Garlasco: 25 impronte di un’unico paio di scarpe mai trovate

antonio.rossitto
Domenica 5 Ottobre 2008

L’unica cosa certa è che l’assassino ha lasciato la sua firma: sette orme insanguinate, visibili, e altre 18 che solo il bagliore del luminol ha rischiarato. Una firma che però, fino a oggi, nessuno è riuscito a decifrare. Il delitto di Garlasco arriva al dunque: l’avviso di chiusura delle indagini è imminente. La successiva richiesta di rinvio a giudizio piuttosto scontata: la Procura di Vigevano potrebbe inviarla entro l’anno ad Alberto Stasi, bocconiano dal volto smarrito, indagato per l’omicidio della fidanzata, Chiara Poggi. La ragazza viene trovata morta il 13 agosto dell’anno scorso. E ai giorni immediatamente successivi bisogna tornare, per capire in quale rigagnolo dell’inchiesta siano finite le orme dell’assassino. A quando i Ris di Parma entrano per la prima volta nella graziosa villetta dei Poggi. Le notano subito quelle tracce. Quattro sono nel corridoio che porta alle scale dove, riverso, c’è il corpo della ragazza. Ce n’è un’altra lungo il breve tragitto che porta al bagno. E qui vengono individuate altre due orme: la più importante, dal punto di vista indiziario, è sul tappetino. I magistrati la collegano alle due impronte digitali di Stasi sul portasapone. La correlazione è semplice: ha ucciso, si è lavato, è fuggito.
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