimasta molto provata emotivamente dalla requisitoria del Pm Giuliano Mignini e dal profilo che è emerso di lei in aula». Ma che, nonostante ciò, la ragazza è «molto attenta a quello che sta succedendo» in queste ultime battute finali.

VIDEO NBC – Chiarite in apertura dell’udienza le polemiche tra i pm di Perugia e la difesa di Amanda legate alla diffusione di un video della rete americana Nbc, sui presunti errori commessi nell’indagine per l’omicidio di Meredith. «Ci abbiamo riso sopra noi, la procura e il giudice Paolo Micheli» ha detto l’avvocato Ghirga. Il difensore della Knox ha spiegato di non avere visto il video della Nbc e quindi di non potersi esprimere. «Non conosciamo l’avvocato americano che parla – ha concluso Ghirga – e comunque non rappresenta alcuno».

CORRIERE DELLA sERA 21 ottobre 2008

Perugia, 17:59

MEREDITH: DIFESA AMANDA, IPOTIZZIAMO UN SOLO ASSASSINO
“Pensiamo che c’e’ un unico aggressore, che non spetta a noi dire chi e'”. E’ la risposta data dall’avvocato Luciano Ghirga, del collegio difensivo di Amanda Knox, alla domanda dei giornalisti se nell’arringa svolta stamani avanti al Gup Paolo Micheli fossero state delineate ipotesi alternative alla ricostruzione dei fatti prospettata dalla Procura ed incentrata sul concorso nell’omicidio di Mez di tutti e 3 gli imputati. Il legale ha aggiunto di avere ipotizzato che si trattava di una persona che ha immobilizzato Mez “con le gambe in posizione supina, prima le ha chiuso le vie aeree e poi l’ha giustiziata con un colpo di coltello”. In merito ai lividi riscontrati sul corpo della vittima ha spiegato “i lividi sul corpo se li e’ fatti cadendo in terra”. Incalzato a rispondere se, a parere della difesa, l’arma del delitto e’ quella trovata dagli inquirenti in casa di Sollecito, Ghirga si e’ affrettato a rispondere “non e’ quel coltello”. Ed ancora, tornando all’arma che avrebbe ucciso la studentessa inglese, “non e’ quella, assolutamente (trovata a casa di Raffaele Sollecito, ndr), e’ un coltello di 10 cm al massimo che e’ entrato piu’ volte sulla ferita e che ha fatto l’effetto ‘maciullamento’ come abbiamo sempre sostenuto fin da novembre avanti al Tribunale del riesame”. In merito poi al Dna isolato sul coltello, in particolare quello di Amanda tra manico e lama e quello di Mez sulla punta, il legale perugino ha osservato che “sul reperto n. 36 – che sarebbe il coltello – il Dna e’ talmente insignificante, i picchi sono talmente bassi che e’ ardua l’attribuzione, lo dice la Stefanoni (Patrizia Stefanoni, biologa della polizia scientifica consulente della Procura, gia’ sentita il 4 ottobre scorso, ndr) non noi, e poi non e’ sangue”.

(lA REPUBBLICA 21 ottobre 2008)

MEREDITH: DIFESA AMANDA, VALUTEREMO CHIEDERE DOMICILIARI
“Non abbiamo chiesto i domiciliari per Amanda, non ancora, ci riserviamo di farlo fino a lunedi’”. Cosi’ l’avvocato Luciano Ghirga, del collegio difensivo di Amanda Knox, al termine dell’udienza di stamani. Insieme al collega Carlo della Vedova, il legale ha svolto l’arringa davanti al Gup Paolo Micheli che, presumibilmente, martedi’ 28 ottobre sara’ in grado di decidere sulle sorti dei 3 imputati (per Rudy Guede sottoposto a rito abbreviato l’accusa ha chiesto l’ergastolo, per Amanda e per Raffaele Sollecito il rinvio a giudizio) dopo che lunedi’ 27 le parti avranno replicato. Proprio in quella sede, il legale perugino lascia intendere che potrebbe essere avanzata richiesta di arresti domiciliari per la studentessa americana (il 6 novembre prossimo scadranno i termini per la custodia cautelare in carcere disposti un anno fa dal Gip Claudia Matteini) la quale non e’ certo possa rendere una ulteriore dichiarazione spontanea dopo quella pronunciata sabato scorso: “Oggi non ha detto nulla – ha aggiunto Ghirga – si riserva una spontanea dichiarazione; ma penso che Amanda non parlera’ prima del decreto”. (21 ottobre 2008)

 MEREDITH, CSM APRE FASCICOLO SU RICHIESTA AVVOCATESSA USA
Il comitato di presidenza del Csm ha aperto un fascicolo sul processo per l’omicidio avvenuto a Perugia della studentessa inglese Meredith Kercher, dopo l’esposto presentato da un’avvocatessa statunitense – una delle tante voci da Seattle, città di Amanda Knox – dove si chiede di trasferire il processo negli Usa. La pratica è stata ora affidata alla prima commissione di palazzo dei Marescialli.

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