Pedofilia a Milano: si fingono bambine e smascherano i lupi. Il video shock

Due croniste si fingono quattordicenni in cerca di amicizia e adescano l’orco

 

MILANO 26/06/2008 – Alexia ha 15 anni, ascolta la musica pop e adora andare sui pattini. Sissy ne ha 14, ha appena finito gli esami di terza media, da grande vuole fare la ballerina e non vede l’ora di partire per il mare.

Alexia e Sissy non esistono. È il “travestimento”, virtuale, di due croniste di CronacaQui che si sono finte per una settimana due adolescenti in cerca di nuovi amici. Il risultato dell’inchiesta è stato sconvolgente. In meno di sette giorni decine di uomini, dai 30 anni in su, molti dei quali 50enni, quasi tutti affermati professionisti, hanno risposto agli annunci e proposto incontri alle due ragazzine. Pedofili, perché è di questo che si tratta.

L’APPROCCIO
Il pomeriggio del 17 giugno pubblichiamo i due annunci in alcune fra le più gettonate “bacheche virtuali” di Milano, dove compaiono inserzioni di ogni tipo: dalle offerte di lavoro agli affitti immobiliari. Pochi minuti dopo, Sissy e Alexia fanno il loro ingresso alla pagina “amicizia”. Passa meno di mezz’ora e sui nostri nuovi account iniziano ad arrivare i primi messaggi. Anzi, una pioggia di messaggi: in due giorni ne contiamo più di trenta.
Fra di loro c’è qualche adolescente. Ma sono pochi. La maggior parte ha superato i 30 anni, molti di loro arrivano ai 50. Ci sono avvocati, ingegneri, consulenti e persino un militare. Alcuni sono espliciti, chiedono subito un incontro. Altri si dilungano e cercando di conquistare la nostra fiducia. Molti sono sospettosi: ci chiedono fotografie e numero di telefono per capire se davvero di due quattordicenni si tratta.

LE MAIL
«…Dai sissy… non farti pregare… voglio conoscerti! Forse hai visto le foto e non ti piaccio?» Non ci sarebbe nulla di male in questo messaggio se non fosse che a scriverlo è un trentenne, che dice di essere un militare, e a riceverlo una ragazzina di nemmeno 14 anni impegnata con gli esami di terza media.
Francesco, un avvocato milanese di 36 anni, laureato all’università Cattolica, si spinge ancora oltre invitando Alexia a trascorrere le vacanze sulla sua barca. Si assomigliano tutte le mail ricevute da Alexia e Sissy nei giorni scorsi: prima i “dongiovanni” fingono di voler instaurare rapporti di amicizia e di condividere interessi e hobby con le ragazzine, poi messaggio dopo messaggio, si fanno sempre più ambigui arrivando a chiedere veri e propri appuntamenti.

LE RICHIESTE
I bruti insistono per avere fotografie e numeri di cellulare delle adolescenti, chiedono alle ragazzine di parlare un po’ di sè, anzi meglio di descriversi. È quasi un’ossessione per loro, non posso fare a meno di sapere com’è la “piccola”, vogliono vederla, e se non possono farlo dal vivo si accontentano di una fotografia.
«Mi mandi foto… parlami di te… descriviti… mi dai il tuo numero» scrive Mauro, un impiegato che vive nell’hinterland milanese. I più sfacciati propongono di incontrarsi, magari «per fare quattro chiacchiere e scambiarci il punto di vista su questa città» come suggerisce Luca, oppure, come scrive Mauro «per andare a ballare la domenica pomeriggio».

L’IDENTIKIT
I pedofili della rete sono per la maggior parte molto giovani: hanno quasi tutti tra i 25 e i 35 anni, un buon lavoro, una buona posizione sociale e vivono principalmente in città. Tra di loro ci sono impiegati, avvocati, ingegneri, venditori di auto.

Perché allora cercano ragazzine minorenni nascondendosi dietro all’anonimato di Internet?

IL VIDEO SHOCK

 Cronaca qui milano 26 giugno 2008

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