Tacopina, da Porta a Porta per il delitto di Perugia al Bologna Calcio.

Calcio, Bologna: una cessione misteriosa.

di Wildgreta

Joe Tacopina, celebre in Italia per una telefonata fatta a Porta a Porta sull’omicidio di Meredith Kercher a Perugia, ha comprato il Bologna appena tornato in Serie A. A Bologna la definiscono una “cessione misteriosa”. Di Tacopina si era parlato anche come intermediario di Soros per un’ipotetica cessione della Roma. Le domande che i cronisti non si sono fatti e che, quindi, non hanno trovato una risposta, sono però ancora molte. Innanzitutto, i legali di Amanda Knox, Della Vedova e Ghirga  hanno smentito categoricamente che Tacopina sia l’avvocato di Amanda. Nella telefonata da Vespa, fatta in una puntata di alcuni mesi fa, Tacopina ha affermato a più riprese di non conoscere gli atti del processo Kercher, in quanto se ne era interessato solo per un network americano. Non ha però mancato di far arrabbiare in diretta i legali degli altri indagati di Perugia, avventurandosi in varie ipotesi investigative. A più riprese uno dei legali, mi pare fosse quello di Rudy Guede, gli ha chiesto se avesse letto gli atti e lui ha sempre risposto di no, ma che non avrebbe mancato di farlo in futuro. A Porta a Porta era stato presentato come nuovo legale di Amanda ma, a distanza di qualche mese, questa notizia viene smentita. In questi ultimi due mesi, Tacopina è stato in Italia alcune volte, ma non pare sia mai passato per Perugia e i giornalisti (su rivelazioni del New York Post e NY Daily news) erano convinti che fosse qui per l’acquisto della Roma. Nell’intervista che segue, Tacopina afferma di essere stato molto spesso in Italia nell’ultimo anno, e di essere stato avvicinato da cinque squadre di calcio, tra le quali alla fine ha scelto il Bologna perchè, a suo avviso, ha le maggiori possibilità di crescita. Si trasferirà in Italia con tutta la famiglia e vivrà a Bologna per seguire da vicino la squadra. Nella sua carriera di avvocato ha difeso diversi personaggi  noti, tra cui Giorgio Chinaglia accusato di truffa  ed è stato nel collegio difensivo di Michael Jackson accusato di pedofilia, potete leggere qui l’articolo . Dettagli sull’operazione Bologna e sul ruolo di TACOPINA, li trovate qui. In sintesi, però, non è chiaro se Tacopina sia mai stato avvocato di Amanda Knox, perchè è stato presentato come uomo di fiducia di Soros, se pare fosse solo un rappresentnte di una società di intermediazione, se sia un avvocato così importante e come si faccia da una telefonata a Porta a Porta a rivoluzionare la propria vita. Conosco persone che sono intervenute telefonicamente da Vespa diverse volte, senza che questo che incidesse minimamente sul corso delle loro esistenze.

In fondo al post altri articoli su Tacopina, la Roma e il Bologna.

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Bologna, 14 giugno 2008 – Avvocato Tacopina, perché ha deciso di investire nel Bologna Calcio?
«Perché amo l’Italia e amo il calcio. Questo per me è un impegno molto serio. Sono passioni che discendono dalle mie origini e come noto al cuore non si comanda. Ho intenzione di trasferirmi a Bologna con mia moglie e i miei cinque figli e vivere questa esperienza full time. Sto studiando l’italiano e passo un’ora al giorno con un insegnante per migliorare le mie conoscenze».
Joe Tacopina, 42 anni, penalista newyorkese di grido, ha la parlantina sciolta. Negli Usa è osannato come il criminal attorney più affascinante del momento. Fra i suoi clienti celebri, Michael Jackson è il più recente. In Italia, ha preso le difese di Amanda Knox, la principale indiziata nell’omicidio di Meredith Kercher. Ma l’italiano è meglio lasciarlo da parte subito. Auguri al suo maestro, che dovrà darsi parecchio da fare.

Va bene la folgorazione per l’Italia, il richiamo delle origini, ma ci sarà sicuramente anche una motivazione economica in questo investimento…
«Guardi, siamo stati avvicinati da cinque diverse società di calcio italiane, abbiamo fatto i nostri conti e alla fine abbiamo scelto il Bologna perché ci sembra la squadra con maggiori prospettive di crescita».

Cinque squadre?
«Sì, cinque diverse squadre. Lo chieda ai nostri advisor di Inner Circle e glielo confermeranno. Abbiamo scelto il Bologna perché qui c’è spazio per crescere più che altrove. Cazzola ha fatto un ottimo lavoro, ha portato la squadra là dove le spetta di stare. Ma questo per noi è solo il punto di partenza».

In che senso?
«Siamo entusiasti di poter partecipare alla ricostruzione di questo club straordinario. Siamo fieri di poter contribuire allo sviluppo di una delle più belle città d’Italia. Tra i nostri partner, del resto, ci sono anche degli investitori di origine bolognese che ora hanno fatto fortuna negli Stati Uniti, degli italoamericani come me».

Quando parla di sviluppo, intende sviluppo immobiliare?
«Naturalmente una delle prime cose che viene in mente, andando alle partite e frequentando lo stadio Dall’Ara come ho fatto molto intensamente negli scorsi mesi, è che Bologna abbia bisogno di un nuovo stadio. Come molte altre città italiane».

Quindi puntate a costruire un nuovo stadio?
«Certamente, com’è già stato chiarito nel nostro business plan e come desidera il presidente Cazzola. Frequentare uno stadio, assistere a una partita di calcio devono essere delle esperienze piacevoli, non bisogna avere la continua sensazione di stare in un posto scomodo, sporco e squallido. In Italia le presenze negli stadi sono fortemente calate negli ultimi anni. E’ facile immaginare perché».

Come pensate di portare la squadra in attivo?
«Aumentando le presenze allo stadio, che del resto cresceranno automaticamente ora che la squadra è in serie A. Lo stadio e il marketing sono al centro della nostra strategia. Vogliamo costruire uno stadio moderno e multifunzionale, con dentro anche negozi e ristoranti, insomma tutto quello che serve agli spettatori per sentirsi a proprio agio. Se si chuiede alla gente di pagare un biglietto, bisogna anche essere capaci di offrire un servizio completo».
In Italia ha già fatto altri investimenti?
«Frequento il vostro Paese da sempre e ci ho anche lavorato, nello studio legale dell’avvocato Francesco Penta. In più, da qualche tempo ho aperto con alcuni amici un ristorante a Milano che si chiama I Chiostri».

Ma dove trova il tempo di fare tutte queste cose?
«Sono un gran lavoratore».

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