Salerno, indagato il vescovo. Sequestrata ex colonia San Giuseppe

Mons. Pierro invia una lettera ai fedeli: «Sono nato povero e così voglio morire»

SALERNO Fiamme Gialle in arcivescovado a Salerno. È stata sequestrata dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza l’ex colonia San Giuseppe della Curia trasformata negli anni passati in un albergo. Il provvedimento è stato disposto dal sostituto procuratore di Salerno, Roberto Penna. 

Dodici le persone, a vario titolo, indagate. Nell’elenco anche l’arcivescovo di Salerno, Gerardo Pierro, e l’amministratore dell’ex Colonia San Giuseppe, don Comincio Lanzara.
Il sequestro è avvenuto nell’ambito di un’inchiesta sulla trasformazione dell’edificio, che si trova al lungomare Allende. Il complesso, che ha un valore stimato di 10 milioni di euro, è composto da 40 stanze, un salone, una cucina e una piscina. I reati ipotizzati sono quelli di truffa aggravata ai danni dello Stato, abusivismo edilizio e falso.
L’inchiesta che ieri ha portato al sequestro dell’ex colonia San Giuseppe nasce a seguito dell’esposto presentato in Vaticano, e per conoscenza alla Procura della Repubblica, da un ex componente dell’Istituto sostentamento del clero. L’attenzione degli inquirenti si è appuntata sulla trasformazione dell’ex Colonia San Giuseppe per la quale la Regione ha pure stanziato dei finanziamenti. La Colonia San Giuseppe è un bene di proprietà della Curia mentre la gestione della struttura è stata affidata ad una associazione Onlus. Nei giorni scorsi, mons. Pierro, che prima di giungere a Salerno ha guidato le diocesi di Avellino e Tursi-Lagonegro, ha diffuso una lettera ai fedeli protestando la regolarità del suo operato: «Sono nato povero e desidero morire povero» ha scritto il vescovo.
«L’iter amministrativo che ha portato all’attuale struttura è regolare, nel tempo, sono mutate la destinazione d’uso del Villaggio e le finalità filantropiche e assistenziali, che ispirarono i fondatori dell’opera» ha replicato la Curia di Salerno precisando che la struttura non era un «albergo a 5 stelle, ma una casa per ferie che privilegia i giovani, i gruppi, le associazioni e i movimenti che vengono in città e non possono permettersi il lusso di usufruire dei servizi che troverebbero sia nella costiera amalfitana, sia in quella cilentana, ma a prezzi elevati. La struttura è affiliata al Centro di Turismo giovanile e i costi sono di 38 euro al giorno in pensione completa. Per i disabili l’accesso è gratuito».
Non è la prima volta che il vescovo Pierro, 73 anni, è indagato dalla procura di Salerno. Sei anni fa, il prelato fu iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di appropriazione indebita. Ma dopo alcuni mesi di indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dall’allora procuratore aggiunto, Michelangelo Russo, la posizione del vescovo venne archiviata.

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