Arrestato addetto alla lavanderia del Sant’Orsola: Adescava minorenni in chat

di Wildgreta

Il Legale del 44enne arrestato:Il mio cliente non può essere definito un orco, infatti non è neppure stato allontanato da casa.

Infatti, aggiungerei io, un uomo che si finge agente di moda alla scoperta di nuove bellezze, che possiede 22 cellulari con immagini di ragazzine anche minorenni nude, che promette ricariche in cambio di foto, che invia le proprie immagini hard per invogliare le ragazzine allo scambio, che sottre materiale medico all’ospedale in cui lavora, che tiene in casa sostanze dopanti per incrementare i muscoli superiori alle quantità che ne giustifichino il solo uso personale, perchè dovrebbe essere definito “orco”? Lo si potrebbe chiamare, “Buontempone”, “Uno che si gode la vita” “Buon padre di famiglia”. Infatti, i familiari non credono alle accuse che gli vengono mosse. Hanno ragione, chissà quanta gente al mondo ha decine di cellulari piene di foto hard e si dopa  per pompare i muscoli. Mica possiamo arrestare tutti?

Alessandro Cori
Si fingeva un agente di moda in grado di scoprire nuove bellezze da lanciare nel mondo dello spettacolo. Bastava mandargli una foto sul cellulare e poi lui avrebbe fatto il resto. Peccato però che le immagini che i carabinieri hanno trovato su uno dei suoi telefonini riguardassero una minorenne, di soli quindici anni, e che nelle foto la ragazzina apparisse sempre nuda. Lui, in realtà lavorava nella lavanderia del Sant´Orsola, ha una compagna e un bambino di tre anni. Aveva conosciuto la ragazza “chattando” con il suo cellulare e tra i due, hanno accertato gli inquirenti, c´era uno scambio di foto e filmati: l´uomo, che ha 44 anni, le mandava sue immagini hard e per invogliarla a contraccambiare le aveva promesso anche di ricompensarla con alcune ricariche telefoniche.


Wanes Dondarini, è questo il nome del dipendente della società (“American laundry ospedalieri”) che fornisce servizi di lavanderia al policlinico Sant´Orsola arrestato dal Nas nella notte tra lunedì e martedì con l´accusa di produzione di materiale pedopornografico. Il quarantaquattrenne, bolognese, ora si trova agli arresti domiciliari dopo che il gip Michele Guernelli non ha convalidato il fermo, disponendo però ugualmente la misura cautelare per pericolo di reiterazione del reato. Ma le accuse contro Dondarini sono anche altre. Secondo gli investigatori che si sono imbattuti in lui mentre stavano portando avanti un´altra indagine, nei mesi scorsi l´uomo avrebbe rubato un´enorme quantità di materiale ospedaliero dal policlinico e dalla lavanderia: siringhe, lenzuola, camici, medicine, ovatta. Tutta roba fatta sparire a man bassa dagli armadietti e ritrovata a casa sua dai Nas: per un valore di oltre sei mila euro.
L´indagine dei carabinieri – coordinata dal pm Maria Gabriella Tavano – prima tramite pedinamenti e poi grazie alla intercettazioni ha permesso di scoprire il giro di chat e la produzione di materiale pedopornografico. Per il materiale rubato è scattata invece la denuncia per furto e appropriazione indebita, a cui si aggiunge quella per ricettazione per via di trentasei scatole di anabolizzanti illegali che i Nas hanno sequestrato a casa sua. L´uomo farebbe, infatti, uso di sostanze dopanti per migliorare le prestazioni fisiche e gonfiare i muscoli da culturista. La gran quantità di farmaci illeciti in suo possesso non giustifica però il solo consumo personale, da qui, anche, l´accusa di ricettazione.
Oltre al caso della ragazzina quindicenne (che ha detto di essere stata «presa in giro e illusa»), gli inquirenti sospettano che il giro di chat riguardi altri adolescenti: dai 22 cellulari sequestrati a casa dell´uomo (probabilmente frutto di ricettazione) sono saltate fuori tantissime foto e filmati di adolescenti nudi, femmine e anche maschi, tutti indicativamente tra i 15 e i 18 anni. Le intercettazioni hanno svelato come Dondarini utilizzasse le diverse identità durante le conversazioni. Prometteva ricariche telefoniche e a volte anche soldi. In diversi casi cercava di suscitare l´interesse delle adolescenti inviando proprie immagini. Gli inquirenti si stanno poi concentrando su una serie di contenuti interessanti, emersi dalle conversazioni elettroniche: il sospetto è che Dondarini utilizzasse le chat, oltre che per scambiare foto e film porno, anche per commettere una serie di «traffici illeciti» di ben altra natura.
«La cosa che voglio precisare – ha detto il legale di Dondarini, Lorenzo Alberti – è che in questo caso siamo lontani dalle forme di devianza che porterebbero subito ad etichettare il mio assistito come un ‘orco´. I suoi familiari non credono assolutamente alle accuse che gli vengono fatte e infatti nessuno lo ha allontanato da casa»

(Espresso Local 27 giugno 2008)

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