PEDOFILIA: GIP CONCEDE DOMICILIARI A DON RUGGERO CONTI

don Ruggero Conti

Di Wildgreta

Su questo sito, numerosi sostenitori di don Ruggero Conti invocavano il provvedimento da tempo. La Procura, però, non è dello stesso avviso e pensa di ricorrere. Si temono l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Sono attesi ulteriori sviluppi dell’indagine. Intanto, la discussione continua su internet. Troverete numerosi commenti e alcune testimoniananze in tutti gli articoli su don Ruggero Conti pubblicati su questo sito.

dal sito di Repubblica di oggi 16 settembre 2008:

Arresti domiciliari per Don Ruggero Conti, il sacerdote di 55 anni, ex parroco della parrocchia della Nativita’ di Maria Santissima, in carcere dal 30 giugno scorso per aver abusato sessualmente di alcuni bambini tra il ’98 e il marzo scorso. Lo ha deciso il gip Andrea Vardaro accogliendo la richiesta dei difensori Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro e disattendendo il parere negativo del pm Francesco Scavo. Secondo la procura, che sta valutando la possibilita’ di ricorrere contro la decisione del gip, e’, invece, concreto il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. L’indagato, fuori dal carcere, potrebbe interferire nelle indagini, ancora in corso, avvalendosi dei piu’ disparati strumenti tecnologici. L’inchiesta, che ha scoperto casi di abusi risalenti a venticinque anni fa, prosegue e non si escludono sviluppi a breve. In programma c’e’ anche l’interrogatorio di don Ruggero .

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14 thoughts on “PEDOFILIA: GIP CONCEDE DOMICILIARI A DON RUGGERO CONTI

  1. Avendo a disposizione internet e i telefoni don Ruggero può concretamente inquinare le prove.

    Teniamo conto della giovannissima età delle persone coinvolte e della natura del reato di cui è accusato.

    Una decisione inspiegabile.

  2. inspiegabile è la vostra cattiveria gratuita!
    mio caro pincopallino2, presto tutte le accuse cadranno e dovrete rimangiarvi tutto e chi ha anche fatto false dichiarazioni pagherà care queste CALUNNIE!

    se gli hanno concesso i domiciliari è proprio perchè non ci sono prove da inquinare, poichè NON ESISTONO PROVE, ma solo dichiarazioni in questa storia!!!!!

    e tra le altre cose GIOVANISSIMA età mi sembra esagerato, poichè il più piccolo dei ragazzi che lo ha denunciato ha 16 anni!

    NON DATE RETTA AI GIORNALI e a chi scrive per spirito di protagonismo, fate un giro nella parrocchia e chiedete ai giovani!

  3. per disgustata: ho pubblicato adesso un articolo con le motivazioni dei domiciliari: grave forma di ipertensione

  4. Vorrei provare a riscrivere l’articolo di Repubblica di oggi:
    Arresti domiciliari per Don Ruggero Conti, il sacerdote di 55 anni, ex parroco della parrocchia della Nativita’ di Maria Santissima, in carcere dal 30 giugno scorso per (con l’accusa di) aver abusato sessualmente di alcuni bambini tra il ’98 e il marzo scorso. Lo ha deciso il gip Andrea Vardaro accogliendo la richiesta dei difensori Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro e disattendendo il parere negativo del pm Francesco Scavo. Secondo la procura, che sta valutando la possibilita’ di ricorrere contro la decisione del gip, e’, invece, concreto il pericolo di reiterazione del reato (qui si dovrebbe spiegare come, visto che i presunti reati sarebbero stati commessi sempre nell’ambito della vita parrocchiale, e certamente gli arresti domiciliari non saranno concessi in parrocchia) e di inquinamento probatorio. L’indagato, fuori dal carcere, potrebbe interferire nelle indagini, ancora in corso, avvalendosi dei piu’ disparati strumenti tecnologici (fumoso, don Ruggero non è la NSA americana: meglio dire telefonini e internet). L’inchiesta, che ha scoperto casi (raccolto testimonianze) di abusi risalenti a venticinque anni fa, prosegue e non si escludono sviluppi a breve (si spera bene). In programma c’e’ anche l’interrogatorio di don Ruggero (che quindi sino ad oggi non è stato ancora interrogato).

  5. x wildgreta
    ricordo che il GIP che ha concesso i domiciliari è lo stesso che li aveva negati in precedenza poichè, secondo lui, non sussistevano motivi validi legati alla salute per poterlo scarcerare. Don Ruggero era già gravemente iperteso allora, non lo è diventato in questi mesi. Se poi aggiungiamo le altre gravi patologie di cui soffre, si capisce come il regime carcerario era incompatibile con la sua salute già da questa estate. Ma chi vogliono prendere in giro?

  6. Sono d’accordo con Disgustata… infatti scopriranno che le vittime andavano con don ruggero perché gli piaceva…e poi in fondo la Chiesa ha sempre ragione…d’altra parte che ha fatto questo prete di male? gli piaceva solo succhiare…non la vedo una cosa così grave, soprattutto se lo confrontiamo a quando i preti bruciavano o torturavano le donne accusate di stregoneria… mi raccomando, donate l’8 X mille, per costruire nuove CHIESE CHIUSE.

  7. Otto per mille, l’allarme della Cei
    “Quest’anno 35 milioni in meno”

    ROMA – Sempre più italiani rinunciano a devolvere l’otto per mille alla Chiesa cattolica. A lanciare l’allarme è la Conferenza episcopale italiana che, dati alla mano, fa sapere come quest’anno le firme dei contribuenti siano passate dall’89,82% del 2008 (dichiarazioni dei redditi 2005) all’86% del 2009 (dichiarazioni dei redditi 2006). Nel dettaglio, si sono avute 38.024 firme in più per la Chiesa, poche però rispetto al forte incremento delle firme per lo Stato che passa dal 7,6 all’11% (circa 800 mila firme in più).

    Un calo che fa scalpore perchè arriva dopo dieci anni di crescita costante e che porterà nelle casse della Chiesa 35 milioni di euro in meno. Il dato, diffuso dall’agenzia di stampa cattolica Adista, preoccupa non poco la Cei che ha deciso di correre ai ripari: è infatti già pronta una lettera indirizzata ai cattolici italiani intitolata “Sostenere la Chiesa per servire tutti”. Nel documento, i vescovi ricordano che grazie all’otto per mille, istituito venti anni fa, “la Chiesa ha potuto disporre di risorse costanti” e invita i sacerdoti, i religiosi e i catechisti a non vergognarsi di chiedere soldi. Le motivazioni del sostegno economico alla Chiesa “devono essere costantemente richiamate nella catechesi, negli itinerari formativi, nell’insegnamento teologico. Dovremmo forse superare – concludono i vescovi – l’eccessivo pudore che ci induce a tralasciarle nella predicazione abituale, ben diverso era, su questi temi, lo stile degli Apostoli”. I sacerdoti, sottilinea la Cei, nel loro rapporto con i fedeli, dovrebbero affrontare maggiormente l’argomento del sostegno economico “garantendo al contempo la massima trasparenza nel far conoscere la situazione economica e i conti delle nostre parrocchie e di tutte le realtà ecclesiali”.

    Ma c’è chi esprime “soddisfazione” per il calo dell’otto per mille: sono gli esponenti radicali Maurizio Turco e Mario Staderini che in un comunicato fanno sapere che “i dati sulle scelte sull’otto per mille espresse dagli italiani confermano quanto sosteniamo da tempo: il miliardo di euro che ogni anno viene sottratto dal bilancio dello Stato in favore della Cei è frutto di un patto scellerato tra quest’ultima ed i Governi italiani, che da 18 anni tengono nascosto al Paese il reale funzionamento dell’otto per mille”. Secondo Turco e Staderini “se il governo informasse meglio i cittadini, le ripartizioni dell’otto per mille sarebbero ben diverse, e la Cei perderebbe buona parte dei 600 milioni di extra gettito che annualmente lucra sull’ignoranza indotta”.

    16/09/2008

  8. Caro wildgreta, magari fosse come dice quest articolo. Devi sapere che l’8 X mille viene distribuito alle confessioni religiose sulla base di statistiche e non su base reale; quindi non vengono conteggiate le preferenze, ma vengono ripartite le somme in base alle percentuali stimate, che sono sempre le stesse, risalenti a quando i credenti erano molti di più…non vengono aggiornate proprio x evitare di scoprire che tali percentuali sono cambiate…inoltre in caso di preferenza per lo Stato, o di non preferenza, vengono comunque attribuite alla Chiesa cattolica, perché in ogni caso lo Stato dice che l 8 x mille è da destinare a opere di beneficenza…che in Italia vengono lasciate all’iniziativa della Chiesa Cattolica…se però vedi poi come è ripartito l’8 x mille, ti accorgi che viene usato x tutto, tranne che per la beneficenza….viene usato per mantenere il lusso in cui vivono questi papponi, che dicono a noi di essere poveri e casti, mentre loro hanno appartamenti, amanti e conti in Svizzera…

  9. Ma qualcuno sta forse confondendo don Ruggero Conti con la Chiesa cattolica? Cosa c’entra l’8 per mille con le accuse di pedofilia? Cosa c’entra la distribuzione di questo 8 per mille (in orge e conti in Svizzera) con gli oltre 500 interventi di tante persone, credenti o no, che da quasi tre mesi discutono tra di loro, per evidenziare tutto il pro ed il contro don Ruggero?
    Credo che gli interventi n. 6,7 ed 8 siano totalmente fuori tema, a meno che la pedofilia e l’esistenza della Chiesa cattolica non siano divenuti un argomento unico e non separabile.

  10. X Giannicasti

    Hai ragione…in effetti l 8 x mille non c entra niente…scusa!

    Tornando a don Ruggero comunque, non so come potete continuare a difenderlo…

  11. L’articolo che ho postato come commento era solo una risposta a Maverik che chiedeva di ricordarsi di donare l’8 per mille.Le donazioni sono in calo anche per i troppi scandali veri e presunti che hanno investito la chiesa cattolica in questi ultimi anni. Credevo non ci fosse bisogno di spiegarlo ma evidentemente mi sbagliavo.

  12. Per ayeyebrazo

    Magari sarebbe meglio dire:”perchè noi crediamo alla sua innocenza”, altrimenti dovrete gemellarvi con i sostenitori di don Marco Baresi che hanno come motto del loro sito “semplicemente innocente”. Io, per esempio, non ho elementi per dire che don Ruggero è colpevole, ma non ne ho neppure per sostenere la sua innocenza, per cui mi limito a seguire il caso, aspettando le conclusioni della magistratura. Questa discussione, però, è interessante, perchè da modo di mantenere viva l’attenzione su un caso che coinvolge tante persone che soffrono certamente. Quindi, oltre alla pressione alta di don Ruggero, mi preoccupano anche le condizioni psicologiche ed il futuro delle sue presunte vittime. Loro, per chi è convinto dell’innocenza del sacerdote, non esistono affatto e per questo, invito tutti, ogni tanto, all’esercizio del dubbio.

  13. per Wildgreta Nel Suo ultimo intervento Lei scrive, riferendosi alle presunte vittime: “Loro, per chi è convinto dell’innocenza del sacerdote, non esistono affatto e per questo, invito tutti, ogni tanto, all’esercizio del dubbio”.
    Premesso che anche io come Lei, non posso sapere se don Ruggero sarà dichiarato innocente o assolto, vorrei invitarLa ad una riflessione sulle vittime, sulla cui indubitabile sofferenza Lei si è più volte soffermata, e sulla presunta indifferenza (o disprezzo) manifestata da chi difende don Ruggero.
    Vi è, a mio avviso, una suddivisione primaria tra le persone che partecipano a questo blog: chi scrive conoscendo don Ruggero e chi scrive senza averlo mai conosciuto. Il primo gruppo si suddivide a sua volta tra quelli che lo ritengono innocente e quelli che lo ritengono colpevole, mentre il secondo si suddivide tra chi, come Lei, correttamente dice di lasciar fare alla giustizia, e chi coglie l’occasione per manifestare pareri ed opinioni diciamo…più variegati, che poco hanno a che fare col caso specifico.
    Provi ora a leggere tutti gli interventi ed a fare la stessa suddivisione sostituendo le vittime a don Ruggero. In altre parole, suddivisione tra chi conosce le vittime e chi non le conosce, e tra chi le ritiene effettivamente vittime e chi le ritiene bugiardi o mitomani o pedine manovrate.
    E’ qui, sempre a mio avviso, che nasce la grande differenza di attenzione, perché, per motivi sicuramente validi, queste vittime non hanno un nome e quindi un volto. Mi pare che pochissimi abbiano scritto dicendo di conoscerne almeno una, e senza mai citarne il nome (solo alcuni articoli di giornale hanno riportato interviste con nomi fittizi). Per tutti gli altri, me e Lei compresa, sono vittime generiche come i bambini del Biafra, ed anche la nostra attenzione e pietà è, per quanto totalmente sincera, sempre generica. In altre parole, vi sono persone che piangono per don Ruggero ed altre che lo condannano o lo maledicono avendo davanti agli occhi il suo viso ed i ricordi, positivi o negativi.
    Vi sono altre persone che piangono per …Giovanni? Francesco? Giuseppe? Marco? Quanto è lungo l’elenco? Che visi, che vite, che ricordi affiorano dietro questi ipotetici nomi? Come si può aprioristicamente schierarsi pro o contro di loro senza conoscerli? In realtà, tranne per chi conosce personalmente i giovani coinvolti, la valutazione sul fatto che siano colpevoli o vittime è solo il riflesso del fatto che si ritenga don Ruggero innocente o colpevole. Di conseguenza la pietà o la condanna nei loro confronti.
    Spero mi voglia riconoscere che quanto ho scritto in questo intervento riflette un rigoroso esercizio del dubbio.

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