Delitto Garlasco, indagini chiuse: Unico indiziato Alberto Stasi

IL DELITTO DI GARLASCO

Adriano Agatti
Il generale Girone, comandante dell’Arma in Lombardia
«Abbiamo già individuato un presunto colpevole» GARLASCO. «Per i carabinieri le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi sono chiuse».

Sono parole del generale Antonio Girone, il comandante dei carabinieri della Lombardia prounciate ai microfoni Rai. Un’opinione autorevole di un alto ufficiale che, in occasione della festa dell’Arma, ha fatto il punto anche sul giallo di Garlasco. Un delitto che dopo dieci mesi è ancora al centro dell’attenzione. L’unico indagato resta l’ex fidanzato Alberto Stasi. «Noi abbiamo individuato il presunto responsabile – ha proseguito l’alto ufficiale dei carabinieri – ora spetta alla magistratura decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure il proscioglimento. Il nostro lavoro, ripeto, è giunto al termine». Parole chiare quelle del generale. I carabinieri hanno fatto quello che dovevano fare in indagini che si sono subito presentate molto complesse.
Il Procuratore della repubblica di Vigevano, Alfonso Lauro, è sintetico: «Rispetto l’opinione del generale Girone. Ma non sono in grado e non voglio svelare le nostre mosse. C’è un indagato e si dovrà decidere se chiedere il proscioglimento oppure il rinvio a giudizio. Tutto qui».
L’accusa ha puntato decisamente verso Alberto Stasi, l’unico indagato. Il giovane ex fidanzato di Chiara Poggi aveva anche passato qualche giorno in carcere ma era stato subito scarcerato su decisione del Gip Giulia Pravon. Le parole del generale Antonio Girone possono sembrare banali ma in realtà lasciano intendere una verità: per gli investigatori non ci sono altre piste. E forse non ci sono mai state. In mesi di indagini non è emerso il minimo indizio che Chiara Poggi possa essere stata uccisa da una persona diversa dal fidanzato.
Interrogatori, intercettazioni telefoniche e ambientali non hanno portato a niente. Non è mai esistita un pista investigativa alternativa se non a livello di ipotesi a quella di Alberto Stasi. Del resto l’ex fidanzato era stato l’ultimo a vedere in vita la giovane laureata in economia e commercio e il primo a ritrovare il corpo nel primo pomeriggio del 13 agosto scorso. Una coincidenza che per gli investigatori può essere considerata un indizio che, insieme ad altri particolari e alle perizie tecniche, hanno portato Alberto Stasi al centro dell’attenzione investigativa.
I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Pavia e della compagnia di Vigevano hanno effettuato centinaia di verifiche sia sulle lettere anonime che sulle voci di paese. Ma è stato uno sforzo inutile. I difensori di Alberto Stasi, guidati dal professor Angelo Giarda, hanno invece ribattuto ogni accusa e stanno preparando un dossier finale per contrastare le conclusioni dell’accusa. Nel giro di qualche mese potrebbe già partire la richiesta di rinvio a giudizio.( Provincia Pavese 06 giugno 2008)

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