SEQUESTRO ORLANDI.Una donna: “Ho rapito io Emanuela”


La donna, legata a un boss della Banda della Magliana, avrebbe, 25 anni fa, prelevato a bordo della sua auto Emanuela Orlandi. Ma ancora una volta il segreto istruttorio impedisce di conoscere i particolari della deposizione della testimone

Roma, 22 giugno 2008 – «Dottò io quel 22 giugno del 1983 ero in carcere però già da allora nell’ambiente se diceva che i ‘lupi grigi’ nun c’entravano niente con la scomparsa di Emanuela Orlano. La ragazza, se diceva, era roba nostra, ossia l’aveva presa uno dei nostri». Così, un anno fa, il pentito della Banda della Magliana Antonio Mancini parlava con i magistrati della Procura di Roma sulla misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi (la figlia quindicenne di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia) avvenuta venticinque anni fa.
Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia furono verbalizzate dal Procuratore Aggiunto di Roma Italo Ormanni e dai sostituti Simona Maisto e Andrea De Gasperis. Le indagini, (rimaste a un punto morto con la definitiva archiviazione della pista dei «Lupi Grigi» collegata ad Ali Agcà e all’attentato di Giovanni Paolo secondo) ha così ripreso a muoversi in direzione della Banda della Magliana, all’epoca temibile organizzazione criminale con diretti contatti in affari con la Mafia. Quella dichiarazione, ovviamente correlata da dettagli che ancora non si conoscono ha riaperto la speranza di conoscere che fine a fatto la giovane ragazza scomparsa nel nulla la sera del 22 giugno 1983.

Mancini, secondo quanto si apprende , avrebbe saputo del sequestro e della pista della Banda della Magliana, in carcere da altri esponenti dell’organizzazione che erano finiti successivamente nelle maglie della giustizia. E proprio attraverso le dichiarazioni del collaboratore di giustizia i magistrati romani sono risaliti alla supertestimone, una donna legata proprio a un boss della Banda della Magliana.

Secondo indiscrezioni la donna avrebbe addirittura detto di essere stata lei, la sera di 25 anni fa, a prelevare a bordo della sua auto Emanuela Orlandi per portarla in un determinato posto dove aveva appuntamento con un boss. Ma ancora una volta il segreto istruttorio impedisce di conoscere i particolari della deposizione della testimone. Gli inquirenti sono cauti: «è presto per tirare delle conclusioni», affermano, «certo non è la prima volta che la Banda della Magliana si affaccia nelle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, ma la soluzione non è dietro l’angolo.
Domani Procura e Squadra Mobile di Roma terranno un incontro proprio per riorganizzare le indagini.

Quotidiano.net 22 giugno 2008

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