Al festival cattolico un prete a luci rosse

Condannato per molestie, guiderà un raduno musicale per giovani
GIULIO GAVINO
SANREMO
Sei anni fa veniva condannato in tribunale per aver inviato e-mail a luci rosse a una ragazzina di diciott’anni e ieri è stato nominato a capo di Jubilmusic, il festival internazionale di musica cattolica di Sanremo, collettore delle nuove tendenze che in tutto il mondo maturano in ambito giovanile intorno a generi che spaziano dal gospel al jazz per arrivare a rock e pop.

La nomina che ha suscitato scalpore, comunicata ieri dalla curia della diocesi Ventimiglia-Sanremo, è quella di don Alessandro Ghersi, che risulta essere tra i fondatori dell’associazione che gestisce Jubilmusic, e che è stato chiamato a sostituirne alla presidenza il vescovo di Savona-Noli.
La vicenda giudiziaria di don Alessandro era conclusa con il patteggiamento nel marzo del 2002. I fatti si erano verificati tra il ‘99 e il 2000: ai carabinieri di Bordighera si era presentata con mamma e papà una diciottenne con in mano le pagine di alcune e-mail dal contenuto imbarazzante.

L’indagine della procura aveva portato all’individuazione del sacerdote, che all’epoca aveva 31 anni. A inviare le e-mail era stato infatti un computer della parrocchia di Nostra Signora degli Angeli di Sanremo, presso la quale operava. E secondo gli investigatori il mittente era proprio don Alessandro.

Le indagini preliminari avevano portato alla luce la dinamica della strana corrispondenza: il sacerdote frequentava chat-room erotiche nelle quali intraprendeva performance a luci rosse con ignoti e virtuali partner. Poi, il tutto veniva ricapitolato e raccontato nelle e-mail decantando svolgimento ed effetti degli «incontri».

La denuncia aveva fatto il suo corso, fino al rinvio a giudizio per ingiurie e molestie. Don Ghersi, attraverso i suoi legali, si era detto estraneo ai fatti e pronto ad affrontare il dibattimento (sostenendo di non essere l’unica persone a utilizzare il computer dal quale era stata inviata la posta elettronica).

Ma il giorno dell’udienza, colpo di scena. In aula gli avvocati si erano presentati con una proposta di patteggiamento. Il pubblico ministero non aveva rilevato gli estremi per il reato di ingiuria e don Alessandro era stato condannato per molestie continuate al pagamento di una multa di duecentosettanta euro. Il ricorso al rito alternativo, per quanto con il patteggiamento di una condanna, aveva di fatto portato alla cancellazione del reato che non macchia così la fedina penale del sacerdote (la sentenza non era stata tra l’altro appellata).

In Riviera le perplessità sulla scelta fatta da Jubilmusic sono molte, nonostante don Alessandro attualmente sia parroco nella cittadina di San Lorenzo al Mare, a pochi chilometri da Sanremo, e anche direttore dell’ufficio pastorale diocesano della Pastorale Liturgica. La nomina di ieri sembra completare la riabilitazione del sacerdote che ora si appresta a ospitare l’edizione 2008 della rassegna fissata dal 20 al 23 novembre nella città dei fiori, con palcoscenico anche il teatro Ariston, lo stesso che ospita il Festival, quello vero della canzone italiana.

In questi anni don Alessandro aveva già presenziato come giurato a molte manifestazioni di musica cattolica, ma lo aveva fatto in modo dimesso, sempre lontano dai riflettori. E sulla scelta fatta ora si attendono le reazioni del mondo cattolico.

 

La Stampa 5 settembre 2008

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