Meredith, intercettati i familiari di Sollecito:avrebbero chiesto aiuto ad alcuni politici


(Il padre di Raffaele Sollecito)

di Wildgreta

Anche queste intercettazioni non sarebbero più possibili con la nuova legge, eppure sono molto importanti. I familiari di Sollecito avrebbero chiesto il trasferimento degli investigatori di Perugia. La gravità del fatto, se si confermerà, è proprio nell’idea che la politica possa interferire nelle indagini della magistratura, intervenendo d’ufficio con qualche trasferimento ad hoc. Speriamo che i politici interessati possano spiegare cosa sia davvero successo. Ricevere una richiesta e non soddisfarla rientra nelle cose che normalmente succedono nella vita, ma preoccupa l’idea che si arrivi a chiedere cose del genere. Del resto, ci sono alcuni politici che, in questi ultimi anni, si sono spesso distinti per chiedere attraverso i media, l’archiviazione di casi ancora in corso e sui quali non avevano nessuna voce in capitolo.

PERUGIA (20 giugno) – I familiari di Raffaele Sollecito avrebbero contattato alcuni politici affinché intervenissero da Roma per fare pressioni sugli inquirenti perugini che indagano sulla morte di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia il 2 novembre scorso per la cui morte sono in carcere il giovane barese, Amanda Knox e Rudy Guede.

La circostanza emergerebbe dalle intercettazioni dei familiari di Sollecito contenute nelle migliaia di atti depositati dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi dopo la chiusura delle indagini. I politici di cui parlano i familiari di Sollecito nelle telefonate, che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso, sarebbero Domenico Nania del Pdl e Nello Formisano dell’Idv. Gli stessi parenti, in un’altra telefonata, avrebbero valutato l’ipotesi di coinvolgere nella difesa di Raffaele, come poi è stato, l’avvocato e deputato del Pdl, Giulia Bongiorno.

Nelle conversazioni i familiari parlerebbero della necessità di rivolgersi ai politici per fare pressioni sulla Cassazione in occasione del ricorso contro la custodia cautelare in carcere presentato da Raffaele, e di intervenire per far trasferire o spostare alcuni investigatori della questura di Perugia che si sono occupati in questi mesi dell’omicidio della studentessa inglese.

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