Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati per il mercato europeo

Marc Dutroux

 

 

La storia del mostro di Marcinelle ha fatto il giro del mondo per l’orrore che l’ha contraddistinta. Il mostro era belga, amava le ragazzine, e aveva messo su un’organizzazione di pedofili tramite la quale rapiva le piccole, le sequestrava, le seviziava e ritraeva per fare dei film. Marc Dutroux per i suoi crimini non lasciava niente al caso. Nella sua casa di Machan Au Pont stava anche facendo costruire tre celle segrete collegate tra di loro tramite un tunnel. Venne arrestato il 13 agosto del 1996 ed è da lì che ha inizio la macabra scoperta dei suoi terribili delitti. I corpi delle sue vittime sono stati seppelliti nel giardino di casa e fu proprio Dutroux ad indicare alla polizia i nascondigli nei quali trovare i resti delle giovani seviziate.

Delle piccole Julie Russo e Melissa Lejeune si perde ogni traccia nel 1995. All’epoca hanno otto anni e oggi l’unica cosa certa è che non faranno mai più ritorno alle loro case da vive. Di loro la polizia troverà solo le ossa in quei punti indicati da Marc Dutroux già dietro le sbarre.

Melissa e Julie stanno giocando insieme nel cortile di casa di Melissa, in un paesino alle porte di Liegi. E’ il 14 giugno del 1995, le bambine avvertono la mamma di Melissa di volere andare a giocare nel cavalcavia a pochi passi, lì possono salutare le macchine con le loro manine e ricevere allegri colpi di clacson in risposta. Melissa l’ha già fatto altre volte con il fratello e sua madre, Carine, le da il permesso senza troppa difficoltà. Si fa però promettere dalle bambine che non rimarranno fuori casa per più di mezzora, poi senza pensarci troppo continua con le sue faccende di casa. Le bambine vanno a giocare con il sorriso sulle labbra, ma in quella casa non ci rimetteranno mai più piede.

Scompare anche Laetizia. E’ più grande di Julie e Melissa, ha quattordici anni. Il giorno della sua scomparsa sta uscendo dalla piscina per andare a casa. Un ragazzo, tempo dopo, racconterà di avere visto un furgone bianco avvicinare l’amica. Si ricorda la targa e grazie alla sua testimonianza la polizia comincia ad indagare sul proprietario del mezzo Marc Dutroux. Si scopre che quell’uomo dall’aria innocente nel 1985 ha violentato cinque ragazzine e una cinquantenne alla quale ha tagliato la vagina. Marc Dutroux viene dunque arrestato il 13 agosto del 1996. Insieme a lui finiscono dietro le sbarre anche la giovane moglie, Michelle, di 25 anni, e un complice della coppia Michel Lelievre. Passano solo due giorni dall’arresto e Marc Dutroux comincia a raccontare la sua storia e indica al procuratore il luogo in cui è seppellita Laetitia.

Si scopre che quell’uomo nasconde una storia molto complicata. Sulla carta fa il meccanico, ma possiede ben undici case. Piano piano svela tutte le sue carte e dopo avere confessato il rapimento di Laetitia racconta di avere un altro nascondiglio nella sua casa di Sars La Brussiere, nelle vicinanze di Marcinelle. E’ qui, scavando tre metri di terra nel giardino della villetta che vengono ritrovati i corpi di Julie e Melissa. Sono chiusi dentro un sacco di plastica e accanto a loro ci sono anche i resti di Bernard Weinstein, un complice di Marc Dutroux. La sua condanna a morte è stata decretata quando il suo capo percepì che avrebbe potuto raccontare tutto alla polizia. Fu seppellito vivo, dunque condannato ad una morte lunga e terribile. Weinstein aveva portato a Dutroux le piccole Julie e Melissa. Le bimbe prima vengono nascoste nella casa, nel frattempo viene costruita per loro una cella dove vengono trasferite per evitare che a qualcuno, fuori, venga qualche sospetto.

Secondo il racconto di Dutroux le bambine però non sarebbero dovute morire. Il sei dicembre del 1995 Marc viene accusato del furto di alcuni camion e finisce in carcere. Il killer racconta di avere dato 50mila franchi a lelievre per occuparsi delle piccole mentre lui si trova dietro le sbarre. Una volta fuori però trova le piccole denutrite e qualche giorno dopo il suo rientro le trova entrambe morte. Intanto le piccole sono state segregate 9 mesi. In molti hanno abusato di loro e queste sevizie sono state sistematicamente filmate.

Insieme a Laetitia Delhez, rapita il 15 agosto del 1996, c’è anche un’altra bambina. Sabine. Il mostro l’ha portata nel suo nascondiglio il 9 maggio. Le bambine vengono chiuse nella stessa cella e Marc Dutroux le mette in guardia, non dovranno dire una parola. Se parleranno sarà costretto a chiamare i suoi complici che per loro non avranno pietà. Le ragazzine si impauriscono talmente tanto che quando la polizia fa irruzione nella casa in cui sono prigioniere non fanno il minimo tentativo per attirare l’attenzione sulla loro cella. Una volta libera, Laetitia, racconta di essere stata avvicinata da uno sconosciuto una volta uscita dalla piscina, poi di essere stata spinta dentro un furgone e narcotizzata. I suoi ricordi poi sono quelli dentro la cella.

Dietro i delitti del mostro di Marcinelle c’è un’organizzazione criminale dedita alla pedofilia che non lascia nulla al caso. Le bambine vengono sfruttate per produrre filmati da immettere su tutto il mercato europeo.

Mariangela Di Stefano

http://www.tifeoweb.it/pws/index.php?module=article&view=2594

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