Pedofilia, il giovane arrestato a Gubbio confessa:”Chiedo di essere seguito e curato”

LE BAMBINE E L’ORCO IN CASA

”Non so spiegare perchè ho questa attrazione per i bambini. Quello che chiedo è di essere seguito e curato”. Queste le parole dell’ecuadoregno di 21 anni arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di due cugine di 7 e 11 anni e di una sorellastra, anche lei undicenne

Perugia, 14 agosto 2008 – Ha risposto così oggi al gip di Perugia l’ecuadoregno di 21 anni arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di due sue cugine, di 7 e 11 anni, nonchè di una sorellastra, anche questa undicenne: ”Non so spiegare perchè ho questa attrazione per i bambini. Quello che chiedo è di essere seguito e curato”.Parole arrivate nel corso di un lungo interrogatorio nel quale il giovane ha confessato di essere responsabile delle violenze che gli vengono addebitate. Per lui il suo difensore, l’avvocato Ubaldo Minelli (nella foto), ha chiesto la concessione degli arresti domiciliari nel reparto di psichiatria del policlinico Santa Maria della Misericordia. Una misura sulla quale il giudice, Paolo Micheli, si è riservato di decidere dopo avere acquisito il parere del pm Gabriele Paci.

Il legale ha spiegato che il suo assistito ha reso oggi una ”ampia e dettagliata confessione, segnata da profonda sofferenza”. L’avvocato Minelli ha ricordato come l’ecuadoregno fosse finora incensurato e residente regolarmente in Umbria. Operaio contrattualizzato presso una ditta di falegnameria, il giovane era ben inserito nel tessuto familiare e sociale (è anche fidanzato). Nell’interrogatorio di garanzia con il gip ha però sostenuto di essere stato ”vinto dalle pulsioni, senza freni inibitori”.

Secondo quanto ricostruito dalla sezione di polizia giudiziaria presso la procura di Perugia, gli abusi sono avvenuti in una casa a due piani dove la famiglia si riuniva periodicamente. In queste circostanze l’operaio si appartava di volta in volta con una delle bambine, molestandole. Cinque gli episodi contestati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip Micheli. Violenze emerse quando le due cugine ne hanno parlato alle madri che si sono così rivolte a una pediatra che a sua volta ha coinvolto l’Asl dell’Alto Chiascio. Struttura dalla quale era partita la denuncia alla procura perugina.

Con la collaborazione degli psicologi era stato quindi accertato che gli abusi avevano riguardato anche una sorellastra dell’ecuadoregno. Dall’inchiesta è emerso inoltre che il giovane aveva convissuto per un periodo con il resto della famiglia per poi andare a vivere da solo. Nel corso degli accertamenti il ragazzo aveva avuto due colloqui con uno psicologo, chiedendo già in queste occasioni di essere seguito e aiutato.

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