E Raffaele in cella cucina e fa il caffè con Spaccino che ha ucciso la moglie incinta

di Italo Carmignani e Vanna Ugolini
PERUGIA (20 ottobre) – Pentole e tegami legati con cappio e attaccati al muro della cella, sopra i fornelli. Una scacchiera di cartone sul tavolino, le pedine sono fatte con i tappi delle bottiglie di plastica. Tra i libri un ricettario. In un angolo le lettere: “Raffaele resisti” è il tono di molte. Il caffè condiviso durante le ore di visita con Roberto Spaccino, accusato, diciasette mesi fa, di aver ammazzato a botte la moglie incinta di 8 mesi. Una volta sono riusciti anche a preparare un piatto di pappardelle al sugo.

La vita in cella, per Raffaele Sollecito – su cui pesa l’accusa di essere uno dei tre assassini di Meredith Kercher – è il tentativo di strappare un frammento di normalità al vuoto delle giornate. Lui, che si allenava in una palestra di boxe, adesso deve fare a pugni con i ricordi che si avvicinano e si allontanano. E poi c’è la speranza che diventa rabbia perché il giorno della scarcerazione non arriva. In sottofondo ad ogni pensiero c’è comunque sempre lei, Amanda Knox, l’altra coimputata. Dieci giorni di passione finiti in una stanza insaguinata.

Amanda un’assassina? Le prime settimane sono solo dubbi. «Se vi devo dire comunque, sul fatto che lei è andata ad ammazzarla ho dei dubbi…». No, gli dicono i familiari, caccia via quei pensieri. «L’unica persona che ti chiama sulla scena del delitto è lei.. Con questo “non mi ricordo” quindi…ognuna pensa per sè…». E a un amico che lo va a trovare qualche mese dopo racconta di non riuscire a studiare, perché tutti i giorni i pensieri vanno sempre a finire lì, al fatto che lui rimane in carcere: «Sono stato proprio sfortunato a conoscere Amanda».

Anche se poi, riverderla è un’emozione. Tanto che arriva a mandargli un biglietto «Insieme quando sarà tutto finito».. «Quando sarete fuori vi potrete parlare, telefonare scambiare mail ma mai parlare di quello che è successo»… ammoniscono i genitori. E lei? Lei cambia il tono. Se la prima lettera che gli inviò aveva l’eco dell’affetto, nell’ultima è fredda e non accoglie l’invito di un ritorno insieme. I suoi problemi sono un secondino troppo invadente e una compagna insistente. Per questo ha già cambiato due volte la cella. Il resto è ginnastica, letture, musica e gli incontri con il prete del carcere.
Il messaggero 20 ottobre 2008

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