Pedofilia/ Pm ricorrerà contro domiciliari a don Ruggero Conti. Il Gip: indagini dopo arresto hanno confermato accuse

Roma, 18 set. (Apcom) – Il pm Francesco Scavo è intenzionato a presentare ricorso al tribunale del riesame contro la decisione del gip del tribunale di Roma, Andrea Vardaro, con la quale due giorni fa sono stati concessi gli arresti domiciliari a don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di violenza sessuale continuata e aggravata, avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida.
Alla base dell’iniziativa del sostituto procuratore ci saranno due elementi: la possibile reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Don Conti – si argomenterà – è stato posto ai domiciliari in unità separata del ‘Centro Nazareth’, in via Portuense, ma detta struttura è comunque all’interno di diversi luoghi d’aggregazione della zona ed inoltre in pieno tessuto urbano. Qualora i giudici della libertà accogliessero l’istanza dell’ufficio dell’accusa il provvedimento non sarà esecutivo, perché potrà comunque essere impugnato dai difensori del sacerdote, gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro.
Il gip Vardaro, nel provvedimento con il quale ha concesso i domiciliari, scrive che comunque permangono sia i “gravi indizi” che le esigenze cautelari, e che “le indagini espletate dopo l’applicazione della misura hanno ulteriormente avvalorato la gravità del quadro”. La principale motivazione del parziale accoglimento dell’istanza dei legali di don Conti, “pur non rilevandosi una situazione di incompatibilità con il regime carcerario” rimangono quindi le condizioni di salute, l’ipertensione arteriosa di cui il sacerdote è affetto.
Le indagini su quanto avrebbe compiuto don Ruggero sono intanto andate a ritroso negli anni. Nel capo d’accusa il sacerdote, molto attivo nel sociale e coinvolto in prima persona in diversi progetti, sono attribuiti abusi su circa otto ragazzi, che all’epoca dei fatti erano minorenni. Ma il pm ha raccolto le testimonianze di molti altri giovani, ed alcuni episodi risalgono addirittura a 25 anni fa.

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23 thoughts on “Pedofilia/ Pm ricorrerà contro domiciliari a don Ruggero Conti. Il Gip: indagini dopo arresto hanno confermato accuse

  1. Allora è chiaro che l’ipertensione arteriosa non è incompatibile col regime carcerario.

    E allora se non sono venute meno le esigenze cautelari (i gravi indizi di colpevolezza paiono aggravati, come pure c’è il pericolo di inquinamento delle prove e di fuga) che senso aveva scarcerare don Ruggero?

  2. per pincopallino2 . Almeno per quanto riportato dalla stampa, il ricorso del p. m. Scavo contro la concessione dei domiciliari a don Ruggero è motivato dal pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Non dal pericolo di fuga, come scrive Lei nel Suo ultimo intervento.
    Ora, chiunque abbia partecipato al blog, schierandosi pro o contro don Ruggero, non potrà che essere d’accordo con Lei, piuttosto che con Scavo. Inquinamento delle prove? Possibile. Pericolo di fuga? Meno possibile, ma non da escludere. Reiterazione del reato? Qui cadiamo nell’assurdo.
    Forse in subordine all’ avvenuta fuga ed al riuscito inquinamento delle prove. A meno che gli arresti domiciliari non siano stati concessi in una sede frequentata prevalentemente da bambini/adolescenti con poca o nessuna sorveglianza da parte di adulti affidabili, nel qual caso verrebbe da dubitare della sanità mentale di chi li ha concessi.

  3. Segnalo, per commenti e riflessioni, il seguente articolo pubblicato sul Sabaudia news.
    20/09/2008 – Roma – Soldà: “La giustizia deve fare il suo corso con l’intento non di tutelare l’indagato bensì i bambini che hanno subito violenza”
    La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno. Il parroco don Ruggero Conti è stato scarcerato dalla casa circondariale di Regina Coeli, dove era rinchiuso dal 30 giugno con l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata nei confronti di alcuni bambini, a causa della sua precaria salute. Sembrerebbe infatti che il sacerdote in questione soffrirebbe di una forma piuttosto grave di ipertensione arteriosa. Contro questa decisione del Gip si è schierata la Procura, tramite il pm Francesco Scavo, che ha intenzione di ricorrere in quanto convinto che il sacerdote possa reiterare il reato. Netta anche la posizione del segretario romano dell’Italia dei Valori, Roberto Soldà, il quale sostiene: ” La giustizia deve fare il suo corso, individuando il colpevole velocemente. Non bisogna pensare che l’indagato venga scarcerato solamente per la carica che ricopre, in quanto la Giustizia non opera favoritismi. Purtroppo il problema dell’inquinamento delle prove, e la possibilità per l’indagato di reiterare il reato – prosegue Soldà – è un problema che si ripropone puntualmente dopo la scarcerazione, soprattutto nell’ambito di questi crimini, ma sono fiducioso nell’operato del nostro sistema giudiziario”.
    L’ultimo pensiero Soldà lo rivolge alle vittime degli abusi: “La pedofilia è un reato efferato ed è per questo motivo che l’obbiettivo principale, oltre l’individuazione del colpevole con la certezza che sconti la pena, è la tutela dei bambini che hanno subitao tale scellerata violenza”.

  4. Chissà cosa ne pensa Antonio di Pietro, ex-magistrato, del cumulo di sciocchezze e banalità che giornalisti del “Sabaudia news” hanno attribuito a Roberto Soldà, Italia dei Valori.
    “La giustizia deve fare il suo corso con l’intento non di tutelare l’indagato bensì i bambini che hanno subito violenza”. E questa chi se l’è inventata?
    Altra piccola perplessità: perché Wildgreta mi ha ringraziato gridando quando le ho segnalato questa perla di articolo?

  5. Finalmente la Chiesa si rinnova.
    A quanto pare il viceparroco di Selva Candida, che dopo l’arresto del suo superiore ruggero ne faceva le veci, è stato trasferito.
    Il motivo? Sembra che incitasse in tutti i modi i parrocchiani a prendere le parti di ruggero, affermandone a gran voce l’innocenza e promuovendo iniziative di solidarietà.
    Evidentemente ha ereditato dal suo maestro l’arte del coinvolgere le folle.
    Una volta tanto sono daccordo con la Chiesa, nei suoi rappresentanti, che è finalmente intervenuta contro chi stava abusando del suo ruolo per erigersi a giudice e decretare condanne o, come in questo caso, assoluzioni, approfittando della fiducia che la gente ha nella Chiesa e di conseguenza nei suoi esponenti.
    Personalmente ritengo che un buon prete dovrebbe astenersi dal predicare come “verità” conclusioni frutto solo di un suo personale convincimento, tantopiù di fronte ad accuse così gravi.
    E poi un prete non dovrebbe predicare il perdono e porgere l’altra guancia? Questo mi pare predicasse la ribellione contro le istituzioni e soprattutto il “linciaggio virtuale” di vittime e testimoni.
    Tanto di cappello a chi ha preso l’iniziativa: una volta tanto un trasferimento a fin di bene. Sarà l’inizio di una nuova era, in cui si agisce veramente nell’interesse dei fedeli? Io me lo auguro.

  6. Bentornata, Veronika. Vi avevo dato per dispersi. Non scriveva più nessuno! Questa che mi dai è un’ottima notizia. Nella Chiesa ci sono molte persone di valore, ed è proprio da loro che ci si aspettano gesti esemplari. Il fatto di Selva Candida, mi ricorda quello del parroco di Rignano Flaminio, che aveva negato ad alcuni bambini di andare a fare la Comunione in un’altra parrocchia, dopo essersi schierato dalla parte delle maestre indagate senza riservare nemmeno una parola di pietà ai bambini. E’ intervenuto il vescovo e ha concesso lui il nulla osta. Qualche giorno fa, il parroco è stato sostituito.
    A presto!
    ps purtroppo ho dovuto inserire la moderazione ai commenti perchè ho ricevuto messaggi di persone che scrivono sui blog solo per creare disturbo. Comunque sono sempre collegata, quindi non attenderete troppo per vedervi pubblicati.

  7. Sul caso di don Ruggero Conti sono stati scritti più di 400 post in poco meno di quattro mesi. Se qualcuno si prendesse la briga di controllare la media dei post sugli altri casi segnalati da Wildgreta, vedrebbe l’eccezionalità di questo numero. E non farebbe male chiedersi a cosa è dovuto.
    Se allo scoppio del caso fossero arrivati i normali tre o quattro post di solidarietà alle vittime e di condanna del mostro, e poi più nulla, il tutto sarebbe rientrato in una frequentissima, generica e a mio avviso sterile condanna della pedofilia. E invece è scattato qualcosa di diverso: per ogni post “colpevolista” vi è stato qualcuno che ha voluto esprimere il proprio parere contrario, a favore dell’innocenza di don Ruggero o comunque non disposto ad accettarne una condanna mediatica a priori. Il tutto su di un blog che, con tutta la buona fede di wildgreta, è comunque nato per la lotta alla pedofilia, quindi di parte, quindi particolarmente critico verso chiunque sostenga l’ipotesi di non colpevolezza di un accusato di pedofilia.
    Malgrado ciò il dibattito è proseguito, si è ampliato, si è arricchito, vi è stato scambio di idee e di informazioni. Chiunque vi abbia partecipato ha dato qualcosa ed ha ottenuto di più. A me questa sembra una buona cosa.
    Non posso quindi (fatto non nuovo) condividere l’opinione di veronika70, secondo la quale il trasferimento del viceparroco di don Ruggero, dovuto al fatto di avere espresso nell’ambito della propria comunità parrocchiale quanto moltissimi di noi hanno espresso su questo blog, sarebbe un segno di un mutamento in meglio della Chiesa.
    Sulla base di questa opinione, tutti coloro che si sono espressi a favore di don Ruggero dovrebbero essere rimossi dalle loro posizioni, quali che esse siano, così la società sarebbe migliore.
    E, a meno che non l’abbia esternata dal pulpito facendola passare come opinione ufficiale della Chiesa, o come verità evangelica, l’opinione di questo sconosciuto viceparroco ha lo stesso peso specifico di quella di ogni altro cittadino italiano. E quindi la stessa possibilità di influenzare l’opinione degli altri; un fedele deve seguire il proprio parroco (o vice) solo quando si rifà al messaggio di Cristo, non quando parla di fatti di cronaca giudiziaria.
    Il tutto dando ovviamente per vero che il trasferimento sia avvenuto per i motivi riportati; per quanto è a mia conoscenza, quando un vescovo ritiene opportuno un trasferimento si limita a comunicarlo all’interessato, senza dover addurre motivazione alcuna. Mi sembra inverosimile che il vescovo abbia ordinato al viceparroco di trasferirsi per aver mostrato solidarietà nei confronti di un confratello sino ad oggi innocente. Questo non viola né la legge dell’uomo, né quella della Chiesa, né quella di Cristo.
    Mi creda, Wildgreta. Quella riferita da veronika70, se vera, non è un ottima notizia, e Lei, come giornalista e come cittadina, dovrebbe continuare ad augurarsi che la libertà di manifestare in modo civile le proprie opinioni non sia mai sottoposta a censure e veti.
    Purtroppo l’aria che tira oggi non è al riguardo delle migliori.

  8. Gentile giannicasti, innanzitutto bentornato. Devo dire che, dopo la marea di commenti ricevuti nel periodo in questione, mi sono sentita un po’ sola. Comunque, non credo verranno mai rese note le ragioni che hanno portato al trasferimento del vice parroco (sempre che sia confermato). Non è uso, da parte della curia, a meno che non vi siano reati di pubblico dominio, divulgare questioni interne. Del resto, non è noto neppure cosa esattamente egli abbia fatto o se nei suoi comportamenti sia stata ravvisata qualche mancanza. Avendo seguito la vicenda del parroco di Rignano, così come quella di altri sacerdoti (don neva a Brescia) che hanno manifestato vistosamente la propria appartenenza ad una data fazione, in occasione di gravi fatti di cronaca, vorrei sottolineare come la Chiesa dovrebbe sempre essere al di sopra delle parti e aperta a tutti. Nella fattispecie, sia ai cosiddetti “innocentisti” che ai “colpevolisti”. Credo che il compito della fede sia quello di unire, e di cercare di sanare le fratture, non quello di alimentarle. Ecco, se per caso, il viceparroco avesse mostrato di preferire una parte, piuttosto che l’altra, allora avrebbero fatto bene ad allontanarlo. Questa naturalmente è solo un’ipotesi, in quanto non sono a conoscenza di fatti concreti. Cordiali saluti e a presto.

  9. Ringrazio Wildgreta per i saluti e ricambio. Per quanto riguarda l’allontanamento del vice parroco, potrebbe essere di aiuto la testimonianza di Veronika70, che ha riferito il fatto, sul seguente aspetto: nel manifestare la sua solidarietà a don Ruggero il vice parroco ha detto o fatto capire che questa presa di posizione era non solo sua, ma di parte o di tutta la Chiesa? E questa solidarietà si è limitata a momenti di preghiera, anche collettivi, o è sfociata in protesta di piazza contro una ingiusta accusa, magari con momenti di ingiuria verso le autorità inquirenti? Se ciò è accaduto, concordo con Lei e con Veronika70 che la Chiesa ha fatto bene ad allontanare un prete che tende a travalicare i limiti della sua missione pastorale. Se ciò non è accaduto, un cittadino italiano è stato punito per aver liberamente espresso lecite opinioni. Ma come Lei ha detto, credo anch’io che non conosceremo mai i fatti
    Vi è poi un altro punto nella segnalazione di Veronika70 che non ho ben capito. Cosa intende quando parla di “linciaggio virtuale” di vittime e testimoni? E’ ovvio che chiunque ritenga innocente un imputato, non importa di quale crimine, tenda a considerare inattendibili i testimoni a carico. Tanto più in un caso come questo, che si regge solo sulla parte testimoniale. Nessuno può negare che, se don Ruggero venisse ritenuto innocente al termine di un eventuale processo, tutti gli accusatori-testimoni-vittime sarebbero a dir poco inattendibili.
    Un’altra domanda per Wildgreta. Scartate dal blog molte segnalazioni di fatti che con la pedofilia e la violenza sui minori hanno poco a che fare, ne restano tuttavia molti altri che, seppur gravi ed apparentemente persino più gravi del caso di don Ruggero, non suscitano neppure l’eco di un post.
    A cosa è dovuto questo disinteresse?

  10. Non conosco le motivazioni di questo presunto allontanamento, ma è del tutto ovvio che non siano slegate dalla grave vicenda. Faccio solo due considerazioni.
    1 – un prete è un pastore anche quando scende dal pulpito: se la sua comunità è divisa deve lavorare affinché sia facilitata la composizione di tale divisione o comunque non si acuisca. La sua opinione per quanto libera, ha un peso specifico diverso da quella di una persona “normale” proprio per questo.
    2 – sempre che sia verificata la notizia dell’allontanamento, lo scenario più verosimile è che il vescovo, che a questo punto avrà in mano molti elementi, abbia rilevato che il prete sia impossibilitato a mantenere serenamente una posizione di equilibrio e si sia deciso per il provvedimento conseguente. E questa è un’ottima notizia per la Chiesa perché è l’esercizio di un’autorità che fa il suo dovere.

  11. Per zxcvb4: concordo con quanto dice

    Per giannicasti: mi dica a quali casi gravi allude, magari mi sono sfuggiti. Grazie

  12. Per zxcvb4: l’opinione di un pastore, che sia o meno su di un pulpito, ha un peso specifico superiore solo se riferita a questioni di fede e di messaggio evangelico. Su argomenti di cronaca giudiziaria vale come quella di chiunque altro. Una ragione molto più prosaica ma verosimile sull’allontanamento del vice parroco è che in molte parrocchie della Diocesi, tra cui quella nella quale risiedo, vi è una gravissima carenza di sacerdoti.
    Per Wildgreta: non le è sfuggito nessun caso grave, e la mia domanda non voleva in alcun modo essere polemica. Mi domando veramente perché nessuno commenta “territorialmente” fatti accaduti nelle vicinanze o a persone conosciute, come è invece accaduto a Selva Candida ed alla Giustiniana per il caso di don Ruggero.

  13. Per giannicasti.
    sulla questione del “peso specifico” mi sono forse espresso male: attribuirle un maggior peso indistintamente su tutto sarebbe un ottuso clericalismo, ma è indubbio che, giusto o sbagliato che sia, una certa posizione presa da un pastore viene percepita diversamente (dai fedeli) rispetto a quella del sacrestano.
    Sull’allontanamento legato ad un normale avvicendamento, mi consenta una certa perplessità: una parrocchia viene decapitata, col parroco che finisce in galera e io vescovo lo reputo un buon momento per privarla anche del vice parroco, in ragione delle mie strategie? Sarebbe proprio una decisione singolare.
    Io non la conosco, né lei conosce me, ma ho avuto modo di apprezzare le sue posizioni di generosa difesa. Tuttavia sul fatto specifico, mi creda: il Male esiste e colpisce proprio dove maggiore è la possibilità di Bene. Lo scandalo e la delusione che provocano allontanamento sono le conseguenze più probabili e più dolorose.

  14. Io ho detto: “…incitasse in tutti i modi i parrocchiani a prendere le parti di ruggero, affermandone a gran voce l’innocenza e promuovendo iniziative di solidarietà.”
    Ovviamente giannicast ha focalizzato solo l’ultima parola, ovvero solidarietà, che assolutamente è lecita ed innocua. Meno innocuo e forse meno lecito, è esprimere le proprie opinioni come verità (ovvero l’innocenza indiscutibile di ruggero) dall’altare della chiesa, quindi durante una funzione religiosa, mostrando disprezzo verso quanti tra i propri parrocchiani hanno denunciato e sollecitando l’esternazione di tale disprezzo da parte di tutta la comunità, arrivando a “minacciare” i fedeli di andarsene se loro e la chiesa non avessero preso posizione. Pare che sia stato accontentato: la chiesa ha preso posizione e lo ha trasferito: a voi l’interpretazione.
    Proprio l’atteggiamento assunto dalla chiesa, che ovviamente non fa gioco agli innocentisti, sottolinea quale sia effettivamente il suo ruolo: non quello di coprire ad ogni costo, come in passato, ma quello di astenersi da ogni presa di posizione finchè luce non sia fatta, quindi rimettendosi al giudizio delle autorità competenti. Non credo sia corretto dare alle affermazioni espresse dal viceparroco lo stesso peso di una qualunque opinione espressa da un qualunque cittadino: qualunque cosa detta da un prete, parroco e vice in particolare, non può assolutamente paragonarsi alla stessa cosa detta da un tizio qualunque, perchè il ruolo stesso che essi coprono dà alla loro parola un valore aggiunto, un valore che per i fedeli si può tradurre appunto in verità. E poichè il vice, come noi, non ha la palla di vetro, non può decretare l’innocenza di ruggero.
    Per quanto riguarda “l’ingiuria verso le autorità inquirenti” credo che questa sia sottintesa, quando se ne decreta la colpevolezza di aver ingiustamente messo in carcere qualcuno, a detta del vice per accuse inesistenti, quindi condannando virtualmente i propri parrocchiani che hanno denunciato.
    Concordo pienamente con zxcvb4 sull’intervento n. 11.
    Forse gli innocentisti dovrebbero soffermarsi a riflettere su quanto deciso dalla chiesa, non cercare delle motivazioni di convenienza.

  15. Veronika70, che saluto, ha riferito che il vice parroco ha espresso “le proprie opinioni come verità (ovvero l’innocenza indiscutibile di ruggero) dall’altare della chiesa, quindi durante una funzione religiosa, mostrando disprezzo verso quanti tra i propri parrocchiani hanno denunciato e sollecitando l’esternazione di tale disprezzo da parte di tutta la comunità, arrivando a “minacciare” i fedeli di andarsene se loro e la chiesa non avessero preso posizione.”
    Data per valida questa informazione, non posso che essere d’accordo sull’opportunità di allontanare chi abbia travalicato i limiti del proprio mandato pastorale. L’avevo d’altronde già scritto sui post n. 8 e n.10, nel quale anzi sollecitavo al riguardo proprio la testimonianza di Veronika70, in quanto residente a Selva Candida, e quindi in grado di riferire accuratamente sull’accaduto.
    Aggiungo che quanto attribuito al vice parroco come detto dall’altare è non solo sbagliato, ma anche stupido. Sbagliato perché detto appunto dall’altare, che ad argomenti di ben più ampio respiro dovrebbe essere destinato. Stupido perché espresso sotto forma di “diktat”, una forma di esercizio di autorità destinato a convincere solo quel genere di persone oppresse, come dice correttamente zxcvb4, da un ottuso clericalismo.
    Ma, e scusatemi se insisto, non ritengo che tutti i fedeli siano tali, a Selva Candida come nel resto del mondo. E quindi non ritengo possibile che, come scrive ancora Veronika70, “qualunque cosa detta da un prete, parroco e vice in particolare, non può assolutamente paragonarsi alla stessa cosa detta da un tizio qualunque, perchè il ruolo stesso che essi coprono dà alla loro parola un valore aggiunto, un valore che per i fedeli si può tradurre appunto in verità.”
    Non è possibile per un laico, che non può, senza contraddirsi, attribuire un valore particolare al ruolo ricoperto da un sacerdote più di quanto non lo possa fare per un professore, per un magistrato, per un medico. Quando questi parlano nell’ambito della propria professione, è doveroso ascoltarli, altrimenti dipende. Perché per un sacerdote dovrebbe essere differente?
    E non è possibile neppure per un fedele che non sia “clericalmente ottuso”, perché il valore aggiunto della parola del sacerdote è limitato (si fa per dire) all’ambito della predicazione del Vangelo.
    Anche noi fedeli sappiamo che esistono falsi idoli e falsi profeti, sappiamo che, per citare ancora zxcvb4, “il Male esiste e colpisce proprio dove maggiore è la possibilità di Bene.”
    Questo non ci deve togliere la Speranza in generale, e neppure la speranza in particolare che don Ruggero continui a risultare innocente.

  16. Scusate se sono sembrata maleducata, non salutando nessuno, wildgreta e gianni in particolare, ma ultimamente ho potuto connettermi pochissimo ed ho scritto in fretta e furia.
    Giannicasti1, la sua ultima frase mi ha fatto molto riflettere, perchè fino ad ora, nonostante le mie convinzioni, condividevo la sua stessa speranza.
    Comunque il “continui a risultare innocente” mi pare un pò ingannevole, per un lettore poco attento, in quanto ruggero non è mai risultato innocente, semmai è innocente a prescindere, fino a prova contraria, come la legge dice. Il “risultato”, sia esso di colpevolezza o d’innocenza, lo avremo solo dopo un processo. La sua frase lascia intendere che ci sia stato un qualche risvolto parziale a favore di ruggero, cosa questa che non mi risulta.
    Complimenti però per l’ennesimo tentativo di condizionamento: lei è pieno di risorse. Però l’argomento è piuttosto serio, e non mi pare corretto far passare questi messaggi, poichè, da persona di cultura come la considero, non credo l’abbia scritto a caso, e nonostante la sua buona fede e tutta l’amicizia, nemmeno lei può avere la certezza della sua innocenza.
    Comunque, come dicevo, anch’io nutrivo la speranza che ruggero fosse innocente, nonostante tutti fatti che ho sottolineato più volte mi portassero a pensare il contrario.
    Ora ho un nuovo incubo: sperare nella reale innocenza di ruggero si traduce nello sperare che i ragazzi e i testimoni siano colpevoli. Ora mi chiedo cosa sarebbe più orribile: un ennesimo pedofilo (persona malata e vittima di se stessa, comunque incapace di dominarsi) o una nuova categoria di mostri, giovani senza scrupoli, che senza motivo, per pura cattiveria, lucidamente e intenzionalmente si rendono colpevoli di un reato così grave come il far condannare un uomo per il più orribile dei crimini? Tra l’altro se la speranza d’innocenza di ruggero si realizzasse, il danno sarebbe enorme, perchè creerebbe un precedente importante, a favore della pedofilia; fino ad ora infatti, i presunti pedofili poi risultati (dopo un processo) innocenti, si sono avvalsi dell’inattendibilità delle presunte vittime, di solito bambini che gli avvocati facevano risultare plagiati o comunque influenzati da genitori magari troppo apprensivi o che avevano frainteso. Quì abbiamo delle presunte vittime che ad oggi sono adulte, quindi nel pieno delle facoltà mentali, e che raccontano di fatti avvenuti quando erano già ragazzi, quindi non fievoli ricordi di bimbi inconsapevoli.
    Se ruggero è innocente, allora credo che l’umanità si sia veramente avviata a grandi passi verso il suo declino, perchè una società che genera simili mostri non può che autodistruggersi. I giovani sono il nostro futuro e sinceramente sperare che essi siano capaci di arrivare a tanto, mi fa tremare molto più della consapevolezza che il mondo è pieno di pedofili.
    Sinceramente, col cuore in mano e le lacrime agli occhi, non so più in cosa sperare…
    …forse semplicemente in un mondo migliore.

  17. Dopo lunghe peripezie sono riuscita finalmente a capire come fare per poter intervenire anche io in questa sede. Ho seguito tutto il dibattito su Don Ruggero dall’inizio perchè sono parte di quella comunità direttamente coinvolta in questo episodio, i miei due figli partecipano attivamente alla vita della parrocchia, sono tutte le domeniche sull’altare a servire messa, frequentano l’oratorio il sabato pomeriggio e questa estate sono stati travolti dai fatti durante il centro estivo… Non voglio entrare nel merito della vicenda legale, fermo restando che faccio parte di quelle persone che rimarranno accanto a Don Ruggero fino alla fine. Ma non è questo quello che mi ha spinto oggi a scrivere in questo blog… Rispetto l’opinione di tutti ma arrivare a definire il trasferimento del vice parroco di Don Ruggero un gesto che riabilita la Chiesa perchè è giusto fare “piazza pulita” non lo accetto. Se non conoscete la realtà della parrocchia non parlate. La nostra parrocchia è stata affidata a una congregazione (diversa dalla precedente) che quando prende un incarico di questo genere si trasferisce con diversi sacerdoti (nel nostro caso 4) e all’interno dell’organizzazione “Chiesa” questo comporta automaticamente il trasferimento del vecchio vice parroco in un altra sede (tra l’altro, e per fortuna, molto vicina alla nostra). Questo trasferimento è stato vissuto da tutti noi come un altro duro colpo e ha generato diverse critiche nei confronti di quella che è la parte organizzativa della Chiesa dove purtroppo la gente normale non viene quasi mai presa in considerazione.
    Un saluto a tutti.

  18. Buongiorno mammatip,
    mi spiace che lei abbia frainteso. In effetti nessuno ha affermato che il trasferimento in questione sia avvenuto per far “piazza pulita”, quindi lei non accetta una cosa pensata da lei stessa. In quanto alla riabilitazione della chiesa, io ero stata più delicata, parlando di rinnovo, proprio per non voler infierire ulteriormente sottolineando tutti gli errori commessi fino ad oggi (parlo ovviamente dei moltissimi casi di preti pedofili insabbiati): in effetti la chiesa ha un gran bisogno di riabilitazione.
    Anch’io rispetto le opinioni altrui e anch’io vivo a Selva Candida e, mi creda, conosco molto bene la realtà (triste realtà) della parrocchia: se fossi un pochino più maleducata potrei dire a lei di non parlare, ma non mi permetto, perchè capisco comunque la sua posizione.
    Se veramente lei frequenta così assiduamente la parrocchia, non può negare (e in effetti non lo ha fatto) che quanto ho detto circa il comportamento del viceparroco è la verità. E guardacaso è stato trasferito. Ovviamente la parrocchia non poteva essere abbandonata e non vedo cosa centrino i nuovi arrivati col trasferimento. Semmai anche lei dovrebbe chiedersi, prima di criticare l’agire della parte organizzativa della chiesa, le motivazioni di questo agire. Sono sempre più convinta del plagio operato da ruggero in questi anni, plagio che ha come risultato questo: i fedeli credono più nell’uomo che nell’istituzione che esso rappresenta(va). Sono pronti a criticare la loro chiesa, pur di coprire un uomo che, per quanto bene possa aver fatto, ha dato validi motivi per lasciar pensare che dietro tutto questo bene forse c’è anche del male. E ripeto un uomo, quindi non immune da tutti i difetti e le contraddizioni umane.
    Rimane il fatto che l’avvicendamento della nuova congragazione è la conseguenza del trasferimento, non la causa, o vogliamo dire che veramente la chiesa è impazzita e sta facendo di tutto per tormentare questa nostra povera comunità? E allora perchè non organizza lei una bella fiaccolata contro la chiesa a favore del viceparroco? Così come è stato fatto contro lo stato a favore di ruggero?

  19. Buongiorno Veronica,
    mi dispiace che il mio messaggio sia stato percepito in maniera errata, non era assolutamente mia intenzione offendere nessuno e mi è stato dato della maleducata, purtroppo in questa vicenda troppo spesso i toni si sono alzati e troppo spesso le persone coinvolte non sono riuscite a esprimere in maniera corretta le loro emozioni. Il mio intervento precedente non era altro che una manifestazione di dolore per il coinvolgimento di un amico (il vice parroco) che in questi mesi ci è stato accanto e ci ha sostenuto e con noi è stato male per quanto stava accadendo, non ha mai fatto proclami dal pulpito ha solo accolto i fedeli in un momento di sbandamento e incredulità generale e non è giusto, secondo me, parlarne in questo modo.
    Per quello che poi riguarda le continue affermazioni di diverse persone che dicono che i fedeli credono di più nell’uomo Don Ruggero che nella Chiesa, le invito la domenica mattina alle 10 a vedere in prima persone quanta gente viene per la Messa e non per l’una o l’altra persona.
    Comunque ognuno di noi è libero di pensare e credere quello che vuole, in una situazione come questa c’è chi sta da una parte e chi sta dall’altra e nessuno chiede all’altro di pensarla diversamente.
    Rinnovo le mie scuse se qualcuno si è sentito offeso dalle mie parole e ribadisco che il mio intervento non voleva assolutamente essere tale.

  20. x mammatip
    Il suo messaggio non è stato affato percepito in modo errato: lei è stata molto chiara.
    Ma che fa, mi prende in giro?
    Anch’io non volevo offendere nessuno, ma mi sono state messe in bocca parole non mie (tipo il far piazza pulita) e mi è stato intimato di non parlare (cosa non molto educata). Le ho garbatamente spiegato dove lei aveva frainteso ed ora mi risponde facendo la vittima a cui è stato dato della maleducata senza motivo, i toni si sono alzati… suvvia signora, non scherziamo.
    Comunque provo a spiegarle di nuovo che non ha nessunissimo motivo di sentirsi offesa o in qualche modo colpita dalle parole dette circa il trasferimento del viceparroco. Se prova a rileggere con calma i post, potrà constatare che principalmente si è discusso sulle motivazioni della chiesa e sulla nuova condotta da essa adottata. Inoltre i proclami dall’altare ci sono stati eccome: per caso lo nega lo nega? Ma nessuno ha offeso il viceparroco, si è solo discusso in modo generico sull’opportunità o meno per un prete di esternare la propria posizione e chiedere ai fedeli di prenderne una, appunto in chiesa.
    Tra l’altro c’è da dire che lo stesso fatto viene percepito e riportato in modi differenti da chi crede ciecamente in ruggero e chi è nel dubbio: per esempio quando sono stati concessi i domiciliari, i primi hanno festeggiato riportando a terzi il fatto come una prova d’innocenza, mentre i secondi, onestamente, dicevano semplicemente la verità, ovvero che è stato scarcerato solo ed esclusivamente per motivi di salute.
    Ribadisco che il mio intervento non voleva assolutamente essere offensivo nei confronti del viceparroco, come erroneamente inteso, ma semplicemente essere uno spunto per una più ampia riflessione.
    Cordiali saluti.

  21. Per mammatip. Se il vice parroco ha espresso la propria solidarietà verso don Ruggero a singoli, o anche a gruppi, ma al di fuori dell’esercizio del proprio ministero, ha liberamente esercitato il diritto, sancito dalla Costituzione, di esprimere un proprio parere. In tal caso né la Chiesa né altri hanno il diritto di censurarlo e tanto meno di “punirlo” tramite un trasferimento. Se invece tale solidarietà, anche in forma blanda, è stata manifestata durante l’esercizio del proprio ministero, può essere corretto, ed addirittura auspicabile, un intervento della gerarchia per arrestare il comportamento fazioso di una persona con funzioni di guida spirituale.
    Per intendersi, se il vice parroco avesse detto dal pulpito: “Preghiamo per don Ruggero e per coloro che lo hanno denunciato”, senza attribuire giudizi di merito, sarebbe a mio avviso rimasto nell’ambito della funzione di guida spirituale; ma se avesse anche solo lasciato intendere un giudizio di condanna per una delle due parti, sarebbe inevitabilmente caduto nella faziosità, ed avrebbe sbagliato.
    Per quanto riguarda i motivi del suo allontanamento, wildgreta ed altri hanno già scritto che non potremo mai saperli, ed è a mio avviso abbastanza sterile a questo punto dibattere ancora di illazioni.
    Per la combattiva veronika70. Il “continui a risultare innocente” riferito a don Ruggero voleva avere esattamente il significato da Lei riformulato nel post n. 17; La ringrazio per la puntualizzazione e mi scuso per non essere stato chiaro. Vi è un altro punto del nostro ormai lungo dibattito sul quale vorrei soffermarmi. Lei ha recentemente scritto : “Sono sempre più convinta del plagio operato da ruggero in questi anni, plagio che ha come risultato questo: i fedeli credono più nell’uomo che nell’istituzione che esso rappresenta(va).” A parte il fatto che i fedeli, o almeno quelli veri, ripongono la loro Fede in Cristo, non in un uomo o nella Chiesa, non è la prima volta che Lei asserisce che don Ruggero plagi ed abbia plagiato la gente, ed io vorrei capire meglio cosa intende. Nel suo relazionarsi con tante persone è indubbio che don Ruggero abbia una capacità di persuasione fuori del comune, ma basta questo per parlare di plagio? Non voglio mettermi a disquisire sottilmente con Lei sul significato esatto della parola (altrimenti Wildgreta ci sgrida), ma la parola, escludendone il significato originario (ridurre in schiavitù) e l’unico significato giuridico rimasto nei nostri codici (plagio artistico), può mantenere una connotazione ben precisa solo sotto l’aspetto psicologico: l’attivarsi perché altri siano indotti ad uniformarsi all’opinione dell’autore del plagio (una specie di lavaggio del cervello). E’ questo il caso di don Ruggero? Se sì, in quale ambito ha operato questo plagio? Dalla Sua frase sopra citata, mi sembra di intendere che don Ruggero sia riuscito a convincere i suoi fedeli, o parte di essi, che ciò che diceva lui era più giusto di ciò che dice la Chiesa. Non parlando certo di pedofilia (provi a non pensare ad una mucca verde), ma parlando sicuramente di argomenti più importanti del campionato di calcio. Ossia di argomenti trattati anche dalla Chiesa, inerenti quindi la dottrina cristiana e la fede.
    Se ammettiamo che questo sia successo, mi sorge un grosso dubbio; se la Chiesa è stata così attenta e reattiva nell’allontanare il vice parroco per aver probabilmente fatto qualcosa di sbagliato da luglio ad oggi, è mai possibile che la stessa Chiesa sia stata così cieca con don Ruggero per un periodo ben più lungo e su di un argomento ben più grave, quale la devianza dalla corretta predicazione del messaggio evangelico (leggi eresia)?

  22. @giannicasti1

    Buonasera, perdoni la tardiva risposta, non ho avuto modo di connettermi.
    Quello che intendo per plagio è “soggiogare psicologicamente una persona, assoggettarla al proprio volere in modo da annullarne l’autonomia e la personalità”.
    E credo che ruggero in questo si sia adoperato molto, per esempio togliendo il saluto a chi non frequentava il post-cresima;
    – “onorando” delle sue visite solo poche ed asclusive famiglie, lasciando intendere alle altre che dovevano “guadagnarsi” la sua amiciazia;
    -facendo sentire di second’ordine chi non faceva cospicue donazioni;
    -concedendo solo ad alcuni ragazzi l'”onore” di dormire a casa sua, onore che faceva gonfiare d’orgoglio i genitori… i quali si sentivano migliori di altri per questo;
    -inducendo la gente a non considerare il fatto che la chiesa è stata costruita a discapito della scuola che ancora aspettiamo;
    -facendo in modo che la gente pensasse che il mandare i figli a dormire da lui fosse un bene.
    Questi sono solo pochi esempi.
    Inoltre mi chiedo come sia possibile che una persona non plagiata non dia la minima credibilità alle voci che da tempo circolavano circa il suo atteggiamento con i ragazzi; soprattutto dopo che sul muro della chiesa è comparsa (e poi prontamente scomparsa) la scritta “pedofilo”: se lei chiede ai fedelissimi di ruggero, essi negheranno anche che tale scritta ci sia stata; negheranno che le voci circolavano da tempo, pur sapendo di mentire negheranno. Non è questo plagio? Chi nega l’evidenza per difendere qualcuno, andando anche contro i propri principi, anzi dimenticandoli, non è plagiato? Un ragazzo che ammette di essere stato infastidito dalle attenzioni di ruggero, ma che le giustifica mettendo se stesso in secondo piano e dicendo che tali attenzioni non erano maliziose, seppur imbarazzanti, non è plagiato? Come si può definire una persona che arriva a subire qualcosa da un’altra e invece di pensare che non è giusto subire, si adegua, si piega, si assoggetta?

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