Meredith/ Domani quarta udienza e battaglia sulle tracce genetiche. Gli avvocati:”Prove contaminate”

(Foto dal sito americano:www.crimerant.com/?p=1270)

Meredith/ Domani esame arma del delitto e impronte su reggiseno
Quarta udienza davanti al Gup. E’ l’ora dei periti su Dna

Perugia, 3 ott. (Apcom) – La quarta udienza preliminare del caso Meredith rischia di essere, per contenuti e dibattito, la più importante per le sorti del procedimento a carico di Raffaele Sollecito, Amanda Knox, e Rudy Guede. Domani, davanti al Gup Paolo Micheli, sarà la volta degli esperti di Dna e delle loro relazioni sui reperti sequestrati e analizzati ritenuti importanti ai fini della morte di Meredith. Sul banco dei testimoni salirà la biologa Patrizia Stefanoni, dirigente della sezione di genetica forense del servizio di polizia scientifica. A lei spettò di curare gli accertamenti e i dati immagazzinati.

Il Pm Giuliano Mignini, i pool difensivi di Amanda e Raffaele e i periti si confronteranno sul reggiseno di Meredith che venne ritrovato a pochi metri dal corpo. In particolare del Dna di Sollecito sarebbe stato trovato su dei gancetti e su un lembo di tessuto. Gli avvocati Brusco, Maori e Bongiorno sono convinti, date le procedure adottate e la pochezza del materiale genetico rinvenuto, che il reggiseno sia stato contaminato nel corso dei rilievi scientifici fatti in laboratorio. Il reggiseno, con le impronte eventuali di Sollecito, sarebbe invece la prova per il Pm del fatto che il giovane era presente nell’atto dell’omicidio e che di fatto ha aiutato a spogliare la vittima. Forse post-mortem.

Altro elemento di grande interesse sarà la discussione sulla presunta arma del delitto: il coltello da cucina rinvenuto nell’abitazione di Raffaele Sollecito. Secondo la perizia della Procura, sul manico ci sarebbero tracce del Dna di Amanda Knox, mentre sulla lama quelle di Meredith. Il coltello del delitto è stato già al centro di polemiche sui giornali americani dove si evidenziava che il materiale genetico rinvenuto era totalmente irrilevante ai fini di una prova schiacciante. Domani mattina, alle 9.30, nell’aula 2 del Palazzo Giustizia sarannopresenti i tre imputati. Non sono previste dichiarazioni spontanee.

Sarà battaglia sulle tracce genetiche. Gli avvocati: “Prove contaminate”
Accusa e difese si confronteranno sulle tracce di Dna dei tre imputati – Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito – rilevati nel corso dell’inchiesta. Un appuntamento, quello davanti al gup Paolo Micheli, che potrebbe essere decisivo per il futuro del procedimento

Perugia, 3 ottobre 2008 – Domani sarà il momento degli esperti di Dna. Accusa e difese si confronteranno infatti sulle tracce di codice genetico dei tre imputati – Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito – rilevati nel corso dell’inchiesta. Un appuntamento, quello davanti al gup Paolo Micheli, che potrebbe essere decisivo per il futuro del procedimento. 

 

E’ stato lo stesso giudice a sottolineare infatti, in una delle sue ordinanze, come ”non via sia dubbio, in punto di decisività per una sentenza di non luogo a procedere o per la stessa definizione del rito abbreviato richiesto (dal solo ivoriano – ndr), che le indagini biologiche conferiscano gli elementi di maggiore rilievo dell’impianto accusatorio”. Il gup ha quindi accolto la richiesta dei difensori di Sollecito di sentire la biologa Patrizia Stefanoni, dirigente della sezione di genetica forense del servizio di polizia scientifica, che curò gli accertamenti.
Domani risponderà alle domande di tutte le parti e dei loro consulenti, oltre che a quelle del giudice. Per questo l’udienza in programma a partire dalle 9.30 si annuncia particolarmente complessa e delicata. E a meno di novità dell’ultimo momento, Guede, la Knox e Sollecito saranno di nuovo tutti in aula. Al centro della deposizione della biologa ci saranno in particolare le tracce di Dna di Sollecito trovate dalla polizia scientifica su un frammento del reggiseno della vittima.

I difensori di Sollecito – gli avvocati Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco – intendono approfondire domani come sia stato identificato il codice genetico. I legali ipotizzano poi che il reperto possa essere stato contaminato nel corso dei sopralluoghi eseguiti nella casa del delitto, essendo stato individuato subito dopo il ritrovamento del cadavere vicino al piumone posto sul corpo e poi recuperato due settimane dopo sotto a una scrivania.
Altra questione che sarà affrontata in aula è quella del coltello da cucina sequestrato nella casa di Sollecito sul quale sono stati rilevati i profili genetici della Knox sul manico e della Kercher sulla lama. Secondo i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi si tratterebbe dell’arma del delitto. A questo riguardo però la difesa di Sollecito sostiene che la concentrazione di Dna riscontrata è così bassa da mettere in dubbio i risultati dell’esame. Una tesi analoga a quella del medico legale Carlo Torre, consulente dei difensori della Knox, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova.

”In un laboratorio in cui sono stati fatti centinaia di esami sul sangue di Meredith – ha sostenuto l’esperto -, trovare il suo profilo su un campione non significa niente. Quando ci sono quantità tanto esigue di Dna bisogna ripetere il test molte volte”. Domani in aula per assistere alla deposizione della Stefanoni e pronti a intervenire anche i consulenti degli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, i difensori di Guede.
qUOTIDIANO.NET 3 OTTOBRE 2008

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