Pedofilia, don Ruggero Conti: per la rivista “I tempi” un caso inventato

Ecco l’articolo segnalato da ayeyebrazo. Devo dire che, sulla stessa rivista, ho trovato anche un articolo contro le leggi antipedofilia inglesi e  a favore dei provvedimenti presi da Maroni sui Rom. E poi un bell’articolo sui mostri creati dai giornali con l’immancabile menzione dei casi di abuso nelle scuole materne tuttora in corso. I giornalisti della rivista evitano accuratamente di dire che, anche laddove si siano avute assoluzioni, i bambini sono ancora in cura e le procure hanno tutte presentato ricorso in appello. Strano che, per il caso di Rignano Flaminio, il settimanale citi solo un’intervista all’avvocato di una delle maestre e se ne infischi degli incidenti probatori su 22 bambini che testimoniano orrori di rara portata. Insomma, se quanto si legge sulla “pregevole” rivista fosse vero, la pedofilia non sarebbe la piaga che impegna i governi e le polizie di tutto il mondo e le famiglie potrebbero dormire sonni tranquilli, visto che gli orchi sarebbero solo frutto della fantasia malata di qualche genitore o di errori giudiziari. L’articolo su don Ruggero Conti, poi, è un concentrato di elogi al parroco di Selva Candida e un atto di accusa contro don Claudio, dipinto come un mostro. E gli inquirenti? Una banda di incompetenti. Visto l’animata discussione che si è aperta su quesro sito, ho pensato di fornire un elemento di riflessione in più pubblicando questo articolo fazioso e parziale, come faziosa e parziale sono tutti gli articoli che parlano di pedofilia su quella rivista.

Articolo da I tempi del 10 luglio 2008

Calunnie da prete
Non c’erano film porno a casa del religioso e il suo accusatore ha lo strano vizio di denunciare tutti i sacerdoti con cui lavoradi Fabio Cavallari
Roma
«Questo posto sino a dieci anni fa, sembrava dimenticato dagli uomini e da Dio, poi è arrivato don Ruggero e la borgata ha ripreso a vivere». Queste sono le prime frasi che si sentono giungendo a Roma nel rione di periferia che fa capo alla parrocchia della Natività di Santa Maria Santissima di via Selva Candida. A parlare sono i cittadini del luogo, capifamiglia, fedeli e mamme che da anni affidano i propri figli a Ruggero Conti, sacerdote ed educatore di Legnano trasferitosi nella Capitale agli inizi degli anni Novanta. Sembra uno tsunami quello che ha colto queste persone martedì primo luglio, quando le agenzie di stampa hanno iniziato a battere la notizia dell’arresto del sacerdote con l’infamante accusa di violenza sessuale continuata e aggravata. I titoli dei maggiori quotidiani italiani non hanno lasciato alcun margine al dubbio. Don Ruggero avrebbe approfittato del suo ruolo per adescare giovani adolescenti: pedofilia. Scuotono la testa le persone nelle vie del quartiere, sono frastornate quanto e più della Curia, che su queste faccende procede sempre con estrema cautela. Don Ruggero, come è stato scritto da più parti, è una figura riconosciuta in tutta la città, al punto che il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo aveva scelto in campagna elettorale, insieme ad altri otto esperti, quale garante per le politiche della periferia e della famiglia. Dieci anni di impegno sociale ed educativo, di attenzione e di cura nei confronti di moltissimi minori. Nella parrocchia di via Selva Candida, lo sconforto è totale, genitori, figli ed educatori si sono raccolti in un abbraccio attorno ai luoghi incriminati. Si tratta di un enorme centro realizzato nel giro di pochissimo tempo, proprio grazie a don Ruggero. «Qui non c’era nulla», raccontano a Tempi i parrocchiani. «Questa struttura è stata creata grazie a lui. Prima c’erano solo terra ed erba».
Nella parrocchia della Natività di Santa Maria Santissima sono da poco passate le tredici, il campo estivo è pieno zeppo di giovani. Qui nessuno ha il minimo dubbio sull’innocenza del vulcanico prete, tant’è che il numero di ragazzi che frequentano la parrocchia, dal giorno dell’arresto ad oggi, non è diminuito neppure di un’unità. Sono circa quattrocento i giovani che il centro ospita ogni giorno, dai bambini di quattro anni ai ragazzi di quindici anni, più un’infinità di animatori ed educatori. Il centro è un luogo d’incontro curato nei minimi dettagli e costruito a misura per i ragazzi. La struttura occupa circa 18 mila metri quadrati, due campi da calcetto, uno da pallavolo e basket, un teatro, sale conferenze, giardini ed il piccolo ricovero per sacerdoti anziani. Il fiore all’occhiello è una piscina che potrebbe far invidia a molti club turistici. La segretaria della parrocchia, la signora Claudia, madre anche lei di ragazzi che hanno frequentato il centro, non riesce a nascondere il groppo in gola. È provata per tutto quanto sta accadendo, quello che tutti qui si chiedono è perché gli hanno fatto questo. Padri e figli: sono questi i termini che più vengono ripetuti.
Alessandro diciotto anni, educatore e frequentatore del centro da quando era bambino, racconta a Tempi di un dolore profondo ma anche di una grande determinazione, figlia proprio di quel rapporto straordinario costruito con don Ruggero. È un fiume in piena quando gli si chiede di raccontare la sua esperienza: «Per noi, lui è un padre e tra di noi ci sentiamo tutti fratelli. I giornali hanno scritto che alcuni di noi dormivano nello stesso luogo con lui. Certo, lo confermo e anzi vi dico che io sono stato per centocinquanta giorni insieme a lui ed altri ragazzi, per noi era una gioia condividere le giornate. Facevamo a gara per star più possibile tutti assieme. Non abbiamo mai sentito voci strane o illazioni. Una grande famiglia, ecco cosa siamo».
Francesco, sedici anni, racconta dei tanti campi estivi in montagna, dei viaggi in Germania e a Toronto. Narra di un clima di fratellanza e del grande carisma di don Ruggero. Nel tono della sua voce l’indignazione per le accuse infamanti che addolorano ma non mettono in dubbio nulla. Le testimonianze di affetto e di solidarietà sono infinite. Per rendersi conto delle indecenze scritte a sproposito, basterebbe farsi un giro tra questi ragazzi, ascoltare la voce di chi, con il prete oggi accusato di pedofilia, ha trascorso giorni, mesi, anni e progetti in comune. Ne è una testimonianza il signor Igino, geometra come don Ruggero, che per anni ha collaborato con lui per creare questo centro: «È malvagità gratuita quella scatenatasi contro di lui, colpisce tutti noi. Io non metto una mano sul fuoco, metto tutto me stesso». Ragazzi e adulti sono sdegnati. Quando la sorella di don Ruggero Conti, Marinella, arriva in parrocchia con il marito, è un delicato assalto per chiedere ragguagli sulla situazione. Sono appena tornati dal carcere di Regina Coeli, hanno trovato un uomo provato, incredulo al cospetto delle accuse. «Sta male», racconta a Tempi Marinella. «I primi quattro giorni di detenzione sono stati durissimi, è stato senza le sue medicine ed è estremamente affranto per i motivi del suo arresto. Non si dà pace per queste accuse e non riesce a spiegarsi, come del resto tutti noi, il motivo di tanta cattiveria nei suoi confronti».
Molti parrocchiani si sono offerti di ospitare la sorella di don Ruggero, che abita a Legnano, nelle proprie case, per testimoniarle affetto e solidarietà, ma lei e il marito hanno preferito rimanere nella casa del fratello, con orgoglio e determinazione. Ed è proprio il cognato di don Ruggero a non reggere all’emozione quando due bambine, di non più di dieci anni, gli danno una lettera con la preghiera di farla avere al loro parroco. Sono parole semplici, cariche di amore, quell’amore che esiste nel rapporto filiale, tra un padre ed un figlio. È vero dicono molti genitori, don Ruggero ama i bambini, certo! Come figli, fratelli, amici. «Tu per noi sei un secondo padre», scrivono le bimbe. E ancora: «Stai tranquillo nessuno crede alle cattiverie che hanno raccontato nei tuoi confronti. Tu per noi sei un fratello maggiore, il miglior amico al quale si raccontano gioie e dolori. Ti vogliamo un mondo di bene e ti saremo sempre vicini. Non ti abbandoneremo mai».Calunnie da prete
di Fabio Cavallari
Le inesattezze dell’inchiesta
Le attestazioni di stima nei confronti di don Ruggero non si contano, si potrebbe scrivere un libro solo con le parole degli abitanti di questa borgata. Non è certo un caso che i suoi difensori, Anna D’Alessandro, Riccardo Olivo e Gianfranco D’Onofrio, siano stati contattati da decine di persone pronte a testimoniare le doti e le qualità del parroco romano. Da parte loro i legali, al momento, scelgono la via della riservatezza, impegnati in primo luogo ad ottenere il rilascio o per lo meno gli arresti domiciliari per il loro assistito.
Certo è che le dichiarazioni e le testimonianze di chi conosce e ha percorso un tratto del proprio cammino con don Ruggero non sono gli unici elementi da tenere in considerazione. A parlare sono anche i fatti. Troppe inesattezze sono trapelate nei giorni scorsi riguardo all’inchiesta e troppi punti interrogativi sono stati sottaciuti. Ad esempio il sequestro, tanto sbandierato su alcuni quotidiani, di filmini pornografici: nella casa di don Ruggero non è stato trovato materiale di questo genere. Il parroco romano, invece, possiede una collezione di 1.600 film usciti nelle sale. Tra questi, quattro (su 1.600) possono essere collocati nella categoria “erotici d’autore”, videocassette e dvd che si trovano in edicola abbinati ai settimanali di opinione e che sono anche già stati trasmessi in televisione. Niente a che vedere, dunque, con pellicole illegali. Claudia, la segretaria di don Ruggero, ci mostra l’ufficio, l’elenco completo di tutti i dvd schedati proprio dai ragazzi della sua comunità. Inesattezze riportate a mezzo stampa che non finiscono con questo particolare.
Anche l’autore della denuncia, un certo prete che qui preferiscono non nominare (don Claudio, intervistato giovedì scorso dall’Unità), porta con sé non pochi punti interrogativi che, per lo meno, dovrebbero far sorgere qualche ragionevole dubbio. La “carriera” da prete accusatore è, per usare un eufemismo, tormentata. Prima di arrivare in via Selva Candida, don Claudio vanta l’espulsione da ben quattro parrocchie situate nei dintorni di Roma (Santa Marinella, Castelnuovo di Porto, isola Farnese e la Storta) a causa di problemi creati durante lo svolgimento dei suoi compiti e del disaccordo con i rispettivi parroci di riferimento. Viene descritto come un soggetto chiuso, umorale, che non è mai riuscito a costruire rapporti stabili e duraturi. Un uomo solitario che ha sempre sofferto il protagonismo di don Ruggero. Ma se questo non bastasse ad alimentare domande ed incertezze sugli scopi che lo hanno mosso, è bene ricordare che don Claudio, una volta allontanato, ha sempre e sistematicamente denunciato i parroci con cui aveva avuto degli screzi. E tra le sue “carte bollate” ai danni dei colleghi figurano anche una denuncia per usura e una per rapporti sessuali con diverse donne. Tutte accuse finite in nulla.

La vera storia dell’allontanamento
Guarda caso, anche i rapporti tra don Claudio e don Ruggero Conti erano arrivati al limite già nel 2006. In quel periodo le stesse voci infamanti di oggi misero in allerta la Curia, anche se il prete “accusatore” non formulò in realtà alcuna denuncia. Per precauzione don Ruggero si allontanò dalla parrocchia per dar modo di chiarire la situazione. Tornò al suo posto dopo neppure un mese, quando il vescovo si accorse, dopo un’indagine, dell’assoluta infondatezza ed inconsistenza di quelle voci. Nel frattempo don Claudio per l’ennesima volta fu allontanato. Ad oggi nessuno è in grado di indicare in quale parrocchia operi, dove svolga le funzioni religiose, quali i riferimenti e soprattutto le intenzioni. Dopo quell’episodio sembrava tutto rientrato nella normalità, i campi estivi, l’attività sportiva ed educativa. Poi la sberla di questi giorni, con le prime pagine dei giornali, i giudizi superficiali e le deliranti accuse.
Alla parrocchia della Natività di Santa Maria Santissima c’è fiducia, sicurezza e determinazione. Difendere don Ruggero per le famiglie che qui hanno visto crescere i propri figli non si tratta di un atto dovuto, ma di vera e propria passione per la vita. Chiunque ha varcato la soglia di questo luogo ha potuto respirare il clima di amicizia e compagnia di cui è pervaso. Don Ruggero è un uomo schietto, con una grande personalità e tanta voglia di costruire. I molti giornalisti che hanno sentenziato su questa vicenda avrebbero fatto bene a farsi un giro da queste parti. Alla magistratura qui, in via Selva Candida, nessuno chiede di fare sconti, ma semplicemente di ripristinare la verità delle cose, di chiudere celermente un caso che non esiste ridando ossigeno ad una comunità ferita ma non certo sconfitta.

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17 thoughts on “Pedofilia, don Ruggero Conti: per la rivista “I tempi” un caso inventato

  1. Dal settimanale vicino ai cattolici integralisti di Comunione e Liberazione che ci si poteva aspettare? Niente.

    E difatti questo articolo non dice niente. I soliti attestati di stima di parenti e amici, i soliti parrocchiani che non avuto problemi con lui (stranamente intevistano solo i parrocchiani amici), come se un pedofilo violentasse tutti i bambini. I soliti apprezzamenti sul lavoro fatto in parrocchia, senza dire che è frutto delle nostre tasse, ossia dell’8 x 1000, non dell’opera del prete. La solita ostilità nei confronti di chi denuncia, senza soffermarsi sul contenuto delle accuse. La vana ricerca tra i DVD del prete e non sul suo p.c. dei film porno.

    Il niente assoluto sul contenuto delle accuse (facendole passare per accuse del prete che le ha scoperte e non dei ragazzi che hanno denunciato don Ruggero), condito di un reportage di “falsi abusi” in cui figura la foto dell’asilo di Rignano Flaminio, che non è affatto un falso abuso, essendo appena terminato l’incidente probatorio.

    Che dire, tra preti e giornalisti cattolici integralisti c’è una ovvia complicità. Niente di nuovo.

  2. una domanda: perchè l’ articolo di Tempi su don Ruggero sarebbe fazioso e quelli su Repubblica no? Qualche interrogativo su don Claudio che viene espulso da quattro parrocchie e denuncia i rispettivi parroci per i più disparati reati (usura, frequentazioni poco consone allo status ecclesiastico..) è vietato porselo? O dobbiamo convenire che tutti i parroci di cui lui è stato vice erano tipi poco raccomandabili? Caspita, che sfortunato ‘sto don Claudio..

  3. aggiungo un appunto a wildgreta. Non credi che i frequentatori del blog abbiano una propria dotazione cerebrale sufficiente a far sì che riescano, tutti, autonomamente a valutare la presunta faziosità di una rivista o quotidiano? Io mi ero limitato a dare l’indicazione di un ulteriore articolo sulla questione, senza commenti, che avrei lasciato semmai ad interventi futuri, se mai qualcuno avesse letto il pezzo, convinto che si possa procedere a valutare punti di vista differenti dai soliti citati. Poi, liberamente, ciascuno decide se seguire l’indicazione o no e ciascuno giudica secondo la propria testa.

  4. Ayeyebrazo ma io ho scritto che l’articolo del giornale vicino a Comunione e Liberazione (destra cattolica) si occupa di don Claudio e non delle vittime che hanno denunciato il prete. Del resto don Ruggero è prete vicino alla destra politica (consigliere di Alemanno, sindaco di AN).

    E mi sembra un particolare di non poco conto che invece di valutare la congruità delle accuse, invece di sentire chi accusa don Ruggero, si fa tutta una cornice con gli adulatori del prete.

    Mica i pedofili violentano tutti i bambini. Mica i pedofili si comportano male con tutti. Anzi, spesso per non destare sospetti cercano di farsi apprezzare in altri campi. E poi si sa che le parrocchie sono dei punti di riferimento e la gente è attaccata ai preti che le gestiscono.

    Insomma tutte chiacchiere che non c’entrano niente con le accuse, perché i processi non si fanno sulla reputazione degli accusati, ma valutando i fatti.

    E’ facile chiamare gli adulatori del prete. Che devono dire? Che lo adorano. Ma ci sono gli accusatori e c’è chi in parrocchia aveva già avuto sentori delle deviazioni del prete. Perché non sono stati intervistati?

    Facile costruire opere coi soldi dello stato. E a quanto pare non è che il prete abbia fatto miracoli, ma solo allargato la parrocchia coi soldi dello stato. Anche a me, se dessero 7 – 8 milioni di € e non facessi alcun lavoro dalla mattina alla sera (come un prete), riuscirebbe facile fare qualcosa di buono per il mio quartiere. Che ragionamenti sono?

    Insomma, dalla stampa cattolica niente di nuovo, ma solo un tentativo di difendere un prete. E’ normale che la stampa cattolica difenda i preti acriticamente. Non è che finora la stampa cattolica si sia esposta nel criticare i comportamenti conniventi delle gerarchie coi preti pedofili né nel dare risalto alle vicende di preti pedofili e criminali.

  5. scusa pincopallino, non sono stato chiaro. In entrambi i miei interventi mi riferivo a come wildgreta ha presentato il pezzo tratto da “Tempi”. Volevo solo dire che se si dà credito a Repubblica, non certo immune da faziosità, non vedo perchè non tenere nella stessa considerazione anche chi offre la possibilità di analizzare la questione da un altra angolatura. Aggiungo, inoltre: aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, che le indagini ci siano e siano a 360°, comprendendo, a mio parere, anche la persona di don Claudio, accusatore delle parrocchie di mezza Roma, ancora un po’. Nella stessa rivista, in altro articolo, vengono riportate le sentenze, passate in giudicato, di persone risultate innocenti, ma che hanno avuto la vita sconvolta e marchiata da accuse infamanti, a cui nessuno ha ridato dignità e ripagato nulla. Anzi, qualcuno è morto di crepacuore, nonostante assolto in via definitiva. Tutto questo grazie all’impunità dei magistrati che sbagliano. Ribadisco la necessità di essere prudenti nel giudicare.

  6. per ayeyebrazo: le sentenze di cui parla l’articolo sono prese da un sito che si occupa di abusi falsi e , di solito, ritiene falsi, anche gli abusi che non hanno avuto ancora una sentenza definitiva.Nell’articolo si menzionano processi già trattati da questo blog e le cose stanno in modo diverso da come vengono presentate. In ogni caso, ti dico che i processi dell’asilo di Ponton di Verona e Brescia (Sorelli) riprenderanno a ottobre con gli appelli. Del caso di Rignano Flaminio ho già detto e, ovviamente, non vengono menzionati nell’articolo i processi finiti con un’assoluzione in primo grado e con una condanna in appello. Evidentemente, per alcuni la giustizia è giusta se assolve, sbagliata se condanna. Mi aveva colpito, poi, nella rivista, che si criticassero anche le leggi antipedofilia inglesi. In un solo numero della rivista, leggendo tutti gli articoli, uno può farsi l’idea che la pedofilia non esista. Non ti sembra che si esageri in faziosità? Se io decidessi di fare un articolo con i casi di pedofilia dell’ultimo anno, non basterebbe lo spazio gratuito di WordPress.(soprattutto se aggiungessi anche le foto delle varie processioni e fiaccolate pro indagati). Credo che possa confermartelo anche Pincopallino, che segue l’argomento da un po’.Ciao e a domani.

  7. sottoscrivo pienamente tutto quanto detto da pincopallino.
    la cosa che mi fa sorridere è che i giornalisti vadano davanti alla parrocchia a intervistare la gente. ed è più che ovvio che lì vi trovino i sostenitori di don ruggero.
    quelli che conoscono i fatti e si sono allontanati dalla parrocchia sicuramente non stanno lì.

  8. Bene ricordare che anche Wildgreta, facente parte della lobby dei denuncianti di Rignano Flaminio, non é imparziale.
    Suo interesse é dimostrare che il mondo é pieno di pedofili al fine di sostenere gli interessi dell’AGERIF (associazione dei genitori denuncianti di Rignano a cui capo vi é Roberta Lerici, ora in politica con l’IDV).
    Ecco spiegata la nascita di questo blog.

    Questo va detto per correttezza.

  9. Caro Grilloparlante, non capisco da dove tu attinga le tue informazioni. Essendo inesatte, ti consiglio di presentarle come “tue ipotesi personali”.Spesso, azzardare ipotesi su fatti e persone che non si conoscono, è il modo migliore per rimediare brutte figure anche nel giorno di ferragosto.

  10. Il mondo, purtroppo, E’ pieno di pedofili e non credo che l’intento di Wildgreta o delle varie associazioni sia quello di dimostrarlo: le dimostrazioni ce le danno i fatti stessi. Merito di Wildgreta è invece quello di portarcene a conoscenza, visto che troppo spesso questi fatti vengono lasciati nell’ombra, poco discussi e presto dimenticati. Merito di Wildgreta è quello di continuare a ripetere i nomi di questi mostri, affinché rimangano impressi nelle nostre menti, visto che tanto la maggiorparte viene rimessa in circolazione e magari uno si libera di un don ruggero per ritrovarsi un altro soggetto simile come sostituto. Non riesco a capire quale interesse possa avere una persona nel parlare e riparlare di questi orribili crimini, se non quello di tenere i riflettori accesi sul problema, di tenere sempre a mente che il mostro è dietro l’angolo, perché questa è la triste realtà che certa gente e certi giornali vorrebbero offuscare. La conoscenza e la consapevolezza di tutto ciò è l’unica arma che abbiamo per difenderci, per prevenire. Perché bisogna sempre aspettare che il male colpisca? Con internet poi, il fenomeno è cresciuto a dismisura e sarebbe un gravissimo errore continuare a vivere con l’idea che il problema sia lontano da noi: il problema è intorno a noi e lo ripeto: il mondo E’ pieno di pedofili! E solo una minima parte viene scoperta e punita. Metterei la mano sul fuoco che alcuni scrivono anche nei forum per difendere i loro “colleghi”! Il vero problema è che questo argomento è stato troppo a lungo un tabù. Benvengano Wildgreta e tutti coloro che hanno il coraggio e soprattutto la paziente costanza di parlarne… nel bene o nel male… purchè se ne parli!

  11. Grazie Veronika. Hai capito perfettamente il mio intento, che è esclusivamente quello di informare. La malafede di alcune persone, porta a credere che tutti siano come loro. Invece non è così. Esistono persone che, occupando il proprio tempo, cercano di essere di aiuto informando.Ma per chi è in malafede, risulta comunque troppo difficile credere che esista qualcuno che agisce senza secondi fini.

  12. Dunque Wildgreta mi conferma di non fere parte dell’AGERIF????
    Ho capito bene????

    Di non avere mai fatto campagna elettorale per la mia amica Roberta Lerici, candidata dell’Italia Dei Valori per il Senato ???
    Ho capito bene??

    Attendo, con ansia, una sua ufficiale smentita.

    @ veronika70

    Non so se il mondo sia pieno di pedofili.
    Di ingenui di sicuro…..

  13. Scusa grilloparlante666, ma che vuoi dire? L’ingenua è rivolto a me?
    O forse volevi essere più “profondo” e per ingenui intendevi le sfortunate piccole vittime?
    Te lo ripeto: il mondo E’ pieno di pedofili e forse l’ingenuo sei tu che lo metti in dubbio: pensa solo a quante forze dell’ordine sono impiegate per combattere la pedofilia in rete! Non ti ha mai spiegato nessuno che certi siti sono visitati da centinaia di pedofili? Mi stupisce molto, vista la tua bravura nel reperire informazioni…
    Ad ogni modo non capisco quale interessi tu abbia nei tuoi interventi. E’ chiaro che dei bambini abusati non ti interessa nulla, ma allora perchè sei intervenuto in questo blog? Forse non hai ben chiaro che molte delle persone che intervengono hanno veramente a cuore il problema, magari perchè ci sono passate… Finalmente si riesce a parlarne, ci si confronta, si ha la possibilità di rendere pubbliche le proprie opinioni! E tu che fai: ti metti a parlare di politica. Scusami, ma sei veramente fuori luogo. Non credo che ai lettori interessi sapere se e come Wildgreta è impegnata politicamente: se a trattare l’argomento fosse stato qualcuno del tuo partito sarebbe andato bene? Ma chi se ne frega di quale campagna politica la persona di Wildgreta abbia appoggiato: per il fatto che gestisce un blog tu pretendi che sia apolitica? Non credi che gli argomenti trattati siano importanti, al di la di chi li tratta? Come fai a parlare di imparzialità di fronte alla pedofilia?
    Non so se ciò che hai detto è vero, ma personalmente ritengo che non faccia nessuna differenza, anzi, se veramente Wildgreta fa parte dell’AGERIF a questo punto lo considero un valore aggiunto, anche perchè non mi pare che lei ne abbia mai fatto parola, semmai tu le hai fatto pubblicità gratuita, e una bella pubblicità anche, perchè dopo le tue parole non credo di essere stata l’unica ad interessarmi all’AGERIF e soprattutto all’Italia Dei Valori.
    Benvenga qualunque persona, associazione o partito politico che combatta la pedofilia: non è una vergogna, ma un grosso impegno e mi rammarica molto il fatto che tu abbia tentato, senza peraltro riuscirvi, di ridicolizzare o quanto meno sminuire chi questo impegno se l’è preso.
    Ma come: un prete(?) politico, di destra per giunta, che si insinua nelle case per reclutare elettori (questo è quello che subdolamente faceva ruggero) va bene e un blogger polico non va bene? eh no, se sei blogger non devi avere idee… ma che assurdità!

    Per Wildgreta:
    se veramente fai parte dell’AGERIF, per me non fa differenza, se non in positivo. Tanto di cappello per come stai mantenedo alta l’attenzione sul problema!

  14. grilloparlante666 , in un’altra pagina, parlando delle leggi che hanno portato in carcere don ruggero, tu scrivi:

    Ma chi siete VOI ? Visto che ingenua non sono, mi viene da pensare che quì qualcuno stia approfittando del blog per fare campagna politica… buffo vero?

  15. grilloparlante666 , in un’altra pagina, parlando delle leggi che hanno portato in carcere don ruggero, tu scrivi:
    “Quello che diciamo noi é COME DOVREBBE ESSERE.
    NON COME é a tutt’oggi.”
    Ma chi siete VOI ? Visto che ingenua non sono, mi viene da pensare che quì qualcuno stia approfittando del blog per fare campagna politica… buffo vero?

  16. Per Veronika: il mio “impegno politico”, se così si può chiamare, è alla luce del sole, in quanto curo il blog politico wildgretapolitics. Il resto sono false informazioni che nulla c’entrano con i discorsi che stiamo facendo. Come si dice in gergo sono OT. Ma, come giustamente hai sottolineato, anche quella di andare fuori tema potrebbe essere una sorta di tattica. Quale sia il fine non m’interessa. Io faccio informazione sulla pedofilia e informazione sulla politica, dichiarando apertamente per quale partito avrei votato alle ultime elezioni, sono stata onesta con chi si avvicinava al mio secondo blog. Ora continuo a fare informazione, ma cerco anche di portare all’attenzione della gente problematiche come quelle poste dai comitati antidiscarica di Chiaiano. Ho pubblicato diverse ricerche che indicano la non idoneità di alcuni siti tra quelli indicati dal governo per riaprire o creare discariche o inceneritori. Anche lì cerco di svolgere un lavoro utile agli altri, fornendo più informazioni possibile su alcuni temi di interesse comune. A me “gli altri” interessano sempre e, in genere, cerco di portare all’attenzione fatti di cui magari i giornali si occupano marginalmente o per un periodo limitato. Grazie ancora per le tue parole di apprezzamento.

  17. Per grilloparlante 666

    Non capisco come fa ha darti noi un blog come questo. Cosa c’è di distorto nel pubblicare articoli tratti da fatti quotidiani di pedofilia? Io credo che sia una cosa lodevole, così che la gente incominci ad aprire gli occhi. Il problema è che lo stanno facendo…..ed il loro mezzo di contrasto è proprio questo, la nuova cultura divulgata su internet…..la caccia alle streghe, falso allarmismo….genitori e mamme soprattutto invase da ansia…… Questo per voi, come tu, è un periodaccio, queste sono le solite canzoncine che ormai non attecchiscono più, anzi, ci fate ancora più capire cosa c’è dietro.
    Poi cosa significa “genitori denuncianti, AGERIF, Roberta Lerici” DI PARTE.
    Ma scherziamo, di parte per aver denunciato degli abusi, di parte per aver avuto il coraggio di puntare il dito? Allora si, diciamolo pure, siamo di parte, dalla parte di chi è stufo di non parlare per paura di essere visto come un marziano.
    E adesso Grilloparlante……a te

    P.S. non usare l’eufemismo lobby, quando si associava proprio in questi giorni a pedofili.

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