INCHIESTA SHOCK:NAPOLI COSI´ I BAMBINI SI VENDONO

Sul Corriere del Mezzogiorno di oggi una inchiesta choc per la Campania. Napoli non solo capitale della delinquenza e dei rifiuti, ma anche della pedofilia in Europa. Bambini e bambine che si prostituiscono sulla strada. Un reportage di Vincenzo Esposito e Stefano Piedimonte che è come un pugno nello stomacoNAPOLI – Loro non lo sanno che mercoledì scorso le prostitute e i trans hanno manifestato in piazza contro il nuovo piano sicurezza. Non sanno chi sia il ministro per le Pari opportunità, e non gliene frega più di tanto. Loro non sanno neanche di essere dei piccoli gigolò, forse, ché a 13 anni certe cose non sono ancora del tutto chiare. Gli altri, invece, quelli che accostano l´auto al marciapiede offrendo una manciata di euro in cambio della carne più giovane sul mercato, loro lo sanno benissimo. Sanno tutto. Sanno che quello è il corso Meridionale di Napoli, che a pochi metri c´è la Ferrovia, e che se un´auto dei carabinieri li becca con uno di quei bambini slavi sarà difficile spiegare. E non solo ai militari.
Ma sanno anche che sono appena le dieci della sera, che la città pullula ancora di gente, e che nonostante ciò la little Amsterdam
dei pedofili funziona a pieno regime. E´ per questo, probabilmente, che non si pongono troppi problemi.
Corso Meridionale, l´orologio segna le 22, ed è già il pienone. Le luci della concessionaria d´auto illuminano i volti dalla pelle scura, le teste ingelatinate e le pettinature strane, le scarpe all´ultima moda. Si trattano bene, i baby-gigolò. Anche perché, giovane o meno giovane, un corpo trasandato non lo vuole nessuno. Quando aprono il portafoglio, questi signori occhialuti coi capelli bianchi pretendono il meglio. E´ come andare al ristorante e chiedere i datteri di mare, solo che questi datteri hanno un nome e un cognome, una famiglia, e una vita davanti.
Ma chissenefrega. Sul corso ci sono i bambini, e qualcuno più grandicello. Sul lato opposto invece, una volta svoltato per via Giovanni Porzio, ci sono i nordafricani. Uno col basco in testa e il giubbotto di pelle nera. Col buio che c´è, quasi non si vede. Gli occhi di chi cerca sono abituati al buio, però, e ai colori esotici dei ragazzi che si prestano a tutto. Tra il corso Meridionale, via Porzio, via Padova, via Brindisi, via Nazionale, via Pavia, si snoda il sistema napoletano della prostituzione maschile. Ma è un sistema autoregolato, senza papponi: i soldi entrano puliti (per modo di dire) nelle tasche dei gigolò. I più grandi ci vivono. I più piccoli, che non hanno nessuno da mantenere, li usano per sganciarsi dal bilancio familiare o per comprarsi quel telefonino che il compagno di classe ha ricevuto come regalo per la promozione. La famiglia li lascia fare, a volte addirittura li spinge a battere il marciapiede.
Damien ha 15 anni, una giacca di tuta col cappuccio, dei jeans stinti e un paio di Nike modello «Silver». Non aspetta neanche che uno lo chiami. Vede l´auto girare lentamente l´angolo, e questo gli basta per avvicinarsi al finestrino. «Che fai?», chiede. In realtà vuol sapere cosa vogliamo fare con lui, o piuttosto di lui. Qualche domanda buttata lì, col piglio del curioso che vuole attaccare bottone. Ma lui non ha tempo da perdere, e dopo un paio di domande a vuoto ci manda a quel paeese.

Positano News 11 ottobre 2008

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