Garlasco, tra colpi di scena e indizi, il colpevole ancora non ha un nome

Il giallo di Garlasco comincia il 13 agosto di un anno fa quando Chiara Poggi, una dolce ragazza di 26 anni, viene uccisa nella sua villetta di Garlasco tra le 9 e le 12 del mattino. L’omicidio viene scoperto intorno 13.30 dal suo fidanzato Alberto Stasi. Alberto viene subito ascoltato per 12 ore e così tutti gli amici familiari e parenti di Chiara Poggi che acconsentono al prelievo del loro dna. IL 18 agosto, 4 giorni dopo, di fronte ad un paese sgomento si svolgono i funerali di Chiara. Alberto Stasi segue la funzione a fianco dei genitori della vittima.Passano solo due giorni e arriva il primo colpo di scena: il 20 agosto la Procura di Vigevano iscrive Alberto Stasi nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. I carabinieri gli sequestrano le biciclette il computer e molti altri oggetti. Lui proclama la propria innocenza, nell’unica intervista che i cronisti riescono a strappargli. Ma per il pm Rosa Muscio ci sono troppe incongruenze nelle sue dichiarazioni. Le sue scarpe pulite nonostante il lago di sangue in quella casa, la descrizione del volto di Chiara e del suo pigiama non convincono gli inquirenti Il secondo colpo di scena arriva il 24 settembre. Sui pedali della bici di Alberto i carabinieri dei ris trovano il dna di Chiara rilevato da alcune macchie di sangue. Per la procura è la prova tanto attesa della sua colpevolezza. E Alberto viene arrestato.

Alberto scrive il pm nel decreto di fermo è un uomo freddo, meticoloso. Che ha fatto sparire l’arma e si è cambiato gli abiti. Alberto per l’accusa è il gelido pianificatore del delitto, è in grado di depistare le indagini e prevedeva il suo arresto. Alberto trascorre in carcere 4 giorni ed ecco il terzo colpo di scena. Il gip non convalida il fermo. I rilievi fatti dai ris, scrive il gip, hanno carattere provvisorio e non vi è certezza che sui pedali ci sia sangue. Ma il quarto colpo di scena arriva il 20 dicembre. La procura di Vigevano contesta ad Alberto un altro grave reato: detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, dopo aver trovato foto e molti filmini di minori nel suo computer. Il 27 marzo di quest’anno Alberto Stasi in segreto si laurea alla Bocconi con il massimo dei voti e dedica a Chiara la sua Tesi.

Il 16 aprile, dopo 225 giorni, i genitori di Chiara rientrano nella loro casa di Garlasco. Il 4 agosto scorso gli avvocati di Alberto Stasi depositano l’attesa memoria difensiva: il corpo di Chiara secondo loro fu spostato da due persone. Le sue scarpe non sono sporche perché idrorepellenti e l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 9 e le 10. Tesi fantasione, secondo l’avvocato dei genitori di Chiara. E dopo un anno da quell’orribile omicidio Alberto Stasi è ancora l’unico indagato. La Procura è convinta che il colpevole sia solo lui e si appresterebbe a chiederne il rinvio a giudizio. I suoi avvocati ne hanno chiesto invece l’archiviazione.

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