Pedofilia, don Mauro Stefanoni: i tre monsignori indagati respingono le accuse

INCHIESTA SU DON MAURO STEFANONI
Spiegano e si giustificano. Danno la loro versione dei fatti e sostanzialmente si dichiarano del tutto estranei alle contestazioni che la Procura di Como ha fatto nei loro confronti.

I tre monsignori indagati dal pm Maria Vittoria Isella con l’accusa di avere rivelato a don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio, l’esistenza di una indagine penale a suo carico, hanno già fatto avere in questi giorni – nel pieno rispetto dei tempi concessi loro dalla legge – le loro controdeduzioni al magistrato.
Sotto forma di nota scritta che è stata recapitata dai loro legali negli uffici del quinto piano del Palazzo di Giustizia.
Ora la valutazione conclusiva spetta proprio al magistrato che ha condotto l’intera inchiesta e che si accinge – è solo questione di giorni – a fare le sue richieste.
Il pubblico ministero Isella, lette le memorie dei tre indagati, dovrà decidere già nella prossima settimana se mandare a processo con citazione diretta in aula, monsignor Alessandro Maggiolini, ex vescovo di Como, l’ex vicario generale, Enrico Bedetti e pure l’attuale vescovo di Crema, Oscar Cantoni, oppure archiviare tutto il fascicolo aperto a loro carico.
Lo stabilirà fra qualche giorno il pm. Adesso l’inchiesta è davvero alle battute conclusive.
Ad aprire la strada a un’inchiesta era stato lo stesso don Mauro in Tribunale a Como nei mesi scorsi, durante l’interrogatorio davanti ai giudici. Rispondendo alle domande del magistrato, aveva infatti sostenuto che a informarlo di una indagine su di lui, per presunti abusi di natura sessuale, erano stati i tre monsignori della Diocesi lariana.
In particolare il vescovo di allora, Maggiolini, lo aveva convocato in Curia per questa comunicazione. Lui era andato pensando a tutt’altra cosa e poi era uscito dal colloquio consapevole del fatto che si stava indagando sul suo conto.
Da quelle dichiarazioni in aula, il pm Isella ha deciso di aprire il fascicolo che ora è in dirittura d’arrivo. E per il quale i tre monsignori rischiano anche di ritrovarsi in aula per rispondere di questo che, secondo la Procura, è stato un favoreggiamento personale dell’indagato.
Don Mauro, per la cronaca, è stato poi condannato a otto anni di reclusione in primo grado per violenza sessuale su un ragazzo del paese, minorenne all’epoca dei fatti contestati.
Marco Romualdi

Corriere di Como

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2 thoughts on “Pedofilia, don Mauro Stefanoni: i tre monsignori indagati respingono le accuse

  1. Il gestore di un bar faceva lavorare in nero ragazzine minorenni
    poi le costringeva ad avere rapporti minacciando il licenziamento
    Bergamo, arrestato pedofilo
    abusava delle giovani dipendenti

    BERGAMO – Faceva lavorare nel suo bar ragazze dai 13 ai 18 anni pagandole in nero, poi le costringeva ad avere rapporti con lui minacciando di licenziarle: dopo due mesi di indagini è finito in carcere un uomo di 68 anni, gestore di un locale del Bergamasco. Gli uomini del comando provinciale di Bergamo, che lo hanno arrestato, lo hanno definito un “pedofilo seriale”.

    Secondo l’accusa l’uomo, incensurato, titolare di un bar in un paese dell’Isola Bergamasca, avrebbe abusato sessualmente di almeno sette ragazze tra i 13 e 18 anni, che “assumeva” in nero per lavorare al bancone del suo locale.

    L’indagine è partita ad agosto dopo il racconto di una ragazza – ai tempi tredicenne – che ha riferito ai militari di aver subito pesanti avances dall’uomo. Gli inquirenti hanno rintracciato altre sei ex dipendenti del locale che negli ultimi dodici mesi sarebbero state costrette ad avere dei rapporti sessuali completi con il loro datore di lavoro.

    L’uomo, sfruttando il rapporto professionale, conduceva con una scusa le sue vittime nell’appartamento sovrastante il locale e abusava di loro, spesso imponendo alle ragazze il silenzio sotto la minaccia di far perdere loro il lavoro.

    Il barista, che vive da solo, cambiava commesse ogni due o tre mesi: pare che gli episodi ai danni delle ragazze proseguissero da almeno un anno. Le vittime hanno raccontato ai militari le loro esperienze, spesso con dovizia di particolari. Il presunto pedofilo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Ora è rinchiuso nel carcere di Bergamo, in attesa di essere interrogato dal gip.

    (17 ottobre 2008)

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