Giappone.Giustiziato il serial killer cannibale responsabile della morte di quattro bambine

Tsutomu Miyazaki (Ap)

Giappone, AVEVA 45 ANNI
Giustiziato il serial killer cannibale
Responsabile della morte di quattro bambine, ne aveva bevuto il sangue per resuscitare il nonno

TOKYO – È stato giustiziato in Giappone Tsutomu Miyazaki, il serial killer cannibale responsabile della morte di quattro bambine. Miyazaki, 45 anni, era stato arrestato nel luglio del 1989 mentre stava cercando di scattare alcune fotografie di ragazzine nude. Le indagini della polizia portarono poi alla scoperta dei crimini.

MANGA EROTICI – L’uomo, con una passione per i cartoni animati erotici e la pornografia, confessò di aver ucciso quattro minori (di età compresa tra quattro e sette anni), di aver parzialmente mutilato i corpi delle sue vittime e di averne bevuto il sangue. I suoi legali si erano opposti alla condanna a morte, chiedendo il riconoscimento dell’infermità mentale. Secondo uno dei medici che ha redatto la perizia, Miyazaki credeva che i suoi crimini avrebbero fatto resuscitare il nonno, morto tre mesi prima del primo omicidio (nel 1988).
LE ATROCITA’ – Nel corso di un lungo processo erano emerse terribili atrocità: l’uomo strangolò quattro bambine tra i quattro e i sette anni, le mutilò, le violentò e in alcuni casi bevve il loro sangue. Miyazaki aveva anche ammesso di aver mangiato la cenere dopo aver bruciato il corpo di una delle bambine. Il serial killer, durante l’iter giudiziario, non ha mai manifestato rimorsi per le proprie azioni nè si è scusato con i familiari delle vittime. Il padre di Miyazaki, incapace di sopportare i crimini compiuti dal figlio, si è suicidato nel 1994.

PENA DI MORTE – Insieme a Miyazaki sono stati giustiziati altri due condannati. In Giappone, unico Paese industrializzato, oltre agli Usa, dove è in vigore la pena capitale, sono state eseguite 23 condanne capitali dal 2006, quando la macchina del boia ha ripreso a funzionare dopo una moratoria de facto di 15 mesi. Nel braccio della morte rimangono un centinaio di detenuti.
17 giugno 2008

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