L’illusione in chat. Poi il sesso proibito. Il ragazzo arrestato:”ma così non potrò andare in vacanza…”

PERICOLO IN RETE

S’intitolava ‘Le mie conversazioni’ la cartella elettronica nella quale una tredicenne bolognese conservava le sue corrispondenze proibite in Internet con due adulti. Aprendole, la Polizia ha avuto le prove: violenza sessuale

Bologna, 20 giugno 2008- Hanno conosciuto in chat una ragazzina di tredici anni e hanno abusato di lei, a tre mesi di distanza l’uno dall’altro. Da ieri mattina i due ‘orchi’ sono agli arresti domiciliari. Non si conoscono e vivono in città diverse ma hanno in comune due caratteristiche: la frequentazione di un noto sito di messaggeria e l’insana passione per le adolescenti, troppo piccole per difendersi, abbastanza ingenue da credere a facili promesse d’amore.
I due arrestati sono Fabio Marchesani, 34 anni, assicuratore residente ad Arenzano, in provincia di Genova, e Giuseppe Nicola Di Caro, 21 anni, senza lavoro, residente a Modena. Il primo è accusato di violenza sessuale su una minore di 14 anni, atti osceni in luogo pubblico e atti sessuali in presenza di minore; il secondo deve rispondere di violenza sessuale su minore di 14 anni. I provvedimenti sono stati chiesti dal pm Flavio Lazzarini e firmati dal gip Milena Zavatti, sulla base delle indagini condotte dalla IV sezione della squadra mobile, diretta dal dottor Andrea Del Ferraro. Il dirigente della mobile Fabio Bernardi ha sottolineato la pericolosità degli incontri via Internet per i giovanissimi, che vengono facilmente plagiati dai malintenzionati, come avvenuto nel caso della tredicenne.
Gli accertamenti sono scattati ai primi di marzo, quando i genitori divorziati della ragazzina, che chiameremo Elisa, si sono presentati all’ufficio denunce della Questura, dopo avere scoperto l’accaduto. L’incontro fra la tredicenne e Marchesani era avvenuto il precedente 4 marzo; la vicenda è emersa perché la sorella, poco più grande, aveva saputo che Elisa chattava con un uomo di 34 anni e l’aveva confidato al padre. Quest’ultimo, senza ancora sapere tutta la verità, aveva interrotto l’accesso a Internet e chiamato il diretto interessato per intimargli di non molestare più la figlia.
“Per favore, non mi denunci”, ha risposto l’assicuratore, inducendo nel genitore il sospetto che ci fosse altro da scoprire. E’ stata la madre di un’amica, alla quale Elisa aveva detto tutto, a spiegare alla mamma della tredicenne i reali termini della relazione.
La ragazzina e il trentaquattrenne, come ha poi raccontato la vittima al magistrato, si sono conosciuti alla fine di gennaio in chat. Lo scambio di messaggi via Internet e sul cellulare si è fatto sempre più fitto e sempre più esplicito: “Inizialmente gli avevo detto di avere 15 anni – ha spiegato la vittima – poi però gli ho detto la verità. Parlavamo spesso di sesso”. Il 4 marzo scorso, lui è partito da Genova con la sua Audi e nel primo pomeriggio è arrivato fino al paese dell’hinterland bolognese in cui abita la tredicenne. “Abbiamo girovagato in auto – ha detto la ragazzina -. Io all’inizio ero un po’ intimidita”. Poi, lui ha accostato al margine della strada e ha compiuto atti sessuali con la vittima. Le ha regalato un pupazzetto ed è tornato dalla famiglia ad Arenzano.
La relazione è continuata con altri messaggi nei giorni successivi, fino all’intervento del padre. Dalle indagini è emerso che Marchesani si era ‘esibito’ per Elisa anche di fronte alla webcam. La ragazzina, completamente succube dell’adulto, raccoglieva tutto in una cartella sul pc, chiamata ‘Le mie conversazioni’, e questo ha permesso agli investigatori di documentare oltre ogni ragionevole dubbio lo squallido rapporto con l’uomo. Il quale, ben consapevole dell’età di Elisa, prometteva di portare la tredicenne in vacanza “fra cinque anni”.
Il precedente incontro con il ventunenne modenese, risalente al 14 dicembre, è stato rivelato dalla vittima durante l’audizione protetta alla presenza di uno psicologo. Anche in quel caso il primo contatto è avvenuto in chat e il successivo appuntamento ha avuto come scenario l’abitazione della vittima. Dove, approfittando dell’assenza della madre, il giovane modenese ha abusato di Elisa.
Durante le indagini gli investigatori sono intervenuti per impedire un episodio analogo: Di Caro avrebbe plagiato con la stessa tecnica un’altra tredicenne e, dopo essersi presentato a prenderla fuori da scuola, l’ha condotta a casa di lei. Mentre i due stavano per entrare nell’abitazione, dove sarebbero stati soli, i poliziotti sono entrati in azione, sventando un’altra potenziale violenza. All’alba di ieri, quando gli agenti gli hanno esibito l’ordinanza di custodia cautelare, il ragazzo ha esclamato: “Ma così non potrò andare in vacanza…”.
Il Resto del carlino 21 giugno 2008

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