Don Cantini, appello della Procura di Firenze:”Ci sono stati abusi più recenti, denunciateli”

(La chiesa e Don Lelio Cantini)

Le testimonianze si fermano al 1987, ma altri reati vennero compiuti dopo

Quando la Procura aprì un’inchiesta sui casi dal 1987 in poi

di Franca Selvatici

Se non ora, quando? E´ il momento di parlare. L´appello arriva dalla procura di Firenze. Ora che il Pontefice in persona ha riconosciuto le gravissime colpe di don Lelio Cantini, chi ha scelto finora il silenzio potrebbe trovare il coraggio di denunciare gli abusi subìti. L’inchiesta penale del pm Paolo Canessa – avviata dall´allora procuratore Ubaldo Nannucci il 10 aprile 2007 subito dopo che Repubblica aveva pubblicato la storia delle violenze inflitte alle bambine e alle adolescenti che frequentavano la parrocchia della Regina della Pace a Novoli – è tuttora aperta ma soffre di un gap temporale che non trova adeguate spiegazioni. Le ex parrocchiane e gli ex parrocchiani che frequentavano la Regina della Pace negli anni ´70 e ´80 hanno avuto il coraggio di testimoniare e di raccontare, fra infinite sofferenze, gli abusi subìti. L´inchiesta, perciò, è ricca di testimonianze di abusi che arrivano fino al 1987. In quanto tali, coperti da prescrizione.

Però le testimonianze delle persone che hanno subìto violenze dal sacerdote disegnano il profilo di un abusante compulsivo. Don Cantini era un parroco dotato di un forte carisma. Era autoritario e insegnava la virtù dell´obbedienza. Alle bambine di 10-11 anni che costringeva a subìre i suoi abusi, spiegava che dovevano avere fiducia nel loro priore e che attraverso di lui si compiva la volontà di Gesù. A ciascuna diceva «Sei la mia prediletta». E a tutte imponeva il segreto. Solo molti anni più tardi, ormai donne, le ex parrocchiane hanno capito che erano state in molte a subìre le attenzioni del parroco. Dall´insieme delle testimonianze raccolte, gli inquirenti, che contestano all´anziano sacerdote il reato di violenza sessuale plurima e pluriaggravata, ritengono del tutto improbabile che improvvisamente egli abbia cessato di molestare le bambine che gli venivano affidate per il catechismo e per la vita parrocchiale, anche perché fino almeno al 2005 non ha avuto nessun problema con le gerarchie e ha operato nella sua parrocchia come uno dei sacerdoti più influenti della diocesi.

Ecco le ragioni dell´appello della procura. Se – come è probabile – anche dopo il 1987 qualche bambina o adolescente ha subìto abusi, ora è il momento che si affidi alla giustizia dello Stato, oltre che a quella ecclesiastica. Fra l´altro sembra evidente che la Congregazione per la dottrina della fede abbia scoperto casi di abusi più recenti, altrimenti non avrebbe potuto procedere per il delitto di «sollecitazione a rapporti sessuali durante la confessione» (che si prescrive a norma di Diritto Canonico in dieci anni) e neppure per il delitto di «abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori», che per la Chiesa si prescrive dieci anni dopo che il minore ha compiuto 18 anni. Per questi delitti don Cantini è stato condannato. Dunque la Chiesa dovrebbe aver appurato anche abusi più recenti del 1987. Ma la verità resterà per sempre chiusa nelle segrete stanze del Vaticano, a meno che qualcuno non trovi il coraggio di rivolgersi anche alla giustizia italiana.
(La Repubblica 14 ottobre 2008)

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