Pedofilia, don Ruggero Conti: sarebbero 9 gli episodi di abuso a Roma, ma si scava nel passato

PEDOFILIA/ PRETE ARRESTATO, RAGAZZO: PORTAI UNA LETTERA AL VESCOVO DI ROMA
Un’altro ragazzo: anni fa anche murales denunciarono abusi

Roma, 19 lug. (Apcom) – “La mia ragazza mi fece fare una lettera: portala al vescovo, mi disse, in modo che poi ci pensano loro; l’ho fatto, ma non accadde nulla”. Così spiega uno dei ragazzi che sarebbe stato oggetto delle attenzioni morbose di don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato per l’accusa di violenza sessuale, e per cui il riesame, oggi, ha confermato la detenzione in carcere.

Il ragazzo, sentito nelle scorse settimane dal pm Francesco Scavo, riferisce di aver scritto la lettera un anno fa, d’estate, al rientro dalle vacanze, e di averla consegnata direttamente all’alto prelato. Sulla cui identità, però, non è sicuro. “Ho preso il motorino e gliel’ho portata. La prima volta c’era il segretario, diciamo, e non mi fidavo a dargliela in mano la lettera, e ci sono ritornato. Gli ho detto ‘Mi fissi un appuntamento quando ci posso andare di persona, a quattr’occhi, e gliela do in mano. Quando lui mi ha ricevuto l’ha letta. Mi ha detto che quelle sono accuse pesanti. ‘Sei sicuro veramente di quello che è scritto qui nella lettera?’ ha chiesto. Gli ho detto sono sicuro sì”. Il sacerdote ha risposto, secondo la ricostruzione offerta dal giovane, ‘Va bene, poi ti faremo sapere noi”.

Dopo un paio di mesi, il ragazzo sarebbe stato richiamato. “C’era il segretario e mi ha detto ‘Qui la situazione è diventata pesante, dobbiamo procedere con le autorità’“. Dopo un po’ di tempo però il giovane è deluso, visto che non vengono presi provvedimenti. Un altro ragazzo poi riferisce che di pedofilia legata alla parrocchia della Natività si era già parlato in passato: “Un po’ come eco. Praticamente su alcuni muri della nostra parrocchia, chissà perché è apparsa la scritta ‘pedofilo’, circa tre o quattro anni fa. Alcuni murales. Poi sono spariti magicamente, nel senso che una settimana dopo che c’erano queste scritte, non c’erano più. Voci di una presunta pedofilia, che anche un altro ragazzo racconta ‘giravanoì: sapevamo – ha raccontato a chi indaga – che c’erano state tipo delle cose quando lui stava alla Giustiniana (alla parrocchia della Beata Vergine Immacolata, ndr) però erano tutte voci”.

“Don Ruggero era persona affabile e carismatica”

Roma, 19 lug. (Apcom) – “Io tuttora credo, credo a Gesù Cristo e tutto quanto, però dei preti non ne voglio sapere niente. Questo pareva buono. Questo pareva il top! E allora se questo è così, pensa gli altri”. E’ un racconto drammatico quello offerto da un un altro dei giovani che sarebbe stato oggetto delle attenzioni di don Ruggero Conti, 55 anni, già parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima.Stando a quanto accertato dagli investigatori sarebbero sette al momento gli episodi di abuso ai danni di minori che frequentavano la parrocchia della Natività, mentre altri due risulterebbero avvenuti nei confronti di ragazzi della chiesa Beata Vergine Immacolata, nella zona della Giustiniana, dove Conti era stato in precedenza. Ma in seguito agli ultimi accertamenti starebbero emergendo ulteriori casi, alcuni dei quali avvenuti più di dieci anni fa e non a Roma.

Il sentimento di malcontento nei confronti della chiesa è comune tra la maggior parte dei ragazzi che avrebbero subito gli abusi: “Quello che è successo m’ha staccato radicalmente dalla chiesa”, afferma anche un altro. “Io ho perso totalmente fiducia nel corpo clericale e ho deciso di parlare con Dio da me stesso“, racconta un terzo giovane”. E più avanti aggiunge: “Ed inoltre – dice rivolgendosi al pm – se lei è cristiano sa che non frequentare la messa settimanale è una sofferenza unica. Immagini io a stare dieci senza la comunione, senza stare in pace con me stesso, senza una confessione di niente”.

Il giudizio di don Ruggero, offerto da un altro giovane, è chiaro. Per qualcuno è “Un tipo molto carismatico e sensibile, uno di cui fidarsi“. Per un altro il sacerdote “era con tutti quanti una persona affabile, si ricordava subito i nomi di tutti quanti“. Ma anche una persona che “ti metteva subito a tuo agio, come se fosse una persona che conoscevi da tanto tempo”.

Nonostante il sacerdote avesse questo carattere, i ragazzi raccontano che prestava loro particolari ‘attenzioni’. Ciò sarebbe avvenuto al termine della visione di film nella casa del sacerdote o durante i campi estivi: mentre i ragazzi dormivano nelle camerate con letti a castello, don Ruggero, incurante della presenza degli altri e aiutato dal buio, avrebbe toccato e accarezzato alcuni piccoli ospiti, ad alcuni quali faceva anche diversi regali. In alcuni casi anche il rito della confessione non avrebbe seguito la prassi prevista: “La prima domanda della confessione, dove poi si svolgeva tutta la predica, era ‘ti masturbi?’, riferisce un ragazzo.

Un altro spiega che il sacerdote l’avrebbe attirato nella sua dimora, all’interno della canonica, dietro la promessa di soldi, cd, dvd, capi d’abbigliamento. Poi, però la scelta, di raccontare la loro verità su quanto accaduto negli anni passati: “Se fossi stato solo io colpito da questa persona, da buon cristiano avrei anche perdonato – racconta – ma visto che non sono solo io, lo faccio per tutti i bambini che stanno lì o si avvicineranno a stare lì con lui. Se vuole sapere il motivo per cui io sto qua, è perché io voglio la vera giustizia: quella divina. Lo so che lei purtroppo i miracoli non ne fa, però – dice il ragazzo rivolgendosi al pm Scavo – Non lo so, cercate, provate; i miracoli non stanno lì, stanno qua, da quanto mi è stato insegnato, perché lì c’è la giustizia, ma qua ci stanno i miracoli, e li fanno le persone”.

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One thought on “Pedofilia, don Ruggero Conti: sarebbero 9 gli episodi di abuso a Roma, ma si scava nel passato

  1. forse bisognerebbe fare un passo indietro. bisognerebbe tornare nella legnano di tanti anni fa, tra la fine degli anni settanta e la metà degli anni ottanta. bisognerebbe chiedere a tanti ragazzini che come me hanno subito le avances dell’allora educatore Ruggero Conti. A Legnano si sapeva delle inclinazioni del buon Ruggero. delle sue lezioni particolari di educazione sessuale alle scuole medie Bonvesin della Riva. si diceva…si mormorava. Si faceva finta di niente per paura di fare qualcosa. Per tanti anni – dopo quello che ho subito – ho pensato che avrei dovuto fare qualcosa. ho sempre pensato che quello che ha fatto a me avrebbe potuto continuare impunemente a fare con tanti altri. non ho mai avuto il coraggio, la forza, la volontà, forse sottovalutando il problema. adesso è stato scoperchiato il vaso di pandora. allora – mi dico – posso fare ancora qualcosa. possiamo fare qualcosa. io farò quello che avrei dovuto fare tanti anni fa. andrò a denunciare il fatto se pur in modo tardivo. mi prenderò la mia parte di responsabilità. spero lo facciano tanti altri. mi ricordo ancora le facce e i nomi; paolo, mauro, gigi. mi ricordo anche chi per tutti quegli anni – pur sapendo – ha coperto con il silenzio: Don Giacomo. Ai magistrati dirò anche il cognome. Adesso ha un ruolo importante in vaticano. lui ha sempre saputo e l’unica cosa che ha saputo fare è stata di prendere le distanze. adesso è arrivato il momento di dire la verità. dico bene Don?

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