Pedofilia, altre accuse a don Ruggero. Parlano due ex chierichetti

 

 

 

 

 

di VALENTINA ERRANTE

Va avanti l’inchiesta sul sacerdote arrestato per violenze e abusi sessuali sui giovani che frequentavano la chiesa

 

Due ex chierichetti raccontano le “attenzioni” del parroco di Selva Candida

Ancora accuse. Si aggrava la posizione di don Ruggero, il parroco della chiesa della Natività di Santa Maria Santissima, a Selva Candida, arrestato la scorsa settimana con l’ipotesi di avere abusato per dieci anni dei bambini che frequentavano la sua parrocchia. Sono stati i carabinieri del Nucleo operativo di via In Selci a rintracciare i ragazzi della Giustiniana. Quelli della chiesa dell’Immacolata Concezione, dove, fino alla metà degli anni Novanta, don Ruggero era viceparroco. E i racconti di due ex ragazzini hanno confermato il quadro accusatorio.
Al pm Francesco Scavo, i due testimoni hanno raccontato particolari orribili sulle attenzioni che il prete, in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata, gli avrebbe rivolto. Uno dei due dormiva con gli amici in casa del sacerdote. Nel cuore della notte sarebbe stato svegliato da don Ruggero che gli infilava la mano nel pigiama. Il ragazzo ha anche raccontato di avere allontanato l’allora viceparroco. L’amico invece sarebbe stato vittima del sacerdote durante un campo estivo. Don Ruggero lo avrebbe accarezzato nelle parti intime e baciato.
Episodi che si aggiungono ai racconti dell’orrore di altre otto presunte vittime che frequentano la parrocchia di via Selva Candida. Ieri l’ottavo ragazzino ha confermato le accuse davanti al pm. Fatti non ancora contestati all’indagato, finito in carcere per avere abusato di sette bambini tra il ’98 e lo scorso marzo.
Cd, dvd, vestiti, soldi. Don Ruggero avrebbe guadagnato facilmente la fiducia di quei minorenni fragili, tutti tra gli 11 e i 16. Li avrebbe invitati in casa sua, anche a dormire. Oppure ne avrebbe approfittato in oratorio o durante i campi estivi, come sarebbe accaduto a quell’ex ragazzo della Giustiniana. Ad alcuni avrebbe offerto ripetizioni.
Gli episodi avvenuti prima del ’96 potrebbero essere oramai prescritti, ma per la procura le nuove testimonianze sono fondamentali e preziose: smontano la difesa del sacerdote. Don Ruggero, finito in carcere dopo la denuncia di un altro religioso, ha gridato al complotto e a una trama ordita contro di lui. Ma i ragazzi della Giustiniana non conoscono nessuno nella nuova parrocchia di via Selva Candida. E le testimonianze si aggiungono al materiale sequestrato dai carabinieri in casa del prete. Il sacerdote, lo scorso anno, era stato sospeso. Un provvedimento disciplinare legato a episodi analoghi a quelli che adesso lo hanno portato in carcere. Poi, però, era tornato al suo posto. E durante la campagna elettorale era anche stato nominato dal sindaco Gianni Alemanno tra i nove garanti per le politiche della periferia e della famiglia.
E’ stato lo stesso religioso che lo aveva denunciato alle autorità ecclesistiche, a rivolgersi agli inquirenti. Così circa tre mesi fa sono partite le indagini. Fino all’arresto che, nel quartiere, ha provocato reazioni controverse, con tante manifestazioni di solidarietà per don Ruggero.
Intanto sembra che il religioso, 55 anni, non otterrà la scarcerazione per motivi di salute. Il perito nominato dal gip Andrea Vardaro, dopo avere esaminato l’indagato, avrebbe espresso parere negativo. Le condizioni fisiche di don Ruggero non sono incompatibili con il regime carcerario. Il giudice dovrebbe pronunciarsi oggi. La decisione sembra scontata. Così gli avvocati difensori, Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro, hanno già presentato istanza al Tribunale del Riesame. Chiedono la scarcerazione.

Il Messaggero 9 luglio 2008

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One thought on “Pedofilia, altre accuse a don Ruggero. Parlano due ex chierichetti

  1. “lo scorso anno, era stato sospeso. Un provvedimento disciplinare legato a episodi analoghi” queste parole dell’articolo non corrispondono al vero. contro don ruggero non è stato mai preso nessun provvedmento disciplinare in quanto non bastano delle accuse occorrono delle prove di colpevolezza, egli si era semplicemente allontanato dalla parrocchia, anche su consiglio del vescovo, per cercare di superare il colpo di una accusa tanto grave…

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