Manfredonia, segregata e violentata con il bimbo di un anno, salvata da un sms

Preso il guardiano del terrore di Borgo Mezzanone
lunedì 06 ottobre 2008 19:34
Dramma fra connazionali: una giovane polacca segregata per anni da un suo coetano. Nella irruzione ritrovato anche un piccolo bambino. Negli abusi, il carnefice era solito filmare le sue azioni. Nessun violenza sul bimbo. Sotto sequestro 4 hard disk

Manfredonia – Contrada Scròfola, Masseria Fonte del Pesce, podere numero 11 del o.p. De Piccolellis. Casolari introvabili, perduti nelle fitte selve delle terre del Tavoliere. Dopo numerose indagini la polizia giudiziaria porta, nuovamente, alla luce una storia di abusi, rigorosamente, fra connazionali della polonia occidentale. Ieri, diretti dal dirigente Antonio Lauriola, gli agenti del locale commissariato hanno infatti arrestato Sylvester Kopiczko, un polacco di ventinove anni, residente nel centro di Mezzanone, in contrada ‘La Scrofola. L’uomo è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale, circostanze aggravanti, riduzione in schiavitù, ma anche resistenza, minaccie, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. La storia: dopo segnalazioni dell’Interpool polacco, (a cui la madre della donna ha consegnato l’sms mandatogli in segno di aiuto ndR) gli organi italiani dispongono degli accertamenti su una polacca di 28 anni, S.B., segnalata, in zona, quale presunta vittima di sequestro di persona. Durante le indagini nell’area, alla ricerca di un “non precisato podere” (l’area ne è piena a causa delle diverse sigle dei poderi, assegnati in passato da Enti di Riforma, Consorzi di Bonifica ed ex O.n.c. di provenienza mussoliniana ndR), gli agenti trovano la ragazza in un casolare, segregata dall’arrestato. Fatta irruzione nell’alloggio, gli agenti ritrovano anche un piccolo bambino: frutto delle violenze patite, per anni, dalla giovane donna. Arrestato l’aguzzino la vittima comincia a parlare, descrivendo gli anni di percosse e maltrattamenti subiti. Racconto confermato anche da una amica della donna. Kopiczko teneva segregata la ragazza in casa anche quando andava al lavoro (in un magazzino di fronte all’abitazione ndR), rinchiudendola con porte e finestre sbarrate. Inutili tutti i tentativi di fuga della vittima. Ulteriori particolari: il carnefice era solito filmare i suoi abusi. Sono attualmente sotto sequestro 4 hard disk di grande capacità, contenenti immagini e video a sfondo pornografico. Dubbi su un possibile commercio del materiale. Non sono state ricoscontrate violenze sul bambino e si pensa che l’uomo abbia agito da solo. Violenta la reazione di Kopiczo dopo l’arresto: calci e pugni agli agenti e accuse di maltrattamenti. Lesioni anche per la giovane polacca (in cura presso un locale nosocomio). Kopiczo è stato condotto nella casa circondiariale di Foggia, la donna ed il bimbo in una struttura protetta e segreta italiana. (IlGrecale/Giuseppe de Filippo)http://www.ilgrecale.it/main/index.php?option=com_content&task=view&id=4437&Itemid=1

MANFREDONIA, lunedì 6 ottobre 2008
Segregata in casa e violentata: arrestato giovane polacco

  Pestata, schiavizzata, umiliata, stuprata e segregata in casa con il figlioletto di appena un anno. Segni che rimarranno indelebili nella memoria e sul corpo della giovane polacca di 28 anni, sequestrata da un suo connazionale. Il fidanzato-padrone, si chiama Sylvester Kopiczko, di 29enne, arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Manfredonia. Pesanti le accuse che pendono sul suo capo: sequestro di persona, violenza sessuale, riduzione in schiavitù, resistenza, minacce, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. A scoperchiare il vaso di Pandora un sms che la vittima ha inviato alla mamma, riferendole delle sue condizioni ed il numero civico del casolare dove era tenuta nascosta. La donna ha allertato l’Interpol polacco che, a sua volta, ha segnalato il caso al commissariato di Manfredonia. Difficili le ricerche anche perchè nessuno dei residenti della zona aveva mai visto la ragazza, in Italia, ormai da più di due anni. Nel podere del terrore, situato nelle campagne di Borgo Mezzanone, in località “La Scrofola”, la ragazza era costretta a dormire su di una branda in cucina in pessime condizioni igieniche. Con lei il figlio, avuto dall’uomo durante una violenza sessuale, e che lo stesso utilizzava come arma di ricatto. La minacciava, dicendole che se avesse tentato di fuggire avrebbe ucciso il bimbo. Li segregava in casa, serrando porte e finestre. Il bruto, però, fuori dalle mura domestiche era guardiano di un’azienda agricola della zona, un lavoratore perfetto che tutti avrebbero voluto come collaboratore. Ma non è tutto; ieri quando gli agenti di polizia hanno fatto irruzione all’interno del casolare hanno recuperato moltissimi film porno, tra cui alcuni con immagini della donna mentre veniva stuprata dall’uomo. Ritrovate anche fotografie che ritraggono la polacca nuda. Ora il materiale è al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di scoprire se l’uomo l’abbia venduto on line, ipotesi avallata dal ritrovamento anche di un personal computer con connessione ad internet.

Tatiana Bellizzi http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=38921

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