“Pedofilia, ora si indaga su altri preti” Su un blog nuove accuse a don Ruggero, così abusò di me 25 anni fa”

Pedofilia, don Ruggero: la testimonianza di una vittima  giunta a Wildgreta il blog è stata pubblicata da Repubblica

di Wildgreta

La Repubblica di oggi, 22 luglio, nelle pagine di Roma, pubblica un grande articolo sulla testimoninanza arrivata su questo blog qualche giorno fa. Il titolo dell’articolo firmato da M. Bisso è:

“Pedofilia, ora si indaga su altri preti” Su un blog nuove accuse a don Ruggero, così abusò di me 25 anni fa”

Ovviamente il nome di Wildgreta non viene citato, ma l’articolo è in pratica l’intero messaggio che un ragazzo ha postato su questo blog. Si aggiunge solo che il ragazzo avrebbe già reso testimonianza agli inquirenti, decidendo poi di rendere pubblico quanto dichiarato, sul web. Secondo Repubblica sarebbero 11 ad oggi i casi di presunto abuso raccolti dagli inquirenti fra adulti e bambini.

Questo il messaggio giunto:

“In merito al caso don ruggero bisognerebbe fare un passo indietro. bisognerebbe tornare nella legnano tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta. credo che il problema “Don Ruggero” affondi le sue radici in quel tempo e in quel luogo. direi; ne sono sicuro. io sono uno di quei ragazzini che hanno avuto “a che fare” con l’allora educatore Ruggero Conti. vi confesso che a legnano in molti sapevano delle tendenze del buon ruggero. sapevano delle sue attenzioni. si sapeva delle sue particolari lezioni di educazione sessuale alle scuole medie Bonvesin della Riva. si sapeva, si diceva, si mormorava. Ruggero era un punto di riferimento dell’oratorio di San Magno. la sua casa era meta di gruppi di ragazzini. i genitori si fidavano. alcuni iniziarono ad avere dei sospetti dai racconti dei loro figli. nessuno si prese la responsabilità di denunciare certi accadimenti. quello che è successo a me evito di scriverlo perché a pensarci ancora mi disgusta. per tanti anni non ho avuto il coraggio, la forza, la volontà di denunciare quel fatto e così facendo mi sento in parte responsabile di quel che Ruggero ha continuato a fare negli anni. adesso però credo che seppur in modo tardivo la mia testimonianza davanti al pm possa aprire un capito della storia importante. mi piacerebbe che altri miei vecchi amici facessero lo stesso. paolo, mauro, gigi e altri ancora. ma in particolare il mio ricordo va a Don Giacomo (nelle sedi opportune dirò anche il cognome). lui sapeva e non ha mai detto niente. Adesso ha un ruolo di tutto rispetto in Vaticano. io credo che una parte di responsabilità debba prendersela anche lui. Sapeva anche quando Ruggero da laico è diventato prete. sapeva quando Ruggero andò in missione in africa. sapeva quando ruggero diventò parroco a selva candida. Sapeva!!!! Caro Don Giacomo è arrivato il momento di dire quello che hai sempre saputo. perché Ruggero mente quando dice che che contro di lui è in atto un complotto.

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35 thoughts on ““Pedofilia, ora si indaga su altri preti” Su un blog nuove accuse a don Ruggero, così abusò di me 25 anni fa”

  1. Bè, il blog è di tutte le persone che partecipano, scrivono, lo animano, inviano contributi. Quindi è un successo anche tuo e di tutte le persone che ultimamente ne sono diventate parte attiva.Spero che si possa crescere ancora, tutti insieme. A presto, Wildgreta

  2. Complimenti al mitomane di turno.
    Come è facile sparare bordate su chi è in condizione di non potersi difendere.
    E’ ovvio che le migliaia di testimonianze che farebbero emergere con forza la verità, ossia che Don Ruggero non solo è un grande educatore, ma che anche ha una capacità di entrare in sintonia ed in empatia con le persone che è rara.
    Purtroppo oggi viviamo in un mondo in cui bisogna prima pensare alle conseguenze di un’eventuale interpretazione maliziosa delle proprie azioni, e poi, in maniera spogliata di qualunque spontaneità, agire.
    Ecco, proprio di spontaneità si è macchiato Don Ruggero.
    Che lo pseudo prete accusatore sia un omosessuale dichiarato, che bazzichi gli ambienti satanici, che i 3 (perchè solo 3 sono le deposizioni e non 7-11-47 o mille come continuate a scrivere) accusatori siano persone a dir poco problematiche non interessa a nessuno, non contribuisce ad alimentare la fama del mostro e quindi non fa notizia……..
    Ma chi risarcirà DonRuggero di tutte queste sofferenze, quando la verità verrà a galla?
    Cosa pensate che basti chiedere scusa ad una persona che ha messo sempre i ragazzi e le persone in difficoltà al centro delle sue giornate?
    Lui è la vera vittima, e, di riflesso, anche la nostra società che continua ad accanirsi contro personaggi non conformi e che hanno il coraggio e la voglia di esporsi in rpima persona.
    Coraggio e voglia che affondano le proprie radici in Cristo, non certo in malsane e malcelate pulsioni sessuali.

  3. Ecco svelato, se ce ne fosse stato bisogno, come i giornalisti di Repubblica assumono le notizie: le prendono dai blog, dove chiunque può scrivere qualunque cosa senza che nessuno le verifichi (ovviamente, essendo solamente un blog). E’ questa la serietà del mondo dell’informazione? Ci rendiamo conto di quanto prendano in giro l lettori? L’Ordine non ha nulla da dire in casi come questi, in cui palesemente viene violata la deontologia professionale? Spero che le indagini non vengano condotte con altrettanta faciloneria altrimenti, mi spiace per chiunque ami la verità, questa sentenza è già scritta ed è la seguente: don Ruggero non ne esce, verrà riconosciuto colpevole e chi si dichiara vittima di abusi, si vedrà il conto in banca lievitare. In barba alla verità.

  4. Direi che parlare di “società che continua ad accanirsi” è un po’ troppo. Se conosci don Ruggero e vuoi parlare in suo favore, fai bene. Ma non denigrare la società e chi lo accusa, perchè in generale, tutti coloro che abusano, non abusano di tutti, ma solo di qualcuno e sono poi quei “qualcuno” che a volte, decidono di denunciare. Definire mitomane chi afferma di aver subito abusi è una cosa che deve stabilire la magistratura, non tu. Il fatto che un prete sia omosessuale, poi, non ne mina la credibilità. O pensi che tutti gli omosessuali siano bugiardi? Così, oltre che “sterili per definizione” come ha detto il ministro Carfagna, gli omosessuali dovrebbero essere etichettati anche come “bugiardi per definizione”. Ti sembra cristiano, tutto ciò?

  5. Per ayeyebrazo :
    Se un giorno riuscissi a dire una cosa sensata anche su questo inutile blog, faresti a tutti cosa gradita. Certamente non hai letto l’articolo di Repubblica, visto che non è in rete ed era sulla pagina di Roma, in ogni caso la giornalista afferma che la denuncia è già stata presentata, quindi ha verificato l’informazione. Se poi non lo sapessi, i blog sono diventati fonte di informazione a tutti gli effetti, in quanto ritenuti più liberi dei quotidiani. I giornali, a volte, pubblicano notizie false pur non prendendole dai blog, quindi le responsabilità sono sempre dei giornalisti che devono verificare le notizie che trovano in giro, sia in rete, che fra la gente. Focus Family, due settimane fa ha pubblicato la notizia che il caso di pedofilia di Rignano Flaminio era stato chiuso il 18 settembre 2007. Se quella giornalista avesse letto questo o altri blog, oppure si fosse documentata direttamente a Tivoli, non avrebbe fatto una figura tanto peregrina. Un consiglio: nei tuoi interventi ci sono spesso informazioni inesatte urlate come verità: ti consiglio di pensare un po’ di più prima di martoriare i tasti del tuo computer costringendo poi varie persone a correggerti. Perdiamo un mucchio di tempo sul nulla, quando si potrebbe parlare di cose più interessanti.

  6. Io non mi arrogo il diritto di giudicare nessuno, sugli omosessuali ho alcun pregiudizio, anzi ho amici omosessuali con cui ho ottimi rapporti, molto profondi.
    Non mi stavo riferendo alla scarsa credibilità degli omosessuali, ma della scarsa cerdibilità delle accuse mosse da un prete omosessuale, incline a pratiche a dir poco controverse, e che vive in latitanza pur essendo a libro paga della curia.
    Che la società odierna si accanisca spesso contro chi non è conforme è storia di tutti i giorni, non sono certo io ad inventarlo, però se tu non percepisci alla stessa stregua la situazione, rispetto il tuo punto di vista.
    Non pretendo nè di essere un cristiano modello, cerco solo di far convinvere i miei difetti con i valori che molte persone (i miei genitori, la mia famiglia in senso lato, gli amici, e tra questi sicuramente Don Ruggero ha avuto ed ha un ruolo importante) mi hanno aiutato ad apprezzare.

  7. Dopo giorni di lettura del blog mi affaccio timidamente.

    I blog per mia opinione non hanno alcun valore e nessuna pertinenza con la realtà , mi sembra spesso che si parli di aria fritta ma questa è una mia opinione e rimane tale, la Repubblica prende spunto da un blog per pubblicare un articolo…inaccettabile.

    Parliamo ora di fatti.

    C’è un uomo, in prigione, un prete che viene accusato di un crimine orrendo, rimane in prigione fatto di qualche giorno fà, viene accusato in vari episodi, ci sono deposizioni e testimonianze depositate presso la magistratura.

    Anche io sono padre e queste cose mi fanno pensare.

    Io il prete, l’uomo lo conosco, ho frequentato anche io il suo oratorio, sono cresciuto dentro quell’oratorio, ho visto ho toccato con mano, non ho nessun dubbio su
    Ruggiero, è una persona onesta lo è sempre stata, sensibile, aperto, carismatico, pieno di iniziative, altruista, indiscutibilmente ha fatto del bene.

    Mi chiedo cosa possa spingere tutta questa gente ad attaccarlo e metterlo in prigione, sparlare di quest’uomo, infamarlo, senza mai avergli stretto la mano, visto che cosa ha fatto, le sue iniziative, la sua generosità a Legnano se la ricordano ancora in tanti. Ma come si può giudicare e crociffiggere così , non me ne capacito.

    Non è che il signor Ruggiero Conti da fastidio a qualcuno, non è che tutto quello che è riuscito a costruitre anche a Roma ha fatto indispettire qualcuno.

  8. per gauchogoal:

    Ma perchè quando viene arrestato qualcuno per pedofilia si parla sempre di “mostri in prima pagina”, di “accanimento” o di “complotti e invidie”? Perchè la stessa difesa non viene mai usata per un ladro, o per chi commette altro tipo di reati? Te lo sei mai chiesto? E a chi interessa sbattere un innocente in prima pagina? A che pro lo farebbero i giornali? E che c’entrano i blog che si limitano a riportare delle notizie o dei commenti, li chiudiamo tutti? E a cosa servono la polizia, i magistrati, i carabinieri? Ad arrestare i delinquenti comuni? Ma anche i delinquenti comuni saranno stati incensurati in un momento della loro vita, e allora? Cosa facciamo? Smettiamo di pubblicare le notizie? Non lo so, ma nei tuoi ragionamenti si auspica la non punibilità per chi ha delle buone referenze, e questo non è possibile. Se la polizia riceve delle denunce ha il dovere di indagare. Gli arresti avvengono solo in base a dei riscontri, altrimenti si archivia.Credi che sia così semplice far arrestare qualcuno inventando di sana pianta dei fatti? Quei fatti poi dovranno essere analizzati in un processo, quindi nessuno può emettere sentenze anticipate, ma nel frattempo non si può fare neppure finta che don Ruggero non sia mai stato arrestato. Non credi?

  9. Per tutti, una lettura interessante:
    IO, PRETE ABUSATO, DENUNCIO L’OMERTÀ DELLA CHIESA
    Adista Notizie
    n° 39 del 20 maggio 2002
    INTERVISTA A UN SACERDOTE DI ROMA
    31369. ROMA-ADISTA. Sacerdote, abusato sessualmente per 8 anni a partire da quando ne aveva 10-11, indotto al silenzio, prima che dallo stesso abusatore, da un’educazione cattolica improntata alla teologia sacrificale, don Stefano Federici, decide di venire allo scoperto e racconta – siamo nel luglio 2000 – in un’intervista alla trasmissione televisiva “Sciuscià”, dedicata quella settimana al Gay Pride, la sua tremenda esperienza nella comunità cattolica e nella Chiesa. E comincia ad essere “perseguitato” – questa la parola che usa – dal suo cardinale, il card. Camillo Ruini, essendo don Stefano un prete di Roma. Ma nell’intervista che don Stefano ci ha rilasciato, a “viso scoperto”, con un coraggio davvero inusuale nella Chiesa, soprattutto relativamente a questi temi, non c’è la denuncia solo di un “accanimento” nei suoi confronti, bensì la denuncia di una complicità strutturale ecclesiale ed ecclesiastica, di una omertà. Scriveva d’altronde don Enzo Mazzi della Comunità dell’Isolotto di Firenze, su “il manifesto” dell’8 maggio che la Chiesa, in nome di un amore materno che vuole mantenere gli uomini bambini e che educa i bambini al senso del peccato, del sacrificio e del perdono, ha sviluppato una teologia, e una pratica, “strutturalmente pedofila”.
    Fin dall’inizio del suo sacerdozio, l’attività pastorale di don Stefano è stata volta alla catechesi sacramentale, ai giovani, ai disabili, ai tossicodipendenti, per i quali ha fondato un Centro di Ascolto Caritas. Ha dato vita anche alle Comunità di Emmaus per la formazione alla fede degli adulti e ha prestato il suo servizio presso le parrocchie romane di S. Luca Evangelista, Nostra Signora di Coromoto, Nostra Signora del Suffragio, in quella della Natività. Nel 1996 è stato nominato vice rettore della Rettoria di S. Salvatore, dove ha svolto principalmente un’attività di consulenza privata di carattere psicologico-spirituale per persone separate o risposate, omosessuali e transessuali, per vittime di abusi. Qui ha ospitato per un breve periodo l’équipe di psicologi e psicoterapeuti che, sugli stessi temi, stava lavorando alla progettazione del Centro Arcobaleno di Pastorale Speciale.
    La “consulenza esterna” che don Stefano ha offerto a questo Centro, nonché le consulenze private, sono motivo del “Decreto” di pena del card. Ruini, datato 27 novembre 2000. Ma al contempo nel “Decreto” gli viene contestato di aver reso noto ai microfoni di “Sciuscià” il suo personale orientamento omosessuale. Cosa che don Stefano smentisce recisamente. Alla fine delle contestazioni, al sacerdote si fa “divieto di utilizzare le strutture della Rettoria S. Salvatore della Corte (…) anche solo per incontri con persone omosessuali, come anche di continuare qualsiasi attività volta a promuovere questa o altre iniziative con finalità analoghe”; e gli si chiede di presentare “un documento scritto nel quale esplicitamente professi la sua assoluta fedeltà e il suo religioso ossequio al Magistero della Chiesa in materia di pastorale delle persone omosessuali e di valutazione morale delle tendenze e dei comportamenti omosessuali”. Qualora don Federici non avesse ottemperato “agli obblighi di cui sopra” entro il 15 dicembre successivo, sarebbe incorso, si legge nel “Decreto”, “nella censura della sospensione latae sententiae, restandogli vietato ogni atto della potestà sacramentale d’ordine”.
    Di tutto questo, fino agli ultimi eventi che vedono il sacerdote privato di casa e stipendio, parliamo con don Stefano nell’intervista che segue.
    Don Stefano, a che punto delle tua vita sei?
    Sono sacerdote della diocesi di Roma, ho 42 anni. Sono prete dal 1987, ho studiato al seminario romano maggiore. Sono plurilaureato: in filosofia alla Statale, in teologia, in pedagogia alla Terza Università. Attualmente ho un contratto, ma non sono ancora strutturato, di docente a Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma. È una cosa molto importante per me che ho perso lo stipendio di sacerdote: un contratto significa 5-6 mesi all’anno di stipendio. Se non avessi questo, anni di studio e di lavoro, senza un pensionamento, senza una liquidazione, sarebbero buttati al vento. E ho perso anche la casa: da questa, dove siamo in questo istante, sono stato cacciato via, ho l’intimazione a lasciarla. Qui dentro ci ho messo 30 milioni per poterci vivere, e quando mi fu data era già un primo esilio.
    Prima abitavi in locali legati alla tua attività pastorale?
    Sì, ma dato il mio impegno in realtà problematiche ai margini, fra cui omosessualità, transessualità e pedofilia, ho avuto sempre un’infinità di problemi. Non sono i primi quelli che mi ha procurato l’intervista rilasciata a “Sciuscià” a luglio 2000, in cui raccontavo di essere stato abusato da piccolo, pur avendo, lo ammetto, paura di perdere casa e stipendio.
    Malgrado i problemi seguiti a quella prima intervista, hai accettato di fare questa. Perché?
    Io non voglio riportare semplicemente la mia esperienza di survivor of child sexual abuse in christian environment, cioè di “sopravvissuto ad un abuso in un ambiente cristiano”. Posso dire, come esperienza personale e come studioso, docente di psicologia, che si ha un’identità di sopravvissuti: un’identità che struttura la tua identità personale e la tua sessualità, che potenzialmente ti porta a replicare su altri l’esperienza di abuso che hai subito. Ci sono studiosi che hanno dimostrato come i grandi dittatori della storia hanno un passato di abuso. Dunque, la mia denuncia è questa: la struttura, non solo mi ha educato e mi ha cresciuto così, ma con l’omertà mi sta rendendo un potenziale abusatore. Io sono un potenziale criminale. Dunque non voglio semplicemente raccontare dell’abuso subito da me, ma denunciare che cosa mi è successo in conseguenza del fatto di aver alzato la mia voce in mia difesa e in difesa di tutti quelli che subiscono abuso all’interno della comunità cristiana, come me.
    Cosa intendi quando parli di “abuso all’interno della comunità cristiana” e aggiungi “come me”?
    Intendo una cosa ben precisa. Come dichiarai pubblicamente alla trasmissione televisiva “Sciuscià” in occasione del Gay Pride del 2000, ed è stato l’inizio delle mie dure vicissitudini con la Chiesa ufficiale e il motivo del Decreto del cardinale Ruini, ritengo che l’approccio teologico in base al quale si impedisce di partecipare ad una manifestazione di omosessuali durante il Giubileo è lo stesso approccio teologico che aveva tenuto me per tanti anni nell’omertà di una violenza che subivo. Perché dico dunque, in ambiente cristiano o nella comunità cattolica? Io non ho ricevuto violenza da un sacerdote, ma violenza sessuale da uno dei miei cognati, da quando avevo 10-11 anni per un lunghissimo periodo, 7-8 anni. E questo è avvenuto nella comunità cristiana: uno, perché sono vissuto in una famiglia fortemente cattolica, fortemente cristiana e in un modo “sano”, sano nella misura in cui questa fede è stata vissuta da tutti con un livello culturale molto alto, con una piena partecipazione della vita comunitaria: tutti eravamo molto coinvolti in associazioni, movimenti, attività politica. La fede non era semplicemente un approccio magico. Due: anche se fino all’età di 33-34 anni mantenni il silenzio sugli abusi subiti, fin dalla prima volta mi confessai dal sacerdote, e per questi 7-8 anni mi sono sempre confessato.
    Ti confessavi perché ti sentivi in colpa?
    Certo. Questa è la violenza! Tanto più il bambino non riesce a capire la violenza che subisce, tanto più la sua personalità è disturbata; tanto più suppone di avere la responsabilità di essere il seduttore, tanto più il suo comportamento è violato. Quello che io denuncio è che in questi 7-8 anni non c’è stato mai, mai, nessuno che abbia tirato fuori questo bambino dal confessionale e gli abbia detto “ehi, mamma e papà dove sono?”.
    E che ti dicevano questi sacerdoti?
    Mi parlavano della teologia della sofferenza, quando non mi accusavano direttamente. Mi ricordo che, a Santa Maria Maggiore, il penitenziere quando gli confessai il mio dramma, disse che avevo commesso quattro peccati mortali. Uno me lo sono dimenticato, l’ho rimosso, gli altri li ricordo bene: peccato contro natura, attentato al matrimonio di mia sorella, brutto disgraziato!, e atti contro il sesto comandamento. Ora chiedo: questo non è un crimine della Chiesa? Questo è un crimine della Chiesa. Se è vero che fare i venerdì del mese garantisce il Paradiso, io mi sono guadagnato 10 Paradisi, perché per tutti quegli anni, ogni venerdì del mese ero lì per paura dell’Inferno, e su via Marsala io attendevo all’alba l’apertura della chiesa. E poi sono entrato in seminario, ancor prima che qualcuno, a parte i confessori, sapesse della violenza che avevo subito e che per la prima volta, al di fuori della Chiesa, raccontai alla mia terapeuta.
    Ma tu perché sei entrato in seminario?
    Per quello che dice Drewermann: il disorientamento ontologico. Ma bisogna stare attenti nel dire questo, perché c’è una manipolazione da parte del cardinale Ruini, e di altri come lui, che prende queste mie dichiarazioni per dire: avete visto? questo non dovevano ordinarlo sacerdote, non ha vocazione, per cui: fuori dalla Chiesa cattolica! Cioè lo ritorcono contro di me, come se io non potessi rielaborare le motivazioni della mia vocazione nella maturità oggi della mia coscienza, come se la mia vocazione non fosse anche quella di oggi e fosse soltanto quella che mi ha mosso all’inizio, e che comunque mi ha mosso in uno stato indubbiamente consapevole, perché nessuno mi ha costretto a niente. Al mio rettore dissi degli abusi che mi avevano tormentato per tanti anni, ma questi non ha mai chiamato un consulente psichiatrico, uno psicologo.
    A che età sei entrato in seminario?
    Da adulto. Avevo 22 anni. Ma io portavo – proprio perché il mio corpo era diventato una ragione di sofferenza e non di piacere – dei cilici che dovevano creare una costante sofferenza ai miei genitali: me li ero costruiti da solo, con delle puntine e degli elastici. Il mio padre spirituale li ha visti, mi ha fatto spogliare per vederli.
    Ti avrà proibito di continuare ad usarli.
    Sì, ma mi ha solo proibito di usarli considerandoli un eccesso di ascetica, non una follia: non ha supposto che fosse arrivato il momento di dire: ma questo ragazzo avrà bisogno di aiuto? Un aiuto che non sia quello di offrire tutta la sua sofferenza nel perdono dell’abusatore e nel riscatto del mondo? Ma non sono un potenziale abusatore? Se non sono riconciliato con il mio corpo, come posso sublimare la mia sessualità? Allora, questo per spiegarti perché parlo di violenza in ambito cattolico. Ma la ragione per cui ho accettato questa intervista è anche per le vicende che si sono verificate, per il processo iniziato nell’anno giubilare e che mi ha portato a perdere lo stipendio, a perdere l’incarico pastorale che svolgevo, a non poter più fare insegnamento teologico …
    Dove insegnavi? Avevi un contratto?
    Lavoravo all’Auxilium, che è l’Università pontificia di Scienze dell’educazione, dove ero un docente “ospite”, non pienamente in organico, perché ero già una persona pericolosa in quanto mi occupavo, nella diocesi di Roma, oltre che di disabili, divorziati, drogati, anche di pedofilia, di transessualità e di omosessualità. A un certo punto hanno cominciato a farmi delle difficoltà: mi hanno detto che se non mi fossi vestito da prete, se non mi fossi conformato all’insegnamento ufficiale della morale cattolica, non avrei potuto continuare. Ma io non insegnavo teologia morale; tenevo un corso su “Disabilità, sessualità, pedofilia”. Cosa ha a che vedere con la morale cattolica? – chiesi – tratto la materia da un punto di vista scientifico. Insomma, non potei restare. Per cui, vedi, è come parlare di ambienti di mafia. Io non ho prove per dirti che sono stato buttato fuori, ma non ho dubbi su questo. Ci sono pochissimi preti che potevano vantare un curriculum come il mio nella diocesi di Roma, ciò malgrado non ottenni l’insegnamento, mi basta questo.
    Eppure, fin troppo si è costretti a parlare e scrivere di pedofilia, anche in ambito ecclesiale, soprattutto con la situazione critica che sta affrontano la Chiesa degli Stati Uniti, la riunione a Roma dei cardinali americani con il papa…
    L’esplodere della situazione della Chiesa americana non è dovuto tanto alla denuncia della pedofilia, quanto al pericolo del crollo economico della Chiesa americana in conseguenza delle cause che stanno portando avanti le vittime. Trovo assurdo che si possa dire, come ha detto il papa (che io capisco, buon’uomo, quanto sia scandalizzato, ma non si rende conto che non basta provare scandalo e lasciare la struttura così com’è se questa è portatrice di male): un’opera d’arte, ha detto, per quanto sfigurata da una macchia, non perde il suo valore. Eh, un momento: se questa macchia è prodotta dall’esterno, non se questa macchia è voluta dall’autore. E chi l’ha mai detto che questa è stata prodotta dall’esterno? Quello che denuncio è invece che questa forma di pedofilia è proprio prodotto di questa teologia, prodotto di quei cardinali, di tutti quegli uomini di Chiesa che hanno chiuso gli occhi. E faccio un esempio. Dopo anni di terapia, un giorno ho deciso di dar voce alla mia sofferenza anche nell’ambito della mia famiglia. Quando dissi ai miei genitori che per anni ero stato abusato davanti ai loro occhi, o poco dietro l’angolo, loro mi risposero: Stefano, perché non ce l’hai mai detto? Gli risposi: mamma, chiediti perché mai un bambino di 11 anni non te l’abbia detto. La stessa cosa sta avvenendo con i cardinali: metti al posto dei cardinali americani che si sono riuniti a Roma, dei genitori che tentano di far fuori l’abusatore senza chiedersi come mai le persone possano subire una violenza davanti ai loro occhi, nelle loro comunità, in famiglia. Ecco perché non posso semplicemente dire che io ho subito violenza da una persona, è come se avessi subito violenza anche dai preti, dalla mia Chiesa, dal mio cardinale, e il mio cardinale è un complice. È un complice perché sopporta un crimine, crea una macchia. Perché mi ha detto che io, l’abusato, parlando dell’offesa subita, ho offeso la sacralità del mio sacerdozio e offeso la sensibilità del popolo di Dio. Sostiene di dire queste cose in nome della Chiesa cattolica. Ma non è vero, non è in nome della Chiesa cattolica, ma del potere della Chiesa cattolica.
    Veniamo, appunto, al tuo incontro col cardinale Ruini, dopo la tua intervista a “Sciuscià”.
    Fu la volta in cui mi venne letto ufficialmente il Decreto con cui aveva inizio un processo penale nei miei confronti. Accanto al cardinale, il cancelliere del Vicariato di Roma leggeva il Decreto ad alta voce. In un passaggio in cui si elencavano i crimini di cui secondo loro ero responsabile, si diceva che durante l’intervista a “Sciuscà” io avrei reso manifesto il mio orientamento omosessuale. Ora, io non ho nulla da dover dichiarare sul mio orientamento sessuale, se non fosse che non accetto minimamente che qualcuno possa permettersi di giudicare il mio orientamento senza sapere qual è l’orientamento di un abusato, dell’identità sessuale di un abusato, e che soltanto le categorie patriarcali riescono, come al solito, a polarizzare quella che è la complessità della personalità umana. Quello che è stato terribile è che io fermai il cancelliere e dissi: Eminenza, quell’intervista è registrata, lei può riascoltarla, non ho mai parlato del mio orientamento sessuale; ho solo raccontato di essere stato oggetto del desiderio sessuale di un’altra persona, non ho mai parlato del mio. Il cancelliere è intervenuto e ha detto: ma per noi, caro don Stefano, non fa nessuna differenza. Poi gli mandai una lettera nella quale chiesi: Eminenza, se lei ritiene che nella mia dichiarazione io abbia toccato la sacralità del popolo di Dio e della Chiesa, se lei lo ritiene come pastore, sono pure d’accordo, ma come mai lei non mi presenta le scuse per una persona che mi ha insultato davanti a lei?
    Ma è frequente imbattersi nella confusione tra pedofilia e omosessualità.
    Certo, e questa “confusione” è stata confermata da quanto detto contemporaneamente all’incontro dei cardinali americani in merito alla necessità dell’epurazione degli omosessuali dai seminari. A prescindere dal fatto che i seminari si svuoterebbero, e non solo i seminari: gli si svuoterebbe il Vicariato, perché io queste cose le studio e conosco le statistiche di studiosi che parlano, per Roma, di più del 60% di preti con orientamento omosessuale (e qui apro una parentesi: quando l’ho detto al cardinale, mi ha risposto che io di queste cose non devo parlare e che questi studiosi sono contro la Chiesa); a prescindere da questo, bisogna affermare a chiare lettere che la pedofilia non è omosessualità. E soprattutto che inizialmente la pedofilia non è il potere di un maschio contro un maschio, ma il potere patriarcale contro la donna e i suoi figli, e che è impossibile fare giustizia di questa violenza se non si cambia la struttura che sostiene questo patriarcato. Assimilare pedofilia e omosessualità, ovvero attaccare gli omosessuali parlando di pedofilia, significa non aver messo e non voler mettere in questione le polarità su cui vive e sopravvive una struttura patriarcale. Gli omosessuali sono un’anomalia di questa struttura. Attaccare l’anomalia salva dall’attaccare la struttura. Dire pedofilia uguale a omosessualità vuol dire salvare la struttura.
    La teologia femminista dice che la violenza contro le donne e la violenza e l’abuso contro i minori sono comprensibili soltanto in una struttura patriarcale. È una struttura di polarità: maschio-femmina, eterosessuale-omosessuale, clero-laici, sacro-profano, padre-figlio, moglie-marito. Ma le polarità non solo si contrappongono, ma sono gerarchizzate: maschio su, femmina giù, clero su, laici giù… celibato su, matrimonio giù. Soltanto in questa struttura, che ha sviluppato una conseguente teologia sacrificale, è possibile pensare che esista una persona che possa decidere un abuso sull’altro e giustificarlo. E la nostra Chiesa funziona così. E come fa questa struttura a fare giustizia? Il genitore non farà mai giustizia, perché non vorrà mai vedere; il genitore non difende un figlio abusato non perché non ha il coraggio di denunciare o picchiare l’abusatore, ma perché non vedrà mai la sofferenza di un figlio. Un cardinale non potrà mai essere un difensore dei più piccoli, perché è un cardinale.
    Da parte del genitore, o dell’ecclesiastico, “vedere” questi fatti non vuol dire accusare innanzitutto se stessi?
    Ma certamente. Perché è la struttura stessa che crea la macchia. Si cerca di far credere che in Italia in ambito ecclesiale non c’è pedofilia. Perché non c’è pedofilia? Perché non se ne può parlare. Qualche esempio dalla mia esperienza di “messo a tacere” e di come certi crimini vengano tenuti nascosti. Quando ho iniziato a insegnare all’Auxilium, mi fu chiesto, in qualità di docente, di partecipare alla rivista dell’istituto. Scrissi un articolo in cui descrivevo un caso di abuso sessuale su un bambino – in quel caso era la mia storia personale, ma ovviamente nascosi questo particolare – e la teologia che sottostava a questo percorso: come la teologia aveva creato una realtà abusante. Fu respinto. E più tardi mi fu detto che non potevo continuare ad insegnare perché le mie dottrine non corrispondevano alla dottrina morale cattolica.
    Nel ‘94-’95 diedi vita ad un centro che doveva occuparsi di persone di diversi orientamenti sessuali e delle difficoltà connesse all’appartenenza alla propria realtà religiosa. Mi occupavo, dunque, di realtà molto particolari, come quelle della pedofilia, del transessualismo. Questa attività venne immediatamente bloccata dal cardinale. Quando gli obiettai che i tanti transessuali che venivano dal Sud del mondo, dal Brasile, si stavano indirizzando nelle comunità buddiste perché non trovavano più accoglienza nella mia, mi fu detto che non dovevo assolutamente continuare e che avrei dovuto sempre chiedere al citofono, alla persona che citofonava dalla strada, se era omosessuale o che altro, perché potevo far salire solo gli eterosessuali. Per ricevere gli altri sarei dovuto scendere al portone io.
    Un altro esempio. Quando dissi al mio cardinale: ma come Eminenza, lei mi sta infliggendo una pena perché io, vittima di abuso, avrei offeso la sensibilità del popolo di Dio e la sacralità del sacerdozio avendo dichiarato la mia sofferenza, e mons. ***, vescovo di ***, che ha due processi in corso per aver abusato, quando era vescovo, dei chierichetti, è stato spostato in Vaticano perché non affrontasse in pubblico questa situazione e nominato responsabile di due basiliche romane? Quando gli dissi questo, sai cosa mi rispose? “Don Stefano, questi sono fatti che non ci riguardano, e se tu hai qualcosa con mons. ***, ti dovrai rivolgere alla legge civile. Ma, ricordati, ne pagherai le conseguenze”. Detto dal mio cardinale, con tutto il potere che ha, questa è una minaccia.
    E in più devo chiedere giustizia a colui che mi accusa, il mio cardinale, perché nel sistema giudiziario ecclesiastico il vescovo è, in prima istanza, anche il giudice! Quello che mi ha stupito nel vedere quei cardinali a Roma, era proprio immaginare la somma ingiustizia di quando i padrini di mafia condividono il potere dei magistrati.
    Ruini mi aveva anche chiesto: ma come mai, don Stefano, soltanto a te vengono a raccontare queste storie di disagio sessuale? Eminenza, ma questo dovrebbe chiederselo lei. Ma non vede la fine che fa chi parla davanti a lei? Le vittime sono punite più che i carnefici. Mi ha preso i documenti che avevo in mano e me li ha tirati addosso e mi ha intimato: vai fuori!
    Dicevi all’inizio che hai perso stipendio e casa. Precisamente come è andata?
    Il Decreto che ha attivato il mio primo processo, quello relativo a “Sciuscià” (il secondo, relativo alla mia sospensione dallo stipendio, è in corso) è arrivato fino alla Segnatura Apostolica. Non si vince contro il cardinale Ruini, ma io non ho perso quella causa, cioè non mi fu inflitta una pena. Mi fu detto che era il massimo che potevo ottenere e che era la mia vittoria. Per cui fui invitato a trovare una via d’accordo e di riconciliazione. Accettai. Andai a parlare col cardinale, al quale dissi di essere disposto a firmare, come mi aveva in precedenza chiesto, una carta – purché non contenesse una ritrattazione della mia esperienza di sofferenza – in cui sottoscrivevo l’insegnamento del magistero come dimostrazione di ossequio religioso. Mi mandarono un testo di una pagina e mezzo con affermazioni circa la morale cattolica in materia di sessualità e omosessualità e circa il mio impegno a rinunciare a ulteriori ricorsi alla Segnatura Apostolica. Firmai e considerai quest’atto come il segno della pace ristabilita col mio pastore. Quattordici giorni dopo la mia firma e il mio impegno ad astenermi da ulteriori ricorsi, fui cacciato da qui, con la motivazione ufficiale che non avendo un incarico diocesano non potevo rimanere in questa casa che è annessa a luogo sacro, ma in realtà perché dicevano che io qui convivevo con un transessuale. Ed è assolutamente falso. Mi davano 15 giorni di tempo per trasferirmi. Cosa impossibile. E d’altronde io gli chiedevo la restituzione dei 30 milioni che avevo investito nell’appartamento. Allo scadere dei 15 giorni mi arrivò il Decreto che diceva: siccome non hai ottemperato a questa richiesta, noi consideriamo questo un rifiuto da parte tua del nuovo incarico pastorale che ti abbiamo dato.
    Ma, insomma, lo avevi o non lo avevi l’incarico per l’attività pastorale?
    La cosa è complicata. Spiego. Io non ho una sospensione a divinis, per cui, per togliermi da qui, perché comunque volevano allontanarmi, erano tenuti a darmi un ufficio pastorale altrove. Mi hanno fatto cappellano di un Istituto per anziani fantomatico (perché non ci sta per ora neanche un anziano). E mi hanno dato come abitazione un miniappartamento, che è un retrobottega, al Torrino. E che io ho rifiutato, perché è un posto invivibile e io volevo indietro i miei 30 milioni. Questo retrobottega non ha nessun collegamento con l’Istituto, non era abbinato ad un centro religioso, cosa che mi avrebbe costretto ad accettare. Loro hanno presentato la cosa in questo modo: la rinuncia alla casa corrisponde alla disobbedienza all’ufficio. E rinunciando io all’ufficio, mi sospendevano lo stipendio. Cosa che mi hanno comunicato il 19 marzo scorso. Per cui ho iniziato un secondo processo, in cui si riprende tutto il mio caso per dimostrare che c’è stato un accanimento, che sono stato gabbato, che continua la persecuzione.
    Continui a dire messa?
    Io posso continuare a dire messa, non essendo, come dicevo, sospeso, ma non nella mia comunità. Mi era stata data una cappella dove dire messa, annessa all’Istituto per anziani. Ma il rettore di questa cappella non voleva che celebrassi ed è andato dal cardinale a dirgli che non voleva avere a che fare con me. E quando andai a concordare l’orario, questo cappellano non mi permise di celebrare.
    Temevi di perdere stipendio e casa. Oggi che li hai persi, cosa temi, rilasciando queste tue dichiarazioni?
    Temo che possano influire negativamente sui miei concorsi universitari. Per il resto, mi sento praticamente liberato: ormai che altro posso perdere? Ma c’è una cosa che non devono permettersi di togliermi: il sacerdozio. Sono un sacerdote e voglio esserlo.

  10. per wildgreta

    ci sono arresti e arresti, in italia, oppure illuminami forse vivo in un’altra nazione, ci sono cittadini si serie A e cittadini di serie B, sanità di serie A e sanità di serie B, ovviamente giustizia di serie A e giustizia di serie B.

    Il sensazionalismo fà sempre notizia è una pratica comune, non solo in italia ovviamente, i riscontri di cui parli vanno verificati e accertati, a volte fà comodo arrestare una persona , più difficile a posteriori chiederlgi scusa , in italia è impossibile, vedi esempi eccellenti citati in un altro post.

    Quello che dico io è aspettiamo che la magistratura faccia le sue indagini dia corso alle solite imbarazzanti lungaggini, intanto una persona che si presume fino a prova contraria innocente è in galera, perchè non la si lascia a casa agli arresti domiciliari se si sospetta così fortemente di coinvolgimenti su queste cose, perchè deve stare in prigione e subire un trattamento del genere, questo mi chiedo.

    Poi se permetti fino a prova contraria visto che lo conosco e lo stimo lo difenderò fino alla morte Ruggiero, faresti la stessa cosa con una persona che conosci di cui ti fidi e che ha rappresentato qualcosa per tè

    Mi danno molto fastidio i giudizi a priori a prescindere da qualsiasi cosa.

  11. Io non ho condananto, auspico solo la pari dignità di chi si dichiara vittima e di coloro che difendono don Ruggero. La stessa domanda sulla necessità del carcere che ti poni tu, se la stanno ponendo anche i familiari di Ottaviano del Turco e di tante altre persone che ora stanno subendo il carcere preventivo. Ma questa è la legge e la richiesta dei domiciliari è stata respinta sia per don Ruggero, che per Del Turco. Con chi dobbiamo prendercela? Con i blog? Con i giornali? Conosciamo noi gli elementi su cui si è basato il rigetto del ricorso presentato dai difensori al tribunale del Riesame? No. E allora, non possiamo giudicarne la decisione. Comunque, oggi è stato approvato il DDL sicurezza e, d’ora in poi, per i reati più gravi, fra cui la violenza sessuale e la pedofilia, non sarà più un’attenuante essere incensurati e il carcere preventivo si potrà disporre più frequentemente, in relazione alla gravità del reato ipotizzato. Riguardo i supposti errori giudiziari citati in un altro post, non so a quali ti riferisca. Ma posso dirti, trattando spesso questi casi, che stranamente, quando c’è una condanna per una persona irreprensibile molti parlano di errore, se c’è un’assoluzione, si dice che la giustizia ha fatto il suo dovere. Come vedi, i giudizi sono sempre molto personali. Io cerco di mantenermi in una posizione neutra, ma non sarò mai dalla parte di chi getta discredito sulle vittime, accertate o presunte che siano. E non condannerò mai qualcuno prima di un processo. Pubblicare degli articoli o delle testimonianze, non significa condannare ma informare.Per concludere, vorrei rivolgerti la stessa domanda che hai fatto a me, rovesciandola:”Se tuo figlio, un giorno ti raccontasse di essere stato abusato da un prete, come la prenderesti?”

  12. Ma chi risarcirà Don Ruggero di tutte queste sofferenze, quando la verità verrà a galla?

    Queste parole sono prese dal vangeli di Matteo 5, 38-39, dove Gesù dice: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente, ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgi anche l’altra”.

    Essendo uomo di chiesa Don Conti conosce a menadito il Vangelo e nel caso risultasse innocente “porgerà l’altra guancia” e perdonerà!!

    Ma, nel caso contrario, chi risarcirà le vittime?? pensate davvero che quei soldoni che nominate tanto serviranno a ridare la vita rubata alle vittime??

    Se vi riesce ed avete fegato da vendere, parlate con una vittima di pedofilia e poi dopo capirete che quella sofferenza non verrà mai risarcita…. se siete riusciti ad ascoltare con il cuore!

    IO L’HO FATTO.

  13. Parli prorpio tu di pari dignità , accidenti che coraggio, in pratica un processo già scritto è stato fatto su questo blog e il colpevole è lì davanti ai nostri occhi, facile troppo facile così.

    Inoltre te la sei proprio presa per l’osservazione sui blog cara Wildgreta. io diffido per definizione dei Blog, sono qui per far valere le mie ragioni del cuore.

    Non fare domande provocatorie non è il caso e soprattutto non è il luogo.

    Qui fino a prova contraria si espimono opinioni nessuno è depositario del sapere universale.

    Rimane il partito di quelli che lo conoscono e lo stimano e rimane l’altra faccia della medaglia di quelli che lo condannano , per il momento va bene così, se sarà innocente come i fatti dimostreranno qualcuno verrà a chiedere il conto.

  14. @ gauchogoal:
    …è curioso come parli col cuore mentre rovisti nelle tasche!!!…forse è vero, non sei italiano!!!…certo che esiste la legge di seria A e serie B!!!…conosci riina? bene, in un processo di mafia fu assolto …suo figlio libero per decorrenza…etc etc….provenzano a un certo punto lo davano per morto solo perchè non usava il telefono!!!…devo continuare???…ci sono diverse decine di bambini che sono stati coraggiosissimi nel denunciare gli abusi subiti dall’orco invisibile e pochi li hanno creduti….bambini che soffrono anche grazie a persone come te pronte a sbandierare la presunzione d’innocenza solo perchè il don ti portava al campetto a giocherellare…ASSURDO!!!…allarga gli orizzonti…non molto tempo fa un “tale” allarmava la società dicendo che tutti gli italiani corrono il rischio di essere accusati ingiustamente di pedoflia…condivido quel pensiero solo quando si prenderà coscienza che altrettanti italiani corrono il rischio di essere abusati se non informiamo in che società perversa ci ritroviamo grazie anche al tuo pensiero!!!…il blog è un mezzo di informazione più valido di quello che tu possa immaginare!!!…ti saluto e lascia stare i conti…quelli non servono a nessuno!!!

  15. per wildgreta
    proverò a procedere per punti. 1- Sulla questione di scrivere cose insensate, sai, ognuno ha la sensibilità ed il livello intellettivo e d’istruzione che il buon Dio ha dato alla nascita e che si è coltivato negli anni. Mi scuso di non essere alla tua altezza e a quella dei frequentatori di questo blog. Ribadisco, sono un povero Cristo che cerca di ragionare di fronte a ciò che accade tutti i giorni;
    2- Informo che l’articolo in questione è in rete e, mannaggia, è arrivato anche qui al nord. L’ho letto, l’ha scritto un maschio (Marino Bisso), non una donna. Certo, chiedo scusa se, avendo il quoziente intellettivo che mi ritrovo, l’ho compreso come ho potuto;
    3- Mi chiedevo, sai, io che non penso cose sensate, cosa pensa l’Ordine dei Giornalisti circa l’utilizzo dei blog come fonte d’informazione per gli iscritti, che poi sono tenuti ad essere responsabili di ciò che comunicano ai lettori (si chiama deontologia professionale)? O forse mi sbaglio, i blog sono registrati all’Ordine, sono perciò diretti da giornalisti iscritti e paganti la tassa al suddetto Ordine?
    4- Caspita! Ma no? Anche tu, come me, insensato, sostieni che i giornalisti sono furbacchioni e pubblicano frescacce? Ma se capita anche a loro di raccontare fandonie, perchè di sicuro, invece, ciò che affermano su don Ruggero è oro colato?
    5- A titolo di curiosità potresti, per favore, illustrarmi quali delle cose che ho detto sarebbero inesatte, a parte la notizia della prima sentenza del caso di Torino che ho trattato in due tempi e corretto, leggendomi le sentenze di entrambi i livelli di giudizio?
    6- In un altro celebre processo il magistrato, guardando l’imputato, gli chiese, a bruciapelo “la Verità..ma cos’è la Verità?”. Già, wildgreta, la Verità: cosa ci puoi dire di lei?

  16. Per ayeyebrazo
    Ero convinta che fossi una donna, solo ora mi sono accorta che usi il maschile.Se hai letto l’articolo, allora perchè non avevi notato che diceva qualcosa in più di quanto scritto sul blog?

    Per Spunz
    Bentornato.

    Per gauchogoal
    Il blog ti dà la possibilità di esprimere le tue ragioni col cuore, di trasmettere ad altri il tuo pensiero. Qui non si è fatto alcun processo. Qui hanno scambiato opinioni delle persone. Io non ho alcuna opinione su don Ruggero e ho solo cercato di mantenere il dialogo su di un livello civile, cercando magari di offrire altri spunti di riflessione. Devo notare, che a nessuna delle domande che ho posto in vari interventi, a coloro che conoscono e difendono come è lecito don Ruggero, mi è stato risposto.E allora non capisco più. Chi è che sarebbe pronto a crocifiggere, a giudicare, a fare processi? Chi si dichiara vittima si assume responsabilità enormi di fronte agli uomini e alla legge. Per questo va rispettato. Ripetere concetti vuoti e frasi fatte sui mostri in prima pagina e la caccia alle streghe protetti dall’anonimato, costa molto meno. Io rispetto tutte e due le categorie di persone, ma vorrei che tutti voi faceste altrettanto.

  17. per wildgreta
    Il giornalista di Repubblica è un furbone di tre cotte. Sai come ha costruito il suo pezzo? Ha fatto un mix di articoli fin qui pubblicati dalla stampa: le denunce, il garante di Alemanno… Perciò non ha scritto nulla che non era già stato letto, poi ha pescato a man bassa, invece, dall’intervento del blog, senza nemmeno citare la fonte. Scorretto sia nei confronti dei suoi lettori, sia verso il blog che, appunto, per correttezza, andava citato. Le parole di don Ruggero che riporta sono le solite sul complotto. Ma come, possibile che nessuno abbia niente da riportare su di lui, come se non esistesse più sulla terra? Non so, potrebbero sentire il suo avvocato o i suoi famigliari. Niente: Ruggero sembra inghiottito dalle viscere della terra. Però ampio spazio viene dato all’accusa. La Carta dei doveri del Giornalista, codice deontologico professionale che si sono dati i giornalisti, sostiene, tra le altre cose, la presunzione d’innocenza di un imputato. Significa che, tecnicamente, un caso deve essere trattato dando uguale peso all’accusa e alla difesa. Niente di tutto ciò è stato fatto per don Ruggero, che è già stato dipinto dai quotidiani come sicuro colpevole. Inoltre, a ribadire la superficialità del cronista, c’è l’affermazione che Ruggero sia diventato sacerdote quando viveva a Legnano. Tutti sappiamo che è falso. Io l’articolo l’ho letto più che bene.
    P.S.: seguitando a citare Alemanno, tra l’altro, sembra che, più che a lettori, i giornalisti si rivolgano ad elettori. Come direbbe Funari, buon’anima: nun sarà che je rode..?

  18. Non so come mai gli avvocati di don Ruggero non rilascino dichiarazioni. Di solito gli avvocati della difesa lo fanno sempre. Qui gli avvocati tacciono anche dalla parte dell’accusa. Credo che abbiano scelto questa strategia per evitare di alimentare la stampa che, così, va in cerca di novità e ,quando le trova, si guarda bene dal citare la fonte, forse per evitare di fare pubblicità a qualcuno che è stato più “fortunato” di loro. Tattica scorretta e inutile, dal momento che WordPress, alcontrario delle altre piattaforme, non consente la pubblicità, e chi scrive non guadagna nulla.Riguardo ai giornalisti che dovrebbero dare spazio ad entrambe le parti, concordo.Il problema è che bisognerebbe sapere se l’altra parte è stata interpellata e non ha voluto rilasciare dichiarazioni o se non è stata interpellata affatto.

  19. per Spunz

    Don Ruggero ha sposato la maggior parte dei miei amici e battezzato i loro figli, non sparare cose a caso per fare sensazione non ha senso, se non conosci astieniti dal dire cazzate e dal provocare e dal giudicare, per questo c’è la magistratura e gli inquierenti. All’oratorio non si gioca solo a pallone o si và in campeggio, c’è dell’altro molto altro direi. Visti i temi trattati e i fatti sarebbe il caso di non dire cose del genere., buttano solo benzina sul fuoco.

    E’ proprio grazie al mio pensiero che ci troviamo in questa società, ma cosa stai dicendo, quale pensiero? Spiegamelo perchè non ho inteso, scusa magari sono un p’ò corto di comprendonio. Cosa c’entrano Provenzano e Riina, spiegami anche questo please.

    Sto solo dicendo che conosco la persona, ho esposto dei fatti delle esperienze personali, stiamo parlando di Don Ruggero Conti, almeno io, tu mi sa che stai farneticando.

    Se bisogna fare un contraddittorio facciamolo, ma dicendo cose sensate , non sparando nel mucchio e accusando mè e il mio pensiero non so di che cosa…spiegami perchè come dicevo non ho capito.
    Ultima cosa, di quali tasche parli? Anche qui non ho capito.
    Le mie ? Quelle della chiesa? BOH..!!!!

  20. @ gauchogoal
    …ti avevo consigliato di allargare gli orizzonti…ma tu continui a improsciuttarti gl’occhi….peccato!!!…continua a leggere questo blog potrebbe aiutarti a formarti ed informarti!!!…comunque le risposte le trovi nel nuovo post….

  21. per spunz

    indicami le rispote sapientone , non riesco a trovarle, oppure fai lo sforzo di scriverle qui sotto. Immagino che le medesime siano un trattato di filologia , illuminani perchè sono davvero curiso.

  22. Forse Spunz intendeva l’articolo sul prete di Torino indagato per pedofilia di cui ho messo un articolo in homepage.

  23. @ wildgreta
    …grazie anche da parte mia….sei un raggio di sole che illumina i curiosoni! :-))))

  24. per il n° 19 di wildgreta
    gli avvocati dell’accusa non hanno alcuna necessità di intervenire, in quanto ci pensa direttamente la procura, passando clamorosamente i verbali degli interrogatori fatti alle presunte vittime, da cui i giornalisti traggono i loro pezzi. Ricordo che non v’è ragione per cui siano pubblici dei documenti che invece la legge vigente secreta. Evidentemente certa magistratura se ne fa un baffo del segreto istruttorio e delle norme che lo riguardano. Mancando una legge che li richiama di fronte alla responsabilità civile delle loro azioni, costoro continuano ad agire sulla pelle delle persone, rimanendo impuniti.

  25. Non è esattamente così. In alcuni casi famosi a rilasciare continuamente dichiarazioni sono stati gli avvocati della difesa.Non solo, gli stessi hanno convocato i giornalisti nel loro studio, per mostrargli tutti gli atti in loro possesso. Io conosco un caso in cui so per certo che sia successo esattamente questo. Non so quanti siano nel totale. Ma le famose fughe di notizie non si possiamo dire se abbiano come autori i magistrati. Tieni pesente che nella fase iniziale di un caso giudiziario, ad avere gli atti sono la procura e la difesa, poi in un secondo tempo, una parte può averli anche la parte civile. Se hai sentito parlare dello scandalo della Curia Fiorentina, avrai letto che la procura condannava la fuga di notizia a metà indagine, in quanto non avrebbe permesse di acquisire altre prove importanti. In quel caso, secondo te, chi avrebbe avuto interesse a diffondere delle notizie?

  26. Grazie dell’informazione, mi era sfuggito. Forse qualcuno ha letto le critiche che erano state fatte a Repubblica da alcuni utenti per non aver nominato questo blog. Comunque, eviterò di fare un titolo tipo,”Nominati su Repubblica” e pubblicherò semplicemente l’articolo.
    Grazie ancora, Wildgreta

  27. Ho letto piu’ volte le news sul caso Don Ruggero, ed ora vorrei dire la mia.
    Sono cresciuto in parrocchia con Don Ruggero,mi è venuto a riprendere a scuola piu’ volte,data l’impossibilità dei miei genitori che lavoravano tutto il giorno, ho fatto svariati campi estivi con l’oratorio della BVM Immacolata della giustiniana,mi ha aiutato quando avevo bisogno di soldi, e mi prometteva regali. Conosco Ruggero da piu di 15 anni ho sempre notato in lui qualcosa di strano, tra bambini si parlava gia di questo fatto, delle sue attenzioni verso noi bambini, tanto che ci prendevamo in giro ,l’uno con l’altro su chi fosse preda del prete, soprattuto nei campi estivi da lui organizzati. Si metteva i ragazzi sulle gambe, e accarezzava, coccolava, baciava, facendomi arrivare a pensare che avesse un debole per i bambini, ma questo era solo un pensiero di un allora 12enne, anche io ho ricevuto baci sulle guancie, con un a mio avviso, qualcosa di piu che un semplice affetto paterno.Oggi ho 27 anni e ripensando attentamente al passato,con tutti questi capi di accusa, testimonianze,prove saltate fuori dal monitoraggio del pc(mi spegate un prete cosa cazzo fa su un sito pornografico per bambini? scusate il linguaggio scurrile), sms (Mi manchi.. ), credo che in tutto questo ci sia piu’ che un fondo di verità, e che Ruggero abbia un problema serio con la sua sessualità, e a questo punto sia dannoso per la comunità. Spero si faccia chiarezza su questa vicenda il prima possibile.

    Scrivo questo post ha nome di tutti coloro che sanno, e si vergognano a parlare in merito a questa vicenda, e conoscono bene il soggetto in questione, parlo di tutti coloro che da bambini frequentavano i suoi campi estivi e come me parlavano,parlavano,parlavano……
    In tutto questo non ho letto dichiarazioni da parte di Don A. F. l’allora parroco della chiesa B.V.M. Immacolata suo noto amico e collega chi piu’ di lui conosce il prete in questione?

  28. Grazie per aver lasciato la tua testimonianza che mi sembra importante e aggiunge qualcosa alle informazioni già rese pubbliche, sia sulla stampa che su questo blog.

  29. basta! confesso, non posso più mentire e menare il can per l’aia: io, ayeye brazo, sono pedofilo. Più volte sono passato a scuola a prendere i figli di amici, li ho sedotti comprando loro gelati ed altre prelibatezze. Sono stato DA SOLO con loro in casa mentre i genitori erano fuori per impegni o altro. Li ho consolati, accarezzati, baciati sulle guance quando ne avevano bisogno, li ho tenuti sulle ginocchia…Insomma, sono un vero delinquente, ma furbo, poichè nessuno ha mai messo in dubbio le mie intenzioni nel riservare loro tali attenzioni. Non sono stato plateale come Ruggero, del resto io volevo tenere nascoste le mie malsane intenzioni, non volevo che nemmeno si intuissero lontanamente. Infatti nessuno se n’è accorto e ha mai dubitato di me, alcuni pensano che sia addirittura un po’ Erode. Anzi, per rendermi più credibile, ogni tanto scrivo su blog che trattano della pedofilia e inveisco contro i pedofili. Al culmine della mia furbizia, ho deciso che ne aprirò uno tutto mio. Non sono ingenuo come il mio amico Ruggero, io. So intorbidire le acque e confondere.
    P.S.: voglio solo dire, con questo, che, visto con occhi maliziosi, esattamente quelli che possono avere ragazzini preadolescenti, ogni rapporto adulto/ragazzino può essere interpretato malamente. “Omnia munda mundis”, affermava Manzoni. Tutto è puro per chi è puro a sua volta. Al contrario, ne discende che tutto è malizioso per chi lo è. Da parte mia ringrazio il cielo che i miei amici e i loro figli appartengono alla schiera delle persone equilibrate e non mi abbiano denunciato, altrimenti, a quest’ora, terrei la mia corrispondenza direttamente dalla galera.

    Mi permetto di aggiungere a Mariottide che se non fosse stato per Ruggero, stando alle sue parole, a quest’ora sarebbe ancora fuori dalla scuola ad aspettare che qualcuno lo vada a prendere e neanche avrebbe potuto condividere la gioia delle vacanze con gli amici. A 12 anni se ad un ragazzino non piace stare con un adulto, per qualunque banale motivo, semplicemente, non ci sta. Non esiste nessuno al mondo che riesca a costringerlo a trascorrere del tempo insieme. Ancora una volta: fai del bene alla gente e ti ritrovi col solito pugno di mosche in mano..

  30. per wildgreta. Non dimentichiamoci di don Ruggero Conti solo perché i giornali non ne parlano più.
    Ad oggi vi è un cittadino non dichiarato colpevole, quindi innocente, che ha passato tutta l’estate in isolamento in carcere. Mi interessa sapere come valutano questo fatto tutti quelli che hanno scritto sul blog.

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