Pedofilia on line: nella vasta operazione italiana 2 arresti e 31 indagati in 13 regioni

CAMPOBASSO. Una vasta operazione contro il fenomeno della pedofilia su Internet e’ stata condotta dalla polizia Postale e delle Comunicazioni di Campobasso con il coordinamento del centro Nazionale di Contrasto alla Pedo-pornografia On-line

Due persone sono state individuate e arrestate nel Trentino Alto Adige e inoltre sono state eseguite 27 perquisizioni in 13 regioni: Molise, Sicilia, Campania, Veneto, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Trentino Alto Adige, Lombardia, Abruzzo, Puglia, Sardegna.
Le perquisizioni, che sono state disposte dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno impegnato personale appartenenti ai 13 Compartimenti Regionali interessati ed hanno permesso di procedere al sequestro di migliaia di attrezzature informatiche tra computer, hard disk, pendrive, cellulari e supporti ottici, sui quali sono in corso accertamenti, in un caso, dalla perquisizione effettuata e’ stata accertata la detenzione di sostanza stupefacente.
Ieri, anche il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Abruzzo, di Pescara ha operato nel blitz contro la pedopornografia.
L’operazione è stata denominata “Lobo malo” (lupo cattivo) ed ha bloccato un traffico di immagini attraverso programmi di condivisione.
«I programmi di file sharing», ha spiegato il comandante della Postale, Pasquale Sorgonà,«sono quei programmi (Winmx, Imesh, Kazaa, Emule; etc.) che consentono agli utenti che li installano e che si connettono la condivisione e lo scambio (in maniera gratuita ma il più delle volte illegale) di qualsiasi tipo di file e, quindi, di canzoni, filmati, fotografie, software etc.»
L’indagine aveva preso il via alcuni mesi fa proprio su iniziativa dell’attuale comandante di Pescara, Sorgonà, all’epoca dirigente a Campobasso, a seguito di un’operazione, denominata “Huaralino” condotta con le stesse modalità dalla polizia spagnola e che aveva interessato anche il nostro territorio nazionale.
La polizia spagnola avevano segnalato all’Interpol la presenza in Italia di diversi soggetti che, utilizzando uno dei programmi in questione, avevano diffuso materiale pedopornografico. La segnalazione, giunta al Servizio Polizia delle Comunicazioni di Roma per il coordinamento delle attività, era stata sviluppata dal Compartimento Polizia Postale di Campobasso che, in collaborazione con il Compartimento di Pescara, ha proceduto all’individuazione ed identificazione dei soggetti residenti in Abruzzo.
Nel corso degli accertamenti si è appurato che tra gli indagati figuravano anche due persone, una residente in provincia di Pescara ed una in provincia di Teramo.
Gli agenti recatisi presso le abitazioni dei due, un quarantacinquenne della provincia di Pescara, libero professionista, ed un trentunenne della provincia di Teramo, tecnico presso una società telefonica, hanno operato il sequestro di 4 computer, di cui due portatili, 14 hard disk, di cui due esterni, una pen drive e vari supporti informatici, ora al vaglio degli investigatori della Polizia Postale per una più approfondita analisi.

16/10/2008 15.59

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