Genitori drogati e bimbi abusati:”Siamo innocenti, accuse assurde”

Si difendono l’imprenditore e la compagna finiti sotto inchiesta per violenza sessuale dopo la denuncia di due coppie. Nei prossimi giorni verranno ascoltate le presunte vittime, un ragazzino di 12 anni e una bimba di 4

Bologna, 14 luglio 2008 – «Siamo innocenti, non abbiamo mai sfiorato neppure con un dito quei bambini. Le accuse contro di noi sono assurde». Si difendono con forza l’imprenditore e la compagna finiti sotto inchiesta per violenza sessuale dopo la denuncia di due coppie di genitori, che accusano i due di averli drogati per poi abusare dei loro bambini di 12 e 4 anni.
L’inchiesta è condotta dal pm Giuseppe Di Giorgio e dalla polizia, che mantengono sulla delicata vicenda il più stretto riserbo. L’uomo, 54 anni, con qualche precedente alle spalle, e la compagna, 36, gestiscono un’azienda nella prima provincia e, secondo le accuse, avrebbero invitato a cena, separatamente, le due coppie, con le quali erano in rapporti di amicizia per via del lavoro, per poi stordirle con sostanze disciolte nelle bevande. Dopodiché, sempre secondo la denuncia dei genitori, avrebbero portato in camera e molestato pesantemente i due bambini, un maschio di 12 anni e una femmina di 4. Il tutto fotografando e filmando gli abusi.

I fatti risalirebbero a marzo, ma i genitori hanno sporto denuncia alcune settimane dopo, facendo così partire le indagini. Il loro racconto è tanto agghiacciante da sfiorare quasi l’incredibile. Gli inquirenti stanno procedendo con la massima cautela.
La difesa degli indagati è netta e ferma nel respingere addebiti così gravi e infamanti: «Ad esito del colloquio con i miei clienti – spiega l’avvocato Fausto Bruzzese, che assiste l’imprenditore e la compagna -, posso rappresentare la loro assoluta estraneità rispetto alle accuse e la volontà di collaborare prontamente con l’autorità inquirente, nella quale ripongono incondizionata fiducia, per palesare l’inconsistenza e la strumentalità delle accuse».

Per il legale e i suoi clienti, una accusa tanto grave quanto infondata potrebbe causare danni irreparabili, da molti punti di vista: «Ovviamente – aggiunge l’avvocato Bruzzese -, la preoccupazione più grande è che la diffusione mediatica della grave calunnia subita possa danneggiare il buon nome dell’azienda e la serenità dei tanti che per essa lavorano. In tal senso i miei assistiti confidano nella professionalità della stampa che, finora, ha posto grande cautela nell’avvicinarsi ad un racconto cosi balzano da poter ingenerare sospetto sull’attendibilità dei dichiaranti anche nel più ingenuo dei lettori».

Dunque, secondo gli interessati, quelle accuse proprio non stanno in piedi. E, per dimostrarlo, sono pronti a farsi interrogare anche subito dal pubblico ministero. Il quale, nei prossimi giorni, probabilmente sentirà le due presunte vittime degli abusi in audizioni protette, vista la loro età, alla presenza di psicologi.
Allo stato, infatti, c’è ‘solo’ il racconto di genitori e figli ad accusare gli indagati. Gli altri accertamenti messi in atto dalla polizia nelle scorse settimane, non avrebbero di fatto portato a risultati degni di nota. Una decina di giorni fa, inoltre, è scattato il blitz degli investigatori nell’azienda della coppia: è stata eseguita una perquisizione a tappeto e, alla fine, sono stati sequestrati computer, cd rom e altre apparecchiature. Ora dovranno essere esaminati con grande attenzione, alla ricerca delle immagini pedopornografiche e di qualsiasi altro elemento utile.

Come detto, le due famiglie che hanno sporto denuncia avevano conosciuto l’imprenditore e la compagna per motivi di lavoro. Erano infatti loro fornitori e, in una fase successiva, erano diventati anche soci. Erano così nati rapporti sempre più stretti, che si sarebbero però deteriorati a causa di alcuni affari andati male che avrebbero lasciato alcune posizioni debitorie in sospeso.
Un aspetto, quello dei rapporti economici fra tutti i protagonisti della brutta vicenda e dei relativi sentimenti di rivalsa, che viene inevitabilmente tenuto in considerazione dagli inquirenti.

di Gilberto Dondi Il Resto del Carlino

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