Delitto di Meredith, oggetti sul letto per sviare le indagini. La sentenza forse entro il 6 novembre

di Wildgreta

Di seguito due articoli sulle novità di oggi. Vorrei sottolineare che ho scelto di pubblicare solo gli articoli che non indugiassero troppo sui particolari degli abiti indossati da Amanda, sul suo nuovo look, eccetera. Purtroppo quasi tutti i giornalisti non hanno trovato niente di meglio da dire, quindi pare non esistano articoli in cui non si parli di Amanda dimagrita, di Amanda con la camicetta a fiorellini, eccetera. Questo tipo di giornalismo non mi piace, soprattutto se si sta parlando di un omicidio quindi, pur avendo pubblicato alcuni articoli per dare comunque conto di quanto sta avvenendo a Perugia, mi dissocio dal tono da gossip di quart’ordine di alcuni di essi.

PERUGIA (17 settembre) – Il giallo sulla morte di Meredith, la studentessa inglese uccisa nel suo appartamento a Perugia fa i conti oggi con la nuova versione che Amanda ha offerto a tutti di sé, durante l’udienza preliminare che si svolta ieri a Perugia. L’idea di una “brava ragazza”, acqua e sapone e con la camicetta bianca con i fiorellini ricamati, mentre sulla scena del delitto sembra che gli oggetti siano stati riposizionati per sviare le indagini.

E’ la novità emersa dalla relazione della polizia scientifica, depositata ieri dai pm di Perugia nel corso dell’udienza preliminare. «È ragionevole ipotizzare – si legge nella relazione – che l’aggressore o gli aggressori, dopo avere usato il lenzuolo e il piumone per coprire il cadavere abbiano riposizionato sopra al letto tutti gli oggetti». Tra questi, alcuni libri e una borsa in pelle di proprietà della vittima. Secondo gli investigatori, «la circostanza appare riconducibile a un tentativo di sviare le indagini».
Il Messaggero 17 settembre 2008

MEREDITH: 26 SETTEMBRE IN AULA, OBIETTIVO SENTENZA 6 NOVEMBRE

Il 6 novembre prossimo scadranno i termini di custodia cautelare in carcere per Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede ed entro tale data dovrebbe arrivare anche la sentenza.
Questo e’ l’obiettivo, perche’ se cosi’ non fosse i tre verrebbero rimessi in liberta’. Una sola sentenza, con la quale il Gup Paolo Micheli decidera’ la condanna o l’assoluzione di Rudy, che ha scelto il rito abbreviato e il rinvio a giudizio o l’archiviazione delle accuse nei confronti di Amanda e Raffaele, che hanno invece preferito il rito ordinario. Nel giallo dell’omicidio di Meredith Kercher, il piu’ mediatico che la citta’ di Perugia abbia mai avuto modo di seguire e dalla grande valenza internazionale, la sorte processuale dei 3 ragazzi (che ieri da indiziati hanno ufficialmente assunto la veste di imputati) si divide, pur restando sostanzialmente unita, essendo il solo giudice dell’udienza preliminare ad occuparsi contestualmente e contemporaneamente del procedimento dell’uno e degli altri. Amanda Knox e Raffaele Sollecito vennero arrestati come presunti colpevoli il 6 novembre 2007, insieme a Patrick Lumumba Diya, il musicista congolese chiamato in causa dalla stessa Amanda. La studentessa inglese Meredith Kercher era stata uccisa solo 5 giorni prima, nella notte tra l’uno ed il 2 novembre. Il 20 novembre 2007 a Coblenza, in Germania, venne invece arrestato Rudy Guede e, 9 giorni dopo, il 29, giorno del suo ingresso nel carcere perugino di Capanne (era rientrato in Italia il 28), Patrick Lumumba viene scarcerato. L’archiviazione della posizione e’ disposta alla fine di gennaio ed il musicista-gestore di un pub e’ cosi’ definitivamente scagionato (dopo il dissequestro del suo locale, Lumumba constatate le difficolta’ a continuare ha chiuso l’attivita?, nell’udienza di ieri si e’ costituito parte civile nei confronti di Amanda accusata di averlo calunniato).
A meta’ giugno 2008 la Procura della Repubblica di Perugia, il PM Giuliano Mignini, al quale nelle ultime fasi si affianca la collega Manuela Comodi, termina le indagini ed a fine mese arriva la richiesta di rinvio a giudizio per i 3 indagati.
Nell’udienza preliminare di ieri il giudice Paolo Micheli, nell’accogliere la richiesta di rito abbreviato per Rudy, ha anche accolto la richiesta avanzata dai legali di esame di 3 testi. Due di loro, la maestra e l’amico, saranno chiamati a testimoniare sulla personalita’ dell’ivoriano, mentre il terzo, l’albanese Kokomani, che aveva dichiarato agli inquirenti di avere visto la sera del delitto i tre imputati insieme davanti alla casa di Meredith, con Amanda che avrebbe impugnato un coltello, Raffaele avrebbe perso gli occhiali e Rudy intento a coprirsi la faccia, potra’ essere interrogato anche dalle difese di Amanda e Raffaele, cosi’ da metterne a prova la credibilita’ (il giudice nella sua ordinanza specifica che se non fossero stati i difensori di Rudy a chiederne l?escussione lo avrebbe fatto lui stesso). Verra’ sentita come testimone anche una biologa della polizia scientifica di Roma, Patrizia Stefanoni, che aveva isolato il DNA di Raffaele sul gancio del reggiseno di Amanda. La sua ammissione e’ stata chiesta dal collegio difensivo di Sollecito che vuole capire le procedure tecniche utilizzate per arrivare a tale risultato. Gli avvocati Luca Maori e Marco Brusco, ai quali si e’ ora aggiunta l?avvocato e parlamentare Giulia Bongiorno, hanno sostenuto che quel DNA sul gancetto ci sarebbe finito per contaminazione, magari per il non corretto utilizzo di qualche strumento. Per parte sua, durante l’udienza, la Procura ha anche consegnato in copia, stamani verra’ depositato l’originale l’ultima relazione della Polizia Scientifica che ricostruisce dinamicamente la scena del delitto, dalla quale, secondo i legali degli imputati non emergerebbe alcun elemento di novita’. Il 26 settembre in aula ci sara’ anche Raffaele Sollecito, al quale ieri i legali hanno voluto risparmiare lo stress derivante da “assedio mediatico”.
(AGI) – Perugia, 17 settembre –

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