Pornografia con ragazzine, scarcerato il meccanico sadomaso di Imperia


Note di Wildgreta: Alla fine di questo articolo trovate la ricostruzione della vicenda. Devo dire che, se quello che si dice nell’articolo sul suo arresto è vero, non si capisce come mai questa persona sia stata scarcerata. E’ evidente che Derin dovrebbe essere curato, ed è anche scritto che deteneva materiale pedopornografico. Arrestato in flagranza di reato con una telecamera in mano, vestito da donna, in compagnia di due ragazzine e su di una sorta di set cinematografico da lui allestito in un parcheggio, la difesa ha sostenuto che la telecamera poteva averla portata con sè per qualsiasi motivo e che non è dimostrato che volesse riprendere le ragazzine per fare un filmino sadomaso. Il Riesame ha dato ragione ai suoi avvocati e lo ha scarcerato.D’ora in poi, se vi trovano vestito da donna insieme a delle minorenni con una telecamera in mano, potrete dire che avevate paura che vi rubassero la macchina ed eravate pronti a filmare il ladro.
24 settembre 2008| Fabio Pin

Claudio Derin al momento dell’arresto

Il suo arresto aveva destato molto scalpore, la sua scarcerazione è invece passata sotto silenzio: data la delicatezza della vicenda e soprattutto il genere di accuse, forse il suo difensore gli ha voluto risparmiare una nuova “gogna” mediatica. Ad essere tornato in libertà è Claudio Derin, il meccanico imperiese di 34 anni bloccato dalla polizia il pomeriggio del 10 luglio, nel parking di piazza Colombo, mentre stava per coinvolgere due ragazzine in una scena a luci rosse a sfondo masochistico, e subito dopo rinchiuso all’Armea con l’accusa di induzione alla pornografia ai danni di minorenni e di predisposizione di esibizioni pornografiche. Lo scorso 1 agosto il tribunale del riesame ha fatto proprie le tesi del ricorso dell’avvocato Alessandro Mager e annullato la misura cautelare che era stata disposta quindici giorni prima dal gip Lorenzo Purpura su richiesta del pm titolare dell’inchiesta Michele Stagno. Il giorno successivo Derin ha lasciato la sezione “sex offender” del carcere di Sanremo, è tornato nella sua casa di Imperia e la settimana dopo ha riaperto la sua autofficina.

Nell’impugnazione e poi in fase di discussione di fronte ai giudici del riesame, Mager ha smontato pezzo dopo pezzo il quadro accusatorio della procura. Al punto che i giudici hanno ritenuto infondati gli elementi indiziari a sostegno dei reati così come configurati nel provvedimento cautelare. In altre parole, non si può parlare di induzione ai danni di minorenni nel momento in cui nessuna delle ragazzine sarebbe stata coinvolta in prima persona nelle esibizioni pornografiche di Derin. Nelle foto conservate nella memoria dei telefonini delle vittime acquisite dalla polizia non c’è traccia delle ragazzine, né peraltro figurerebbe il volto dell’indagato. «L’articolo 600 ter prevede che l’induzione si configuri quando i minori siano effettivamente utilizzati a scopi pornografici, e non è il caso del mio assistito», afferma Mager portando a sintesi i concetti espressi nel ricorso. «Il fatto poi che all’atto del blitz nel parking di piazza Colombo, Derin fosse stato trovato in possesso di una telecamera, non significa necessariamente che questa sarebbe stata usata per riprendere le minori durante le sue esibizioni pornografiche».

Il successo al riesame non giustifica certo le condotte del meccanico di Imperia, e il legale sanremese è il primo a sostenerlo: «Ci mancherebbe. Il ricorso era volto a dimostrare che quelle ipotesi di reato non erano fondate. Non solo. I giudici non hanno neppure ritenuto contestabile la violenza sessuale e quindi, in prospettiva processuale, un’eventuale derubricazione delle accuse. Potrebbe configurarsi, questo sì, il reato di atti osceni, ma va detto che il riesame in questo senso non si è pronunciato». In attesa che, alla luce dell’annullamento dell’ordinanza, il pm Stagno decida di modificare o meno il quadro accusatorio, resta ancora da definire la tranche d’indagine trasmessa per competenza al tribunale dei minorenni di Genova, relativa al materiale pedopornografico (file informatici, Cd e Dvd) che sarebbe stato sequestrato dalla polizia nell’abitazione di Derin.

il secolo xix 24 settembre 2008

Frustato dalle ragazzine
12 luglio 2008

Fabio Pin
Nella tarda mattinata di ieri il sostituto procuratore Michele Stagno ha convalidato l’arresto di Claudio Derin, il meccanico di 34 anni, di Imperia, sottoposto a fermo, giovedì pomeriggio, con l’accusa di induzione alla pornografia ai danni di minorenni. Il magistrato ha giudicato più che sufficienti i «gravi indizi di colpevolezza» raccolti dalla polizia a carico del giovane imperiese. La cui posizione, sempre ieri, è diventata ancora più pesante. Sulla scorta del materiale sequestrato nella sua abitazione (dove è stato trovato pure un assortito armamentario sadomaso), Derin è stato denunciato anche per pedopornografia.

Si tratta di fotografie e filmati di rapporti sessuali tra adulti e bambini registrati su numerosi supporti informatici. «Riteniamo che i documenti siano stati scaricati da Internet. Tuttavia solo al termine di specifici esami tecnici si potrà escludere l’ipotesi di materiali autoprodotti», ha detto il responsabile della polizia postale Ivan Bracco, chiamato a collaborare all’inchiesta condotta dalla sezione giudiziaria e dai poliziotti di quartiere del commissariato sanremese. Intanto, in ordine al filone principale dell’indagine, gli inquirenti hanno ricostruito episodi, circostanze e quadro accusatorio. Tra il meccanico imperiese e il gruppetto di minorenni di età compresa tra i 14 e i 16 anni, si sono verificati due incontri. Il primo il 28 giugno, il secondo il 3 luglio, sempre nel pomeriggio. In entrambe le occasioni, l’appuntamento è stato fissato davanti ai bagni della stazione ferroviaria, in corso Cavallotti. Il 28 giugno con due sole ragazzine, poi accompagnate in macchina al terzo piano interrato del parking di piazza Colombo. Lì Derin avrebbe posteggiato l’auto all’interno di un box e allestito una sorta di set cinematografico con una videocamera fissata sul portellone della vettura, un tappetino rosso sul pavimento e numerosi “oggetti” sado-maso e alcuni falli di lattice. Vestito da donna, Derin in quella circostanza si sarebbe fatto frustare e colpire con calci al basso ventre dalle due minorenni. Il racconto delle ragazze ha poi trovato squallida conferma nelle immagini scattate con i telefonini e nei filmati registrati con la videocamera.

Il pomeriggio del 3 luglio l’incontro avrebbe avuto le stesse caratteristiche “scenografiche”, con la differenza che a partecipare all’incontro sarebbero state non due ma quattro minorenni, e che l’uomo avrebbe dato sfogo a più gravi devianze. «In quel caso la vicenda si è consumata all’interno di Portosole, in un luogo molto appartato, dopo che le minori si erano rifiutate di essere condotte nella toilette di un pubblico esercizio», hanno rivelato gli investigatori. Il terzo appuntamento, quello in cui i poliziotti hanno fatto scattare la trappola, è di giovedì pomeriggio, alle 15, nel box del parking di piazza Colombo già utilizzato due settimane prima. Quando gli agenti sono entrati in azione, l’uomo aveva già preparato la scena e si apprestava a svestire la tuta da ginnastica sotto la quale indossava lingerie da donna. Anche la videocamera era già stata collocata sul set. «Siamo della polizia. Il suo nome è Claudio Derin?». «Sì, sono io. Ho capito…», la replica del meccanico imperiese. Prima di salire sull’auto-civetta, una richiesta: «Posso almeno cambiarmi le scarpe con i tacchi a spillo?». La risposta è stata negativa, motivata dall’esigenza probatoria di fissare le esatte circostanze dell’arresto in flagrante.

Poi la perquisizione dell’alloggio che l’uomo divide con la sua compagna. La ragazza avrebbe sostenuto di essere al corrente delle devianze di Derin, ma si è detta all’oscuro degli incontri con minorenni.
Il Secolo XIX 12 LUGLIO 2008

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