Emanuela Orlandi:Torna l’ombra della Banda della Magliana

di Giancarlo De Cataldo
ROMA (23 giugno) – L’ombra della Banda della Magliana torna ad allungarsi sulla vicenda, mai risolta, del rapimento e della scomparsa di Emanuela Orlandi. Recentissime ipotesi investigative ricondurrebbero al coinvolgimento di esponenti della grande holding malavitosa che spadroneggiò nella Capitale fra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta. D’altronde, molti interrogativi destava, da tempo, la circostanza, estremamente singolare, della sepoltura in terra consacrata dell’ultimo grande capo dell’associazione. Nel mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi (e di Mirella Gregori) si è respirato, sin dalle prime battute dell’originaria indagine, un clima sospeso, quasi raggelato, fatto di omissioni inquietanti, inspiegabili ritardi, improvvise aperture seguite da immediati ripiegamenti. Con un grande mistero nel mistero rappresentato dall’atteggiamento, per certi versi incomprensibile, delle autorità Vaticane. Per tutti questi anni, mentre si agitavano “piste” internazionali; mentre il sicario Ali Agca alternava presunte rivelazioni a oscure profezie; mentre “apparizioni” di Emanuela accendevano di speranze (tutte purtroppo vane) una famiglia già così duramente provata, tutti, dagli addetti ai lavori all’ultimo “uomo della strada”, non hanno mai cessato di chiedersi se davvero qualcuno, Oltretevere, fosse a conoscenza di particolari importanti e abbia deciso, conoscendoli, di tacerli ai Pubblici ministeri. Lo sforzo degli inquirenti, forze dell’ordine e magistrati, è stato continuo e incessante: il “caso Orlandi” è sempre stato sentito come una ferita aperta, una ferita che non voleva (e non poteva) saperne di rimarginarsi. Nella requisitoria che concluse, nel 1997, l’ennesima, frustrante inchiesta, il Sostituto Procuratore Generale Malerba, pur riconoscendo la complessità della vicenda, espressamente lamentava come “palesi depistaggi” e “pesanti silenzi” avessero gravemente condizionato l’esito negativo delle indagini. Le ultime notizie dimostrano che la Procura di Roma, spesso a torto accusata di coltivare un’insana propensione all’insabbiamento delle vicende scottanti, non ha mai cessato di cercare la verità. Ed è anche grazie alla libera stampa, alla sua essenziale funzione democratica, se sulla vicenda di Emanuela Orlandi non è mai calato il sipario del silenzio.

Conosceremo nei prossimi giorni sempre che nuove leggi non impongano il coprifuoco all’informazione eventuali sviluppi delle indagini. Certo, lunghi anni sono trascorsi da quel tragico 1983. Molti dirigenti e gregari della Banda sono passati a miglior vita. Alcuni scontano lunghe pene. Altri hanno da tempo regolato ogni conto con la giustizia. I processi hanno consentito di chiarire che, data la struttura dell’organizzazione, non tutte le “imprese” attribuite alla Magliana erano decise collettivamente, nè tanto meno condivise nella fase operativa. Esistevano due anime, una più “proletaria”, l’altra quella “testaccina” decisamente più inserita nel “grande gioco”. Fu proprio la lotta fra queste due fazioni ad accelerare la dissoluzione del gruppo originario. E tuttavia, l’ipotesi di un coinvolgimento di uomini della Magliana nella vicenda di Emanuela Orlandi non appare priva di fondamento. Uomini della Magliana intrattennero contatti con esponenti di apparati più o meno deviati dello Stato, con terroristi neofascisti, con logge massoniche della cui fedeltà democratica si poteva quanto meno legittimamente dubitare. Si cercò il loro aiuto per scoprire la prigione di Aldo Moro. Un boss di rilievo venne abbattuto mentre, in trasferta a Milano, cercava di uccidere il banchiere Rosone. E anche se altri processi, nati da rivelazioni interne alla Banda della Magliana (Pecorelli) o che vedevano l’organizzazione sullo sfondo (morte di Calvi) si sono conclusi con assoluzioni, permane acuta la sensazione che non tutto di quella caotica

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...