CASO ORLANDI A CHI L’HA VISTO: SOTTO ESAME LE VOCI DEI TELEFONISTI

ROBERTO GUISCARDI Il caso di Emanuela Orlandi continua a tenere banco. Anche se il cardinale Bertone definisce «uno scandalo estivo creato ad arte» il ritorno alle cronache del mistero della ragazza scomparsa nel 1983. Gli investigatori hanno deciso di comparare le voci degli autori delle tre telefonate anonime alla famiglia Orlandi nell’estate del 1983 con quelle registrate al processo contro la banda della Magliana. «Chi l’ha visto?» torna a occuparsi nella trasmissione in onda stasera di quella telefonata anonima del 2005 che portò alla scoperta della tomba dell’ex boss della Magliana Renatino De Pedis nella basilica di Sant’Apollinare. Il fratello di Emanuela, Pietro, rivela che Papa Woytjla a Natale del 1983 parlò alla sua famiglia di terrorismo internazionale. Pista che secondo il giudice Ferdinando Imposimato è fondata su diversi dati obiettivi. Intanto Francesco Cossiga esprime «piena e fraterna solidarietà all’amico Mino Martinazzoli, di cui alcuni giornali hanno cercato di infangare la figura trascinandolo nelle sordide vicende del rapimento di Emanuela Orlandi e delle storie sessuali della pentita già amante del capo della banda della Magliana».

E spunta un nuovo sospettato: un ex appartenente alla banda della Magliana, la cui abitazione è stata perquisita dalla squadra mobile nelle scorse settimane. Il segretario di Stato vaticano Bertone in un’intervista ad Avvenire sostiene che riesumando il caso Orlandi i giornali vogliono «catturare l’attenzione dei lettori già distratti dalle vacanze». Pietro Orlandi, intervenendo ieri mattina alla trasmissione di Raiuno «Sabato & domenica estate», ha sostenuto che «la risposta alla vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi va ricercata in un intreccio fra la pista internazionale e l’azione della banda della Magliana». E nella stessa trasmissione il giudice Imposimato cita «i dati inoppugnabili» che confermano la pista internazionale: «la tessera d’iscrizione di Emauela Orlandi al Conservatorio Pontificio di Sant’Apollinare, una ricevuta di versamento per l’iscrizione allo stesso, che la ragazza aveva nella borsa al momento della scomparsa, la cassetta con la voce registrata di Emauela trovata in piazza del Parlamento su indicazione dei rapitori. Infine, sono state fornite dai rapitori descrizioni delle caratteristiche fisiche di Emanuela, come la presenza di sei nei sulla sua schiena, che solo chi aveva la disponibilità fisica della giovane poteva conoscere. Ebbene – ha concluso il giudice- quasi tutti questi messaggi sono stati inviati da diverse parti del mondo: Phoenix e Boston negli Usa, Germania, Svizzera, Turchia e presuppongono un’organizzazione internazionale con diramazioni in ogni parte del mondo, che mal si concilia con le dimensioni localistiche della banda della Magliana». Quanto al nuovo sospettato, si tratterebbe di un uomo oggi cinquantenne che sarebbe stato indicato dalla superteste Sabrina Minardi, l’ex amante di Renatino. L’ex componente della banda allora non era detenuto e aveva vent’anni come il misterioso giovane ritratto 25 anni fa dai carabinieri del nucleo operativo. Il disegno era stato tracciato in base alle descrizioni fornite da un’amica di scuola della Orlandi che lo aveva notato aggirarsi assieme a un altro giovane tra piazza Navona e Sant’Apollinare. I due avrebbero anche cercato in più occasioni di abbordare Emanuela.

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