Giallo di Garlasco: Alberto Stasi spiega perchè è innocente!!

IlCorriereDellaSera

Il delitto: un anno fa la morte di Chiara. Lui ora assunto come esperto di diritto tributario
Garlasco, la mossa di Stasi: «Ecco perché sono innocente»
Un dossier dei legali per chiedere di archiviare le accuse. La sua nuova vita tra week end in Liguria e amici
MILANO – L’avvocato lo guarda dritto negli occhi e attacca: «Alberto ti rendi conto, vero, che quando presenteremo questo documento succederà un putiferio… Ricostruiamo uno scenario diverso da quello dei magistrati, chiediamo l’archiviazione, arrivati a questo punto non si può sbagliare… ». Non ha nemmeno il tempo di finire, il professor Angelo Giarda. Alberto sa benissimo dove vuole arrivare: «Avvocato, ancora con questa domanda?» si spazientisce. «Ogni volta a chiedermi se sono proprio sicuro di quello che ho raccontato… Sono sicuro sì. Ma come glielo devo dire che io non c’entro niente? Sono innocente, non mi stancherò mai di dirlo».
Alberto Stasi (Ansa/Emmevi)
Tutto questo sabato mattina, nello studio di Giarda. È passato un anno. 357 giorni fa (il 13 agosto) Chiara Poggi fu uccisa nella sua casa di Garlasco, massacrata con una tale quantità di colpi in testa e con una tale ferocia da far dire agli investigatori che la mano dell’assassino non poteva che essere guidata da un grandissimo odio. Aveva 26 anni, Chiara. Laureata in Economia, assunta da poco, energia da investire nei sogni e nelle ambizioni di una ragazza che voleva smarcarsi dalla provincia. Alberto Stasi, due anni meno di lei, era il suo fidanzato, era il ragazzo modello che ogni genitore sogna per la propria figlia, il bocconiano di famiglia bene, già pronto ad affrontare il mondo e la vita nonostante la giovane età. Era ed è sempre stato l’unico indagato di questo giallo, Alberto. La Procura di Vigevano lo ha mandato in carcere il 24 settembre dell’anno scorso con un fermo, il gip lo ha scarcerato pochi giorni dopo.

E il caso Garlasco è diventato materia da dividere fra innocentisti e colpevolisti. Lui, il biondino di Garlasco, vive da un anno «sotto sequestro giudiziario», per dirla con le parole del suo legale. Si tiene alla larga più che può da giornalisti, telecamere e curiosi di paese. Si concede ogni tanto un weekend nella sua casa al mare, in Liguria. Qualche volta fa gite in barca, una delle sue grandi passioni. Sogna l’anonimato ed è protetto da un gruppo di amici (alcuni lo erano anche di Chiara) che gli fanno da scudo ovunque. La nuova vita dell’indagato Stasi è fatta di quegli amici e di un lavoro che lo tiene impegnato tutto il giorno. Da qualche mese Alberto si occupa di diritto tributario nello studio dei suoi due legali di Vigevano, i fratelli Giulio e Giuseppe Colli che sono diventati un po’ anche i suoi fratelli, che lo proteggono, lo seguono, lo aiutano nella crescita professionale. Tre ore la mattina e più o meno altrettante pomeriggio per seguire le cause che hanno a che fare con le materie giuridico-societarie, temi che lui conosce abbastanza bene dato che a marzo si è laureato con 110 e lode in Economia e legislazione per l’impresa.

«A Chiara che qualcuno ha voluto togliermi troppo presto» diceva la dedica sul frontespizio del laureando Alberto Stasi. Fra nove giorni sarà passato un anno. In Procura si dice che la dottoressa Rosa Muscio non chiederà nessuna proroga delle indagini e che sia praticamente già pronta una richiesta di rinvio a giudizio per Alberto. Gli elementi chiave di quest’inchiesta resterebbe quelli di sempre: le scarpe di Alberto senza nemmeno un piccola traccia di sangue (cosa impossibile, secondo l’accusa, dato il percorso che lui dice di aver fatto in casa, cercando Chiara che poi ha trovato lungo le scale della cantina); il computer di lui usato solo tre minuti e non tutta la mattina come dice invece Alberto nel suo interrogatorio; la macchiolina di sangue di Chiara trovata sul pedale della bicicletta di lui; le impronte di una scarpa che corrisponderebbero al numero di Alberto.

«Con l’aiuto del nostro consulente, il professor Avato, noi abbiamo ricostruito tutta un’altra storia» dice l’avvocato Giarda. «Presenteremo settimana prossima la nostra relazione medico-legale e ci saranno delle sorprese» premette il professore. Sono una settantina di pagine: dieci per motivare la richiesta di archiviazione del caso e le altre per smontare le tesi d’accusa: non è sangue quello sulla bicicletta; non è il numero di scarpe di Alberto quello dell’orma rilevata in casa; il percorso seguito alla ricerca di Chiara è compatibile con l’assenza di sangue sulle scarpe e poi mille altri dettagli che, è sicuro Giarda, «faranno certo discutere e secondo noi dimostrano con certezza che questo ragazzo non è l’assassino di Chiara». La difesa aveva già depositato la consulenza sull’utilizzo del computer: «È vero che è stato usato solo tre minuti. Ma nel senso che per tre minuti si è connesso a una rete esterna. Poi l’ha usato come macchina da scrivere e ha scritto quattro pagine della tesi». Il professore fa una lunga pausa: «Mi chiedo: hanno guardato subito verso Alberto, ma è stato fatto proprio tutto per cercare nelle altre direzioni?

Giusi Fasano
03 agosto 2008

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One thought on “Giallo di Garlasco: Alberto Stasi spiega perchè è innocente!!

  1. ciao, ti segnalo una notizia sul caso….

    Garlasco: ‘in 2 spostarono Chiara’
    Difesa Stasi ha depositato relazione tecnico-scientifica
    postato 2 ore fa da ANSA

    (ANSA) – VIGEVANO (PAVIA), 4 AGO – Il corpo di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco,’dopo l’aggressione e’ stato spostato da almeno due persone’. Lo ha detto uno dei difensori di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, indagato per omicidio volontario.Oggi e’ stata depositata in Procura a Vigevano la relazione della difesa.Inoltre,’quella traccia che i Ris hanno trovato su un pedale della bicicletta di Stasi non e’ sangue umano e quindi il Dna riconducibile a Chiara ha un’altra origine biologica’.

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