Perugia, parla il testimone dell’omicidio di Meredith: “Ho visto tutti e tre gli indagati”

Alla vigilia dell’udienza preliminare viene fuori la testimonianza di un ragazzo albanese. La famiglia di Amanda grida l’innocenza della figlia. I genitori di Meredith si chiedono il perché della morte della loro ragazza. Raffaele Sollecito attende con tranquillità l’udienza. Hekuran Kokomani, il ragazzo albanese che dice di essere stato testimone oculare dei fatti, alla vigilia dell’udienza preliminare per l’omicidio di Meredith Kercher decide raccontare quanto ha visto a “Mattino Cinque”. La sera della morte di Mez Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede erano davanti alla casa teatro del delitto. Hekuran Kokomani racconta: “Io mi ricordo che ho visto tutto quello che è successo. Uno si alza e viene verso il mio sportello (Kokomani era in macchina davanti alla casa) e mi dà un pugno. Era Raffaele. Ho visto che gli erano caduti gli occhiali. Poi Amanda ha cominciato a urlare e ha tirato fuori il coltello dalla borsa”. A proposito del coltello specifica “era lucido quel coltello” e aggiunge che Amanda lo avrebbe minacciato: “vieni qua che ti faccio vedere io”. Subito dopo la ragazza (Amanda) si sarebbe rivolta a Raffaele Sollecito, dicendo: “Copriti la faccia che ti conosce. Inoltre – prosegue il giovane albanese – vedevo il ragazzo di colore che mi mostrava la faccia e si passava la mano sul volto dicendo Vedi? sono negro, non ti ricordi di me?”. “La prima cosa che ho sentito – continua il giovane albanese – è stato un rumore e la voce di una ragazza che stava sbattendo qualcosa sul tavolo e io ho chiesto a Rudy: “Cos’è quel rumore, c’è una persona che ha bisogno di aiuto?”. Lui mi ha detto: “No no questa è solo musica”. Ma io non ho mai sentito una musica del genere…”. E prosegue Kokomani: “Mentre parlavo con lui (Rudy) si sono allontanate le macchine e ho sentito qualcuno che correva verso di me con un coltello in mano, tutto questo l’ho visto tramite lo specchietto e poi ho sentito una botta di ferro contro la macchina». Continuando il suo racconto il testimone afferma: “sono scappato via, questi sono pazzi, ho detto urlando: “torno, non preoccupatevi che ve la faccio pagare”. Dopo un po’ di giorni ho visto i fiori e mi sono detto: “Porca miseria questi hanno ucciso davvero””. Hekuran Kokomani ha dichiarato che conosceva Raffaele Sollecito ed Amanda Knox perchè li aveva visti già altre volte. “Li avevo visti bene in un altro bar con lo zio di lei, li ho visti bene, da vicino, da un metro”. Per questa ragione, alla domanda se non avrebbe dubbi nel confermare che quei due ragazzi sono la coppia di fidanzati che gli era stata presentata, Kokomani risponde: “Io non sbaglio. Li ho visti prima una volta poi un’altra volta…”.GENITORI AMANDA. “Amanda va prosciolta. Lei non c’entra in alcun modo”: Curt Knox e Edda Mellas, i genitori della giovane e controversa americana finita in carcere per l’uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia, hanno concesso un intervista ad una tv britannica per ribadire che la loro figlia è innocente e la sua figura è stata “crudelmente distorta” dai mass-media. L’intervista è stata rilasciata ad Itv alla vigilia dell’udienza preliminare, che si terrà domani nel capoluogo umbro: imputati, oltre ad Amanda, il suo ex-boyfriend Raffaele Sollecito e l’ivoriano Rudy Hermann Guede. “Amanda – sostiene il padre – va prosciolta di tutto. Devono sapere chi è lei veramente. Lei non c’entra”. A giudizio della madre la studentessa americana ventunenne ha fornito due diverse versioni dei fatti perché messa sotto pressione: “L’hanno interrogata dalle nove del mattino per quattordici ore, era terrorizzata. La polizia le ha detto di formulare delle possibilità, dei possibili scenari”. “Vogliamo che ritorni il prima possibile a casa. Le hanno rovinato la reputazione”, ha aggiunto la madre, che da molti anni è separata da Curt Knox ed è molto critica nei confronti dei mass-media: “Dopo quello che hanno fatto a mia figlia non credo più a nulla di quanto leggo sui giornali o vedo in tv. Tutto quanto hanno riportato i media è completamente falso”. Edda Mellas Knox non vede nulla di sconveniente nel fatto che dopo l’uccisione di Meredith sua figlia sia stata vista mentre baciava Raffaele, assieme al quale avrebbe comprato in quelle ore anche della biancheria sexy: “Quel bacio era un segno di conforto. La sua compagna di stanza era stata appena uccisa”. Nel corso dell’intervista televisiva i genitori di Amanda (soprannonimata ‘Foxy Knoxy’ da qualche tabloid perché ha dato a parecchi giornalisti britannici l’impressione di essere furba come una volpe) parlano in modo positivo di Raffaele Sollecito: “Ci è sembrato un ragazzo tranquillo, studioso, per bene”.

GENITORI MEREDITH. “Stiamo cercando con difficoltà di capire perché Meredith sia stata tolta in questo modo così crudele dall’affetto della sua famiglia”. Lo hanno detto i familiari della studentessa inglese uccisa a Perugia incontrando la stampa nel capoluogo umbro. I familiari hanno sottolineato che “Mez non potrà mai essere dimenticata. “Mez era una persona così genuina che quando pensiamo a lei e incontriamo i suoi amici non c’ è bisogno di dire niente, ma basta un sorriso. Questo è il motivo per il quale non potrà mai essere dimenticata” ha detto la sorella Stephanie leggendo una dichiarazione con accanto il padre John e la madre Arline. “E’ così facile capire – hanno affermato ancora i suoi congiunti – perché Meredith avesse scelto questa bella città. Amava tutto dell’Italia ma il fatto che avesse scelto Perugia più di ogni altra città dimostrava quanto fosse importante per lei e per i suoi studi universitari questo anno all’estero. Avremmo voluto solamente che avesse avuto più tempo e invece la sua vita si è interrotta così tragicamente. Forse avrebbe studiato più volentieri in Inghilterra se il nostro Paese fosse stato famoso per il cioccolato come Perugia. Mez era importante per molte persone – ha concluso la sorella -, per il suo carattere spontaneo, sorridente e altruista”. Il padre, la madre e la sorella di Meredith Kercher sono giunti a Perugia per costituirsi parte civile nell’udienza preliminare in programma domani mattina davanti al Gup. “Siamo qui oggi per l’udienza preliminare – ha detto Stephanie, la sorella di Meredith – che inizierà a distanza di poco meno di un anno dalla perdita di Mez. Siamo soddisfatti che si sviluppi una nuova fase del processo sperando di arrivare a una conclusione secondo giustizia per Meredith”.

PAPA’ DI SOLLECITO. “E’ assolutamente tranquillo” Raffaele Sollecito alla vigilia dell’udienza preliminare nella quale è imputato per l’omicidio di Meredith Kercher. A dirlo è oggi il padre Francesco che ha parlato comunque di una “situazione maledetta nella quale bisogna solo avere pazienza”. Il giovane pugliese ha personalmente studiato a fondo le carte dell’inchiesta dopo essersi fatto portare in carcere l’intero fascicolo processuale. “Raffaele conosce solo gli elementi a suo carico – ha detto il padre – e sa che stiamo lavorando per lui. Quello di domani è un appuntamento importante ma non definitivo e siamo sereni per quanto lo si può essere in questa situazione”. Francesco Sollecito attenderà a Perugia l’esito della prima udienza davanti al gup Paolo Micheli, ma non sarà a palazzo di giustizia.

Unione Sarda 15 settembre 2008

Articolo da Il Corriere della Sera

Cronache Martedì la prima udienza del processo: ci saranno anche i familiari della Kercher
Il delitto di Perugia, parla il testimone
“Vidi gli indagati davanti casa di Mez”
Il giovane albanese Hekuran Kokomani: «Amanda ha cominciato a urlare e ha tirato fuori il coltello»

PERUGIA – Alla vigilia della prima udienza del processo per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nel suo appartamento a Perugia nel novembre scorso il testimone albanese Hekuran Kokomani rompe il silenzio decidendo di dare la sua testimonianza a «Mattino Cinque». La sera tra il primo e il due novembre, stando a quanto ricorda Kokomani, Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede erano davanti all’abitazione in cui Meredith Kercher è stata uccisa. «Io mi ricordo che ho visto tutto quello che è successo. Uno si alza e viene verso il mio sportello e mi dà un pugno – ha raccontato il giovane -. Era Raffaele. Ho visto che gli erano caduti gli occhiali. Lei (Amanda) ha cominciato a urlare e ha tirato fuori il coltello dalla borsa».
IL COLTELLO – Kokomani conferma che si trattava di un coltello da cucina («era lucido quel coltello») e che Amanda gli avrebbe detto «vieni qua che ti faccio vedere io». Poi, rivolgendosi a Raffaele Sollecito, la ragazza avrebbe aggiunto: «Copriti la faccia che ti conosce. Inoltre – racconta il giovane albanese – vedevo il ragazzo di colore che mi mostrava la faccia e si passava la mano sul volto dicendo “Vedi? sono negro, non ti ricordi di me?”».
«QUESTI HANNO UCCISO DAVVERO» – «La prima cosa che ho sentito – aggiunge ancora il giovane albanese – è stato un rumore e la voce di una ragazza che stava sbattendo qualcosa sul tavolo e io ho chiesto a Rudy: “Cos’è quel rumore, c’è una persona che ha bisogno di aiuto?”. Lui ha detto: “No no questa è solo musica”. Ma io non ho mai sentito una musica del genere…». E ancora: «Mentre parlavo con lui – riferisce Kokomani – si sono allontanate le macchine e ho sentito qualcuno che correva verso di me con un coltello in mano, tutto questo l’ho visto tramite lo specchietto e poi ho sentito una botta di ferro contro la macchina». Poi, spiega ancora il super testimone «sono scappato via, questi sono pazzi, ho detto urlando: “torno, non preoccupatevi che ve la faccio pagare”. Dopo un po’ di giorni ho visto i fiori e mi sono detto: “Porca miseria questi hanno ucciso davvero”». Il testimone afferma di aver già visto altre volte Raffaele Sollecito ed Amanda Knox: «Li avevo visti bene», racconta, «in un altro bar con lo zio di lei, li ho visti bene, da vicino, da un metro». Per questo, alla domanda se non avrebbe dubbi nell’affermare che quella coppia di ragazzi è la coppia di fidanzati che gli era stata presentata, Kokomani risponde: «Io non sbaglio. Li ho visti prima una volta poi un’altra volta…».
AMANDA TACE – Intanto alla vigilia della prima udienza del processo che dovrà decidere il rinvio a giudizio o meno, i tre imputati aspettano: Rudy Guede scrive una lettera agli avvocati sulla sua innocenza, Raffaele Sollecito studia in carcere il faldone, Amanda Knox Tace. Di lei si sa soltanto che martedì mattina si siederà al fianco dei suoi avvocati. Ma la vigilia dei tre imputati che si troveranno davanti al gup Paolo Micheli è segnata anche dalle strategie difensive che hanno scelto i vari pool difensivi. Rudy Guede ha scritto una lettera – finita su tutti i media locali – dove si professa “innocente” e agnello sacrificale. Il suo unico crimine è quello di non aver difeso e salvato Mez dai killer (secondo lui Amanda e Raffaele). Sollecito invece continua nello stile che si è dato dopo la carcerazione: studente modello, bravo figlio di una famiglia borghese, l’ingenuo innamorato di Amanda. Il padre, Francesco Sollecito, ha spiegato ai giornalisti che suo figlio «è assolutamente tranquillo nonostante sia protagonista di una situazione maledetta; ma sa che deve avere pazienza». Inoltre, sempre secondo il padre, Raffaele «sta studiando in carcere tutto il fascicolo che lo riguarda ed è consapevole dei nostri sforzi per difenderlo». Amanda Knox e i suoi legali – tra cui in prima fila Luciano Ghirga – hanno optato per il profilo basso. Soltanto qualche ritratto della sua vita in carcere è stato dato in pasto all’opinione pubblica. Nessuna lettera, nessuna conferenza stampa. Abbassare i riflettori serve soprattutto per far dimenticare, per quanto sia possibile, quegli eccessi e quella fame di vita di cui Amanda non ha fatto mai mistero. A Perugia sono arrivati anche i familiari di Meredith; martedì li attende l’udienza preliminare, che avrà inizio intorno alle 10 nell’aula 2 di Palazzo di giustizia davanti al Gup Paolo Micheli, nella quale, assistiti dal legale Francesco Maresca, si costituiranno parte civile.

15 settembre 2008

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