Disoccupato ruba da un’edicola per dare i giocattoli ai figli. Arrestato, processato per direttissima. Davvero la giustizia è uguale per tutti?

FURTO DISPERATO
Trieste: In via Pascoli l’altra sera un uomo di 30 anni ha forzato con una spranga la serranda ma è scattato l’allarme che avvisa la società di vigilanza Italpol. Aveva preso un pallone e delle figurine

di Wildgreta:

Cosiderando che spesso chi violenta i bambini, chi ne abusa, chi investe gente per strada viene immediatamente liberato e magari resta anche libero fino alla Cassazione, la solerzia e la durezza adottate per questo padre che è stato condotto in caserma con i due bambini destinatari dei regali appena rubati, fa venire i brividi. La legge va rispettata, certo. Ma questo è un caso di disperazione tale, che se io fossi stata la proprietaria della tabaccheria forzata e derubata per merce del valore di 200 euro, forse non avrei aggiunto anche l’esposto, e avrei sicuramente regalato tutto a quei bambini. Ma io non ho una tabaccheria, non sono un poliziotto, non sono nessuno. E non posso neppure offrire un lavoro a quel padre disoccupato. Spero che, se l’intera vicenda si rivelerà come un unico momento di disperazione, ci sia clemenza da parte della giustizia per questo padre che forse verrà processato per direttissima, e che qualche ditta di giocattoli o qualche negoziante di Trieste, mandi qualche  giocattolo o qualche “fondo di magazzino” ai suoi bambini due bambini di 5 e sei anni.

Da Il Piccolo di Claudio Ernè
Aveva preso un pallone, un video e figurine: arrestato e portato via con i bimbi di 5 e 6 anni Un papà di trentasette anni, triestino e disoccupato, ha forzato l’altra notte con una spranga di ferro, la serranda della rivendita di giornali e quaderni posta in via Pascoli, accanto alla scuola dedicata ad «Alessandro Manzoni». Il papà voleva impadronirsi di qualche giocattolo per i suoi due bambini di cinque e sei anni che gli erano accanto e osservano nella penombra quanto il genitore stava facendo per esaudire i loro desideri.
La spranga, anzi la leva, ha avuto ragione della serratura. Un varco si è aperto. E il papà si è impadronito di un pallone da calcio, di un paio cartoni animati in videocassetta e di alcuni pacchetti di figurine. Forse non aveva i soldi per comprare ciò che i suoi bambini gli chiedevano con insistenza. Forse l’ora tarda- erano quasi le 23- e l’edicola chiusa, lo hanno indotto a compiere il furto.
Qualcuno lo ha visto da lontano e non ha perdonato. L’allarme è squillato nella sala operativa dell’«Italpol» e un pattuglia di carabinieri della «radiomobile», assieme a un agente della ditta di vigilanza privata, ha raggiunto in breve via Pascoli e il luogo preciso del «colpo». I bambini e il papà erano ancora lì, a poca distanza dalla rivendita svaligiata per impadronirsi dei i giocattoli. Pallone in mano, figurine in tasca, si stavano allontanando.
«Fermi tutti». Il papà è stato bloccato e separato dai figli: i giocattoli, anzi la refurtiva o meglio i «corpi di reato» sono stati presi in consegna dagli uomini in divisa. Manette, luci blu lampeggianti, sirena.
I bambini sono stati caricati dai militari su una seconda vettura dell’Arma. Sedile posteriore, spazio blindato, di solito riservato agli arrestati. «No, non li ho visti piangere» ha raccontato un testimone diretto dell’operazione, uno dei cittadini che avevano aiutato i carabinieri. I bambini, con molto imbarazzo dei presenti, sono stati portati nella caserma di via dell’Istria. Nello stesso edificio, il padre, nel frattempo, veniva interrogato. Ha ammesso subito le sue responsabilità: del resto non poteva far altro anche perché dall’elaboratore collegato col Ministero degli Interni, sono emersi i suoi precedenti rapporti conflittuali con la giustizia. Denunce e processi. Il pm ha detto sì all’arresto e fino all’alba l’uomo è rimasto rinchiuso in una camera di sicurezza della grande caserma. Nelle prossime ore sarà processato per direttissima.
I due bambini intanto attendevano. Avrebbero dovuto essere consegnati alla mamma. Ma la mamma non è stata rintracciata dai carabinieri nonosatnte le ricerche. Era al lavoro, altro non si è saputo. E’ stata informata dell’accaduto una zia che poco dopo ha preso in consegna i due piccoli e si è allontanata assieme a loro. E’ però molto probabile a breve scadenza l’entrata in scena del Tribunale dei minori che dovrebbe fare chiarezza sul modo in cui i due piccoli vengono accuditi ed allevati.
Verso la mezzanotte è arrivata in caserma anche la proprietaria dell’edicola svaligiata. Si chiama Giuseppina Ferraro e ha affiancato un suo «esposto», alla denuncia dei carabinieri. I danni subiti – pallone da calcio, videocassette con i cartoni animati, figurine, serratura forzata e serranda metallica parzialmente divelta – superano i 200 euro.(Il Piccolo di Trieste 06 giugno 2008)

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