AUSTRIA/ OFFERTE NUOVE IDENTITA’ A COMPONENTI FAMIGLIA ‘MOSTRO’ CHE RIVENDICA IL MERITO DI NON AVER UCCISO LA FIGLIA

Roma, 29 mag. (Apcom) – Le autorità austriache hanno preparato nuovi documenti per Elisabeth Fritzl e i sei figli che la ragazza ha avuto dal padre-mostro, che l’ha tenuta in ostaggio per ventiquattro anni in una cantina della loro casa di Amstetten e l’ha ripetutamente violentata.

La tv pubblica austriaca Orf ha riferito che devono soltanto firmare gli incartamenti e il cambio di identità sarà completo. Josef Fritzl, 73 anni, ha confessato di aver sequestrato la figlia dal compimento dei 18 anni; ha ammesso anche le violenze sessuali e e l’ha costretta ad accudire sette dei loro figli. Uno è morto subito dopo il parto, gli altri tre sono stati portati nell’abitazione per vivere vite “normali” come “nipoti” del mostro e altri tre sono rimasti con la madre nella prigione sotterranea.

La figlia più grande, la 19enne Kerstin, dopo aver avuto un collasso è stata portata in ospedale il 19 aprile: è stato questo che ha permesso che la terribile verità venisse a galla. Da allora è in coma artificiale e si trova in terapia intensiva, tenuta in vita grazie ai macchinari.

A inizio mese, Fritzl ha dichiarato a un tabloid austriaco: “Non sono un mostro”. Parlando attraverso il suo avvocato, ha rivendicato il merito di aver salvato la vita alla figlia. “Avrei potuto uccidere tutti”, la farneticante giustificazione, “E allora non ci sarebbe stata traccia. Nessuno mi avrebbe scoperto”. Il direttore del carcere, Guenther Moerwald, ha descritto Fritzl come un “detenuto che non dà problemi, calmo, padrone di sè e vigile”.

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