Roma, prete arrestato: “Io vittima di un complotto”

(archivio fiaccolata)

di Wildgreta

Evidentemente, noi non lo sappiamo, ma in Italia ci sono stuoli di persone che “complottano” ai danni di sacerdoti, onorati cittadini, e maestre per farli finire in galera. Una sorta di sport nazionale, in cui gli italiani sarebbero dei veri campioni, visti i numeri della pedofilia. Solo che bisognerebbe spiegare, nel caso di don Ruggero Conti, cosa ci fa con i filmini porno un prete. E bisognerebbe anche chiedergli, come mai qualcuno dovrebbe ordire un complotto contro di lui. Così come ce lo siamo chiesti nel caso di don Mauro Stefanoni solo poche settimane fa. E poi, direi che la tesi del complotto usata e abusata da tutti gli indagati per pedofilia, finora non sembra aver premiato i suoi utilizzatori. Così come non hanno premiato le varie fiaccolate e i messaggi di solidarietà di coloro che giurano sull’innocenza di persone che, probabilmente, non conoscono affatto.
Di seguito tre articoli sulla storia di questo prete. Maggiori approfondimenti su http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/391

Giudice affida perizia su idoneità a regime carcerario

L’avvocato Nino Marazzita difenderà le vittime

Roma, 1 lug. (Apcom) – “Sono vittima di un complotto, qualcuno ha tramato contro di me”. Così avrebbe detto al gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di pedofilia avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida.

I difensori di Don Ruggero, gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro, all’esito dell’atto istruttorio hanno chiesto la remissione in libertà o la concessione, in subordine degli arresti domiciliari. Visti anche i motivi dell’istanza il gip ha disposto una perizia per accertare lo stato di salute del sacerdote e se questo è compatibile con il regime carcerario.

Il lavoro degli inquirenti, intanto, va avanti. Il pm Francesco Scavo e gli investigatori dei carabinieri, del nucleo operativo di via In Selci, stanno continuando a sentire persone, giovani o meno, che in passato od anche di recente hanno frequentato le attività organizzate dal prete. I difensori dell’indagato, intanto, continuano a registrare manifestazioni di solidarietà nei confronti del loro assistito.

LAZIO/ PRETE ARRESTATO A GIP: IO VITTIMA DI UN COMPLOTTO –
‘Caramella buona’: preso grazie a nostre segnalazioni

Roma, 1 lug. (Apcom) – “Mesi fa la ‘Caramella Buona Onlus’ aveva segnalato il caso alle Autorità competenti”. Si afferma così, in una nota dell’associazione, in merito all’arresto di don Ruggero Conti, per reati di violenza sessuale su minori. “Dopo mesi di indagini, confronti e colloqui finalmente l’omertà è stata abbattuta e ‘La Caramella Buona’ può pensare ora a difendere le parti lese questa volta alla luce del sole”.Già da tempo gli operatori dell’associazione – si spiega – “si erano attivati grazie alla segnalazione diretta, questa volta, di un onesto e coraggioso parroco; avevano poi contatto le forze dell’ordine e ascoltato le famiglie persuadendole alla denuncia”. L’avvocato Nino Marazzita, che è anche presidente onorario dell’associazione, assiste la famiglia del primo ragazzo che ha denunciato il sacerdote della parrocchia via di Selva Candida.

Il presidente della ‘Caramella buona’, Roberto Mirabile, nel comunicato, spiega: “In tutti questi mesi abbiamo agito nel pieno rispetto dei ruoli, offrendo il nostro aiuto ad alcune delle vittime e mettendo a disposizione di chi indaga tutta la nostra esperienza. Abbiamo fatto il possibile, ora confidiamo nella giustizia. Ci costituiremo ancora una volta parte civile”. L’avvocato Marazzita, sottolinea: “Ci costituiremo ancora una volta parte civile perché per casi come questo di Selva Candida non ci si può limitare alla segnalazione, occorre scendere in campo, unire le forze. Per mesi abbiamo lavorato in silenzio nel pieno rispetto delle Parti interessate. Ora agire diventa dovere morale”.

1 luglio 08

Pedofilia; Abusi in oratorio, sacerdote arrestato a Roma
E’ stato parroco a Selva Candida. Sequestrati filmini porno

Roma, 30 giu. (Apcom) – Abusi durante le ore d’oratorio, le gite in campagna, i campeggi estivi. Avvenuti negli ultimi dieci anni. Per l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata, è finito in carcere un sacerdote della parrocchia ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida, a Roma. Nei confronti del prete, R.C., 55 anni, è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare dal gip Andrea Vardaro, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Scavo. Già in passato il prete sarebbe stato rimosso, per un breve periodo, dal suo incarico, dopo alcune voci che lo chiamavano in causa per i fatti oggetto ora dell’inchiesta penale.

Gli abusi sarebbero avvenuti – stando all’atto d’accusa – tra il 1998 e il marzo scorso, a danno di almeno 7 minori. Anche se secondo chi indaga le vittime del sacerdote potrebbero essere di più. A dare il via all’indagine è stata la denuncia di un altro prete. Gli investigatori del nucleo operativo di via In Selci, poi hanno sentito i ragazzi che hanno raccontato le violenze subite quando frequentavano l’oratorio e le altre attività della parrocchia, e che oggi hanno ormai tra i 16 ed i 24 anni.

Gli abusi e le violenze, sarebbero avvenuti, in alcuni casi, nello stesso appartamento del prelato, all’interno della canonica. R.C., dopo esser riuscito ad accattivarsi le simpatie di alcuni bambini, che si stavano preparando a ricevere la prima comunione, li avrebbe invitati a pranzo o a cena, per poi vincerne le resistenze. In altri casi la scusa era quella di impartire lezioni private. Le violenze sarebbero avvenute anche nel corso dei campi estivi che il sacerdote, responsabile dell’oratorio, organizzava in località di montagna.

Il prete, secondo gli atti d’accusa, attirava i ragazzi nella sua dimora dietro la promessa di soldi, cd, dvd, capi d’abbigliamento. Il prete, inoltre, avrebbe fatto vedere ai bambini, prima degli abusi, film pornografici. Questi, inoltre, sarebbero stati trovati addirittura nell’appartamento del sacerdote, nel corso di una perquisizione.

30 giu 08

 

 

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