maggio 1, 2008

La doppia vita del signor Fritzl:divertente al pub, despota a casa. Un amico racconta

Pubblicato in: abusi sessuali., Abusi sui minori, attualità, Cronaca, estero, incesto austria, mostro austria, Pedofilia tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 15:20 di wildgreta

Un amico racconta la vacanza in Thailandia: “Comprava biancheria intima sexy
Joseph Fritzl
AMSTETTEN (Austria) – Avranno una nuova identità Elisabeth Fritzl e i suoi figli. E’ la decisione che le autorità austriache hanno preso per la donna che per 24 anni è stata tenuta segregata e violentata dal padre da cui ha avuto sette bambini. Trapelano le prime informazioni sulle condizioni di salute dei tre figli del padre-mostro, si indaga anche sull’omicidio, mai risolto, di una 17enne. E i quotidiani austriaci si scatenano nella ricostruzioni dei dettagli della vicenda e sottolineano che il bunker-prigione ha tutti i permessi in regola.

Mai un medico per i 3 della cantina. Il ‘Times’ ha rivelato le condizioni di salute dei figli-nipoti frutto degli abusi dell’ingegnere austriaco sulla figlia Elisabeth. I tre di 19, 18 e 5 anni, nati nella cella di 50-60 metri quadri, ricavata dall’uomo sotto casa, non sono mai stati visitati da un medico, né da un dentista, tanto che la più grande, Kerstin ha perso tutti i denti. Tutti e tre, inoltre, hanno sviluppato problemi al sistema immunitario, soffrono di anemia e di mancanza di vitamina D, quella che regola il metabolismo del calcio.

I ragazzini hanno problemi alla vista per non aver mai visto la luce. E, costretti a camminare piegati a causa dei soffitti alti circa 1,70 metri, hanno sviluppato una postura curva. Kerstin è stata curata con aspirine e pasticche per il raffreddore, prima che svenisse ed Elisabeth costringesse il padre a portarla in ospedale, dove ora si trova in coma artificiale.
Problemi psicologici. Oltre alla salute fisica, un altro nodo che i medici austriaci dovranno affrontare è quella psichica. Negli anni di prigionia, la madre ha insegnato ai figli a scrivere qualche parola, ma nel bunker non c’erano libri, solo una tv, una radio e un video-registratore. La percezione della realtà che hanno i fratelli maggiori è quella mediata dalla tv, mentre il piccolo ha grossi ritardi cognitivi.

“A livello psicologico”, ha spiegato Rotraud Perner, psicoterapeuta viennese, “molto dipende da quello che negli anni la madre ha detto loro, se ha spiegato la ragione per cui sono stati imprigionati o se hanno dovuto accettare la condizione come se fosse normale”.

Riunita la famiglia incestuosa. Domenica scorsa, intanto, per la prima volta si è riunita la doppia famiglia incestuosa: i tre figli, tenuti segregati al piano di sotto, si sono incontrati con i tre fratelli, nati nel sotterraneo e ‘portati alla luce’ dal padre (Fritzl aveva raccontato che erano di Elisabeth, scappata per entrare in una setta e che li aveva trovati davanti alla porta di casa). Gli uni inconsapevoli dell’esistenza degli altri fino allo scoppio del caso. I sei fratelli hanno avuto un primo incontro “sereno” ha spiegato il dottor Kepplinger.

“E’ stata un’occasione felice, non forzata, e molto commovente, in particolare l’incontro tra Rosemarie (la moglie 68enne di Fritzl e madre di Elisabeth, ndr) e la figlia”, ha continuato il medico. Rosemarie, che ha altri sei figli, oltre ai tre figli di Elisabeth in custodia (uno adottato, gli altri due in affido) era all’oscuro della doppia vita incestuosa del marito e credeva che la figlia fosse scomparsa e non sarebbe più tornata.

I ragazzi del piano di sopra. I ‘ragazzi del piano di sopra’, 16, 15 e 11 anni, sono stati allevati dai nonni come bambini normali: alimentati regolarmente, curati e mandati a scuola. Malgrado tutto, uno di loro ha dei problemi di cuore che gli potrebbero derivare dalla composizione del proprio patrimonio genetico.

Dal punto di vista economico è stato accertato che il padre-mostro godeva di una solida posizione. Ingegnere elettrico in pensione 73enne, l’uomo è l’unico proprietario di sei immobili, dislocati in varie località della Bassa Austria, per un valore stimato di 2,2 milioni. Inoltre si è scoperto che il nascondiglio-bunker aveva tutti i permessi in regola fin dal 1978 ed era forse nato come rifugio antiatomico in piena Guerra fredda. Forse il carcere della seconda famiglia di Joseph Fritzl esisteva già prima del 28 agosto del 1984, quando l’uomo drogò e ammanettò sua figlia e l’imprigionò per 8.645 giorni.

I rifugi antiatomici. Secondo il quotidiano ‘der Standard’, migliaia di case uni e pluri-familiari in Bassa Austria hanno questi bunker, anche perché dal 27 ottobre del 1989 fino al 29 agosto del 1990 il regolamento edilizio prevedeva l’obbligo di costruirli. Per motivi di privacy, scrive ‘der Standard’ non esiste neanche un elenco di dove questi rifugi siano collocati.

La spesa notturna. Secondo il ‘Kronen Zeitung’, Fritzl, per non far creare sospetti, l’ingegnere faceva la spesa esclusivamente in centri commerciali fuori da Amstetten, portando poi i suoi acquisti in cantina con un carrello durante la notte. Il ‘Kurier’ invece riferisce che Fritzl bruciava tutti i rifiuti della sua famiglia sotterranea nella stessa stufa, nella quale si era liberato anche del cadavere del neonato, il settimo figlio nato dall’incesto forzato con la figlia, morto poco dopo il parto.

Uno dei figli che Joseph Fritzl ha avuto con la moglie Rosemarie (sette in tutto), aveva le chiavi della cantina. Lo ha detto al settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ un ex inquilino della palazzina. Su questo punto, riporta il settimanale tedesco, le autorità austriache non hanno voluto rilasciare commenti.

Vacanze in Thailandia. Il quotidiano ‘Bild’ ha raccolto la testimonianza di Paul H., 69 anni, un pensionato tedesco, amico di lunga data del 73enne ingegnere di Amstellen. L’uomo ha raccontato di essere andato con il suo amico due volte in vacanza in Thailandia: “La moglie non c’era – ha detto -, poiché a suo dire doveva badare ai bambini”. “Una volta – ha aggiunto – l’ho osservato mentre su una spiaggia di Pattaya acquistava un abito da sera e biancheria intima erotica per una donna snella. Quando mi ha visto, si è arrabbiato parecchio e mi ha raccontato che aveva un’amante”.

L’amico tedesco ha spiegato di essere stato tre volte suo ospite nella casa degli orrori di Amstetten, l’ultima volta nel 2005. “Era molto divertente, abbiamo riso molto insieme. Quando stavamo in birreria era così spiritoso che faceva ridere anche la gente dei tavoli vicini, ma con la sua famiglia era completamente diverso. Era dominatore e dispotico”. Paul H. ha descritto anche il rapporto tra Fritzl e la figlia Elisabeth. “I miei tre figli hanno sempre giocato con i suoi, Elisabeth da bambina era molto riservata e timida. Avevo l’impressione che Josef non l’amasse come gli altri suoi figli. La picchiava anche più degli altri, per ogni piccola sciocchezza. Quando Elisabeth sparì, mi disse che era entrata in una setta”.

Un omicidio. Nelle ultime ore la polizia austriaca ha iniziato ad indagare su un possibile coinvolgimento di Joseph Fritzl nel caso insoluto di omicidio di una ragazza di 17 anni avvenuto nel 1986. Il corpo di Martina Posch venne rinvenuto sulle rive del lago Mondsee 10 giorni dopo la sua scomparsa. In quella zona, riferisce la polizia, aveva una pensione la moglie di Fritzl, Rosemarie.

(La Repubblica 30 aprile 2008)

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