Caso Olrandi, ispezionata la presunta prigione di Emanuela

Nella palazzina di via Pignatelli, a Roma, sarebbe stato trovato anche un bagno in un cunicolo. La descrizione ”dell’appartamento-prigione” corrisponde a quella fatta dalla testimone, ma non c’è traccia certa del presenza della Orlandi in quelle stanzeA 25 anni dalla sparizione di Emanuela Orlandi oggi la polizia ha ispezionato una palazzina in via Pignatelli, a Roma, in cerca della prigione della ragazza. La descrizione dell’appartamento visitato sembra proprio quella dove è stata tenuta prigioniera, ma della sua presenza in quelle stanze non c’è alcuna prova.
Nell’ispezione è stata ritrovato un bagno nascosto da un muro in un cunicolo, e si è giunti a una prima seppur labile traccia di verosimiglianza del racconto della supertestimone.
Ma un’altra persona avrebbe dato una conferma agli inquirenti, di ‘pezzi’ del racconto di Sabrina Minardi. Una testimone che ha detto di essere stata destinataria delle confidenze della stessa Minardi e in particolare di aver saputo dall’amante di Renatino De Pedis la circostanza secondo la quale Emanuela Orlandi, durante il suo presunto sequestro, fu portata da un bar del Gianicolo al distributore di benzina al Vaticano. La persona a cui parlò l’ex moglie di Bruno Giordano è una parente acquisita della testimone ed è stata sentita ieri come persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dai sostituti Andrea De Gasperis e Simona Maisto. La donna, durante l’audizione con i pm, avrebbe anche spiegato di aver badato ai bambini di Daniela Mobili – la proprietaria dell’appartamento presunta prigione di Emanuela oggi oggetto di un sopralluogo della squadra mobile – durante il suo periodo di carcerazione. Secondo quanto si è appreso la testimonianza di Sabrina Minardi in procura sarebbe avvenuta all’inizio del mese di giugno dopo un paio di colloqui investigativi nel mese di marzo.
Dal sopralluogo effettuato oggi nell’appartamento a pianterreno di via Pignatelli, è emersa una sostanziale conferma della descrizione della casa fatta dalla Minardi agli inquirenti, descrizione che già era stata verificata sulla pianta catastale acquisita in procura. La casa è quella dove sarebbe stata tenuta Emanuela Orlandi, e che sarebbe stata poi risistemata, sempre secondo Minardi, dall’esponente della Banda della Magliana Danilo Abbruciati a cui era vicina la stessa proprietaria ovvero Daniela Mobili. Quest’ultima agli inquirenti ha spiegato ieri che durante la sparizione di Emanuela Orlandi era in carcere.
Sabrina Minardi aveva detto agli inquirenti che l’appartamento non era molto grande, di due o tre camere da letto, e che l’abitazione sarebbe stata acquistata nell’82-83 e lì avrebbe alloggiato la Orlandi. Alla parente acquisita Minardi avrebbe confidato di avere accompagnato la Orlandi su ordine di De Pedis al distributore di benzina del Vaticano e che era a conoscenza del fatto che la ragazza fosse stata ‘ospitata’ in quella abitazione.

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