Bassano del Grappa, Sesso con 5 allievi immigrati:educatrice denunciata

Faceva lezioni di doposcuola a ragazzi extracomunitari con problemi in italiano e poi si trasferiva con loro a casa propria, dove li iniziava al sesso. Così, una volontaria che assisteva ragazzi che frequentano il seminario dei padri Scalabrini di Bassano del Grappa (Vicenza) è stata denunciata. Lei, della cooperativa sociale “Extra Che?”, ha 23 anni, gli studenti, iscritti alle scuole medie, un’età compresa tra i 13 e i 16 anni.
La vicenda – come riferisce il “Corriere della Sera” – è emersa dopo che il racconto dei “doposcuola” è giunto all’orecchio del preside di un istituto frequentato dai cinque extracomunitari.
Così sono cominciati gli accertamenti sulla 23enne vicentina, una ragazza all’apparenza normale, non particolarmente bella né tantomeno sexy.
E’ emerso che la giovane, raccomandata pare da un cappellano degli Scalabrini, dedicava due pomeriggi la settimana come volontaria ad aiutare gli immigrati che hanno difficoltà con la lingua italiana. Ma poi le lezioni si estendevano a giochi erotici. Dove a turno c’era chi era coinvolto e chi guardava.
In giornata, al Tribunale di Bassano si tiene l’incidente probatorio. Lei, dopo la denuncia, si è difesa affermando che si è trattato solo di baci e carezze.

Ecco un altro articolo:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Bassano-doposcuola-a-luci-rosse-educatrice-fa-sesso-con-gli-allievi/2041242

Bassano, doposcuola a luci rosse educatrice fa sesso con gli allievi

Protagonisti dei festini 5 extracomunitari iscritti alle medie Prima le lezioni di italiano nelle aule dell’istituto Scalabrini, poi i giochi erotici a casa dell’insegnante. Veri e propri festini a «luci rosse» con cinque ragazzini extracomunitari dai tredici ai quindici anni, iscritti in due scuole medie della città, che sarebbero stati iniziati al sesso dall’educatrice che nel doposcuola li aiutava a imparare la nostra lingua e a fare i compiti.

Questa, almeno, è l’accusa che pende su una giovane di 23 anni, E.S., di Bassano, studentessa universitaria, indagata dal sostituto procuratore Monica Mazza per il reato di atti sessuali con minori. Quest’ultima, però, per voce dei suoi avvocati difensori, i legali trevigiani Fabio Pavone e Ivana Taschin, respinge ogni addebito.

Il processo comunque potrebbe non iniziare: la Procura ha infatti chiesto una perizia psichiatrica, depositata nei giorni scorsi, per accertare se l’indagata fosse o meno capace di intendere e di volere al momento dei fatti, se sia capace di partecipare coscientemente all’eventuale processo e se sia pericolosa socialmente. Gli esiti dell’accertamento, condotto dallo psichiatra vicentino Umberto Signorato, non sono ancora disponibili: l’incidente probatorio, iniziato ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Morandini, è stato infatti rinviato.

La prossima udienza è stata fissata per il 17 ottobre e in base alle conclusioni finali il pubblico ministero deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio al giudice per l’udienza preliminare. La perizia, comunque, parlerebbe per lo meno di semincapacità dell’indagata. Le prossime integrazioni saranno quindi cruciali per definire meglio le condizioni della giovane donna. Anche la difesa ha nominato un proprio consulente: si tratta del professor Giuseppe Sartori, dell’università di Padova.

Il caso è scoppiato nei primi mesi di quest’anno ma fino a ieri magistrati e inquirenti hanno mantenuto il più assoluto riserbo. Stando alle accuse formalizzate alla procura, per due pomeriggi alla settimana, dopo la scuola, i ragazzini, soprattutto marocchini, frequentavano delle lezioni per perfezionare l’italiano.
Un’attività extrascolastica condotta nell’ambito del progetto «Extra Che?», ideato e gestito dalla onlus «Casa a colori», un’associazione ormai da diversi anni impegnata nel favorire l’integrazione degli stranieri nel nostro territorio. La loro educatrice era appunto E.S. Tra febbraio e marzo, però, tra i giovani delle scuole medie si è diffuso uno strano passaparola: alcuni loro compagni di scuola, al pomeriggio, dopo i corsi agli Scalabrini partecipavano a festini in casa della loro insegnante, appuntamenti durante i quali sarebbero stati coinvolti in giochi sessuali di varia natura.

Chi non partecipava direttamente, poteva comunque guardare. Le voci sono arrivate anche a un preside che ha subito provveduto a segnalare la cosa all’associazione «Casa a colori». Immediata la denuncia alla Procura e la sospensione dell’educatrice. «Tutto è partito dal racconto di un ragazzino – ha spiegato l’avvocato Pavone -. La nostra assistita è ovviamente affranta da queste accuse ma noi del collegio difensivo siamo sereni: nel caso di un eventuale dibattimento, siamo pronti a dimostrare l’estraneità della nostra assistita all’ipotesi di reato a lei contestata».
(17 settembre 2008)

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One thought on “Bassano del Grappa, Sesso con 5 allievi immigrati:educatrice denunciata

  1. http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Bassano-doposcuola-a-luci-rosse-educatrice-fa-sesso-con-gli-allievi/2041242

    Bassano, doposcuola a luci rosse
    educatrice fa sesso con gli allievi

    Protagonisti dei festini 5 extracomunitari iscritti alle medie Prima le lezioni di italiano nelle aule dell’istituto Scalabrini, poi i giochi erotici a casa dell’insegnante. Veri e propri festini a «luci rosse» con cinque ragazzini extracomunitari dai tredici ai quindici anni, iscritti in due scuole medie della città, che sarebbero stati iniziati al sesso dall’educatrice che nel doposcuola li aiutava a imparare la nostra lingua e a fare i compiti.

    Questa, almeno, è l’accusa che pende su una giovane di 23 anni, E.S., di Bassano, studentessa universitaria, indagata dal sostituto procuratore Monica Mazza per il reato di atti sessuali con minori. Quest’ultima, però, per voce dei suoi avvocati difensori, i legali trevigiani Fabio Pavone e Ivana Taschin, respinge ogni addebito.

    Il processo comunque potrebbe non iniziare: la Procura ha infatti chiesto una perizia psichiatrica, depositata nei giorni scorsi, per accertare se l’indagata fosse o meno capace di intendere e di volere al momento dei fatti, se sia capace di partecipare coscientemente all’eventuale processo e se sia pericolosa socialmente. Gli esiti dell’accertamento, condotto dallo psichiatra vicentino Umberto Signorato, non sono ancora disponibili: l’incidente probatorio, iniziato ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Morandini, è stato infatti rinviato.

    La prossima udienza è stata fissata per il 17 ottobre e in base alle conclusioni finali il pubblico ministero deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio al giudice per l’udienza preliminare. La perizia, comunque, parlerebbe per lo meno di semincapacità dell’indagata. Le prossime integrazioni saranno quindi cruciali per definire meglio le condizioni della giovane donna. Anche la difesa ha nominato un proprio consulente: si tratta del professor Giuseppe Sartori, dell’università di Padova.

    Il caso è scoppiato nei primi mesi di quest’anno ma fino a ieri magistrati e inquirenti hanno mantenuto il più assoluto riserbo. Stando alle accuse formalizzate alla procura, per due pomeriggi alla settimana, dopo la scuola, i ragazzini, soprattutto marocchini, frequentavano delle lezioni per perfezionare l’italiano.
    Un’attività extrascolastica condotta nell’ambito del progetto «Extra Che?», ideato e gestito dalla onlus «Casa a colori», un’associazione ormai da diversi anni impegnata nel favorire l’integrazione degli stranieri nel nostro territorio. La loro educatrice era appunto E.S. Tra febbraio e marzo, però, tra i giovani delle scuole medie si è diffuso uno strano passaparola: alcuni loro compagni di scuola, al pomeriggio, dopo i corsi agli Scalabrini partecipavano a festini in casa della loro insegnante, appuntamenti durante i quali sarebbero stati coinvolti in giochi sessuali di varia natura.

    Chi non partecipava direttamente, poteva comunque guardare. Le voci sono arrivate anche a un preside che ha subito provveduto a segnalare la cosa all’associazione «Casa a colori». Immediata la denuncia alla Procura e la sospensione dell’educatrice. «Tutto è partito dal racconto di un ragazzino – ha spiegato l’avvocato Pavone -. La nostra assistita è ovviamente affranta da queste accuse ma noi del collegio difensivo siamo sereni: nel caso di un eventuale dibattimento, siamo pronti a dimostrare l’estraneità della nostra assistita all’ipotesi di reato a lei contestata».
    (17 settembre 2008)

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