Clinica degli orrori, Pipitone respinge le accuse.Il legale: «Non contava i morti»

MILANO (13 giugno) – Nessun ordine per costringere i medici ad irregolarità e una gestione dell’azienda esclusivamente per finalità lecite. Così Francesco Paolo Pipitone, proprietario dell’Istituo clinico Santa Rita di Milano, respinge le accuse che lo vedono agli arresti domiciliari per truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto medici e personale della struttura. Pipitone davanti al gip Micaela Curami ha risposto alle domande e ha chiarito la sua posizione. «Si è difeso – dice il legale Enzo Brienza – e ha fornito risposte diametralmente opposte e contrarie all’accusa».

Il legale: Pipitone non contava i morti. L’avvocato ha sottolineato che il suo assistito non ha mai dato autorizzazioni e ha semplicemente gestito l’azienda con finalità lecite. Il notaio Pipitone ha inoltre chiarito il suo rapporto con i medici e con Pier Paolo Brega Massone a capo dell’equipe di chirurgia toracica, accusato di operazioni “inutili e dannose”, secondo l’accusa in conseguenza delle quali sono morti 5 pazienti. «Pipitone – aggiunge il legale – ha licenziato il dottor Brega quasi contestualmente alla scoperta delle sue irregolarità. Non scendeva nei reparti, non contava i morti. Lui era l’amministratore, si occupava della gestione dell’azienda. I suoi rapporti con i medici riguardavano attività esclusivamente lecite. Se qualcuno si è inserito nel meccanismo compiendo dei reati sarà compito della magistratura accertarli». 

Il paziente-medico smentisce lo scambio volontario di tendini. «Quando ho saputo delle intercettazioni sullo scambio di tendini non mi sono scomposto, perché ho sempre saputo che mi avrebbero messo un tendine tibiale». E’ il racconto di Marcello Rosa, paziente ma anche medico cardiologo della clinica Santa Rita, che fu operato dalla equipe di ortopedia per la rottura di un legamento crociato. Da un’intercettazione era emerso che ci sarebbe stato da parte dei chirurgi un volontario scambio, con un tendine tibiale anteriore destro impiantato al posto di un tendine rotuleo sinistro: «Con la dottoressa Galasso (presente nelle intercettazioni) avevamo chiamato la banca dei tessuti il 23 gennaio in vista dell’operazione – ha raccontato Rosa -, e ci hanno risposto che soltanto entro un mese sarebbe stato disponibile un tendine rotuleo. Vista la mia richiesta di anticipare i tempi ci hanno proposto un tendine tibiale pronto in dieci giorni, e io ho accettato». L’altro ieri Amedeo Tropiano, direttore generale dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, che aveva fornito alla Santa Rita il tendine “incriminato”, aveva precisato che lo scambio di tendine era dovuto a una precisa scelta clinica.

Santanché: in Formigoni azzererei le nomine Asl. «Se io fossi il presidente Formigoni, un presidente che ha investito tutta la sua politica nel modello di eccellenza della sanità Lombarda, come primo provvedimento avrei azzerato tutte le nomine dei direttori delle Asl Lombarde», ha detto Daniela Santanchè, leader della formazione La Destra. «Siamo di fronte a una vera e propria tragedia, tenendo conto che si parla della salute della gente – ha aggiunto Santanchè -. Un primo passo indietro lo devono fare i politici dicendo stop alla lottizzazione della sanità».

Il messaggero 13 giugno 2008

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