Meredith: Giudice americano lancia appello: “Amanda non può essere un’assassina”

Perugia. Appello di un giudice di Seattle
Tifo dalla Corte Usa: Amanda non c’entra
«Amanda non può essere un’assassina, non ha un briciolo di cattiveria in corpo»

DAL NOSTRO INVIATO

PERUGIA – «Amanda non può essere un’assassina, non può essere vero»: la lettera è firmata dal giudice della corte suprema dello Stato di Washington, il sessantunenne Michael J. Heavey, ed è, in sintesi, un accorato appello al collega italiano per convincerlo dell’innocenza di Amanda. Lei, secondo Heavey, ha una «personalità fuori dal comune. Rasenta, nel suo manifestarsi con gli altri, un candore, un’onestà e una schiettezza inusitati».

La lettera arriva a Perugia da Seattle, dove Amanda Knox – accusata con Rudy Guede e Raffaele Sollecito dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher – viveva prima di trasferirsi in Italia; la lettera del giudice americano non è che uno dei molti esempi dell’onda innocentista statunitense; qualche giorno fa, il New York Times ha criticato duramente il modo di condurre le indagini da parte della procura di Perugia, sostenendo che le prove sono poche e che quindi è ingiusto tenere i tre imputati in prigione.

In ogni caso la verità è vicina, almeno per la giustizia italiana: oggi comincerà la requisitoria del pm Giuliano Mignini e tra una decina di giorni arriverà la sentenza per Rudy Guede, che ha chiesto il rito abbreviato, e con ogni probabilità il rinvio a giudizio per gli altri due. Una, la poco più che ventenne Amanda Knox, è, per il giudice americano, «onesta, schietta e sincera». Nelle 4 pagine inviate al collega italiano, il giudice sembra non avere dubbi: «Amanda è una ragazza curiosa della vita, indipendente e disposta al sacrificio». Cita esempi nei quali l’americana s’è mostrata ingenua: «Se un poliziotto le dicesse che un asino sta volando, gli crederebbe senza dubitare».

Dice di aver visto le immagini girate fuori dalla casa dell’omicidio subito dopo il ritrovamento del cadavere: osservando con attenzione Amanda, Heavey sostiene di «vedere una persona completamente sotto choc». Tutto qui. Né spaventata né colpevole. Certo, si rende conto che la situazione attuale non è semplice: «Probabilmente molti sono convinti della sua malvagità, del suo essere diabolica, ma io sono convinto del contrario perché lei ha vissuto nelle nostre case per vent’anni e tutti abbiamo avuto modo di apprezzare esattamente l’opposto di tutto ciò di cui è sospettata. L’intera comunità può testimoniare la sua bontà d’animo e la sua assoluta mancanza di cattiveria». Dice di più, il giudice americano: «Amanda non ha un briciolo di cattiveria in corpo».

Corriere della Sera Alessandro Capponi
18 ottobre 2008

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