aprile 25, 2008

Violenza sessuale a Bari. Autista arrestato per aver tentato di stuprare sul bus una ragazza clandestina

Pubblicato in: Cronaca, violenza sessuale tagged , , , , a 21:17 di wildgreta

AGGIORNAMENTO DELL’8 APRILE 2009:L’AUTISTA E’ STATO ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO, COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA DAL DR.LIBERIO NUNZIO IN DATA ODIERNA.

La vittima è una clandestina georgiana convinta a sporgere denuncia dalla propria famiglia
BARI – Il tentativo di stupro è avvenuto il giorno di San Valentino, vicino alla chiesa Madonna delle Grazie, tra Bari e Valenzano. La vittima è una clandestina georgiana di 38 anni che non conosce bene nè l’italiano nè le vie cittadine. Il presunto autore del mancato stupro è Giovanni Traetta, di 48 anni, autista della linea 21 dell’Amtab, la società dei trasporti pubblici di Bari. Dopo le ore 20 la donna, che era in Italia solo da pochi giorni, sale sul bus per tornare a casa. Con il suo evidente accento straniero, chiede all’autista di avvisarla quando fossero arrivati nei pressi di una determinata via. L’autista accetta ma – secondo la polizia – col passare del tempo elabora un piano per violentare la donna.
IL PIANO – Infatti, non solo non l’avvisa quando passa davanti a casa sua, ma appena la donna resta sola sul mezzo, raggiunge il capolinea, alla fine di via Fanelli, in una zona isolata, chiude le portiere del mezzo, spegne i fari, si fa consegnare il cellulare e pretende prestazioni sessuali. La vittima lo respinge, lui si abbassa i pantaloni e si masturba. Poi si avvicina alla donna, le dà uno schiaffo, l’afferra e la scaraventa sull’asfalto. La vittima, che ha un fisico poderoso, si riprende subito e fugge. Dopo qualche ora si presenta in ospedale dove i medici le diagnosticano un trauma cranico ed escoriazioni che giudicano guaribili in 15 giorni.
LA DENUNCIA – La donna per alcuni giorni non denuncia il tentativo di stupro, perché è clandestina e non vuole essere rimpatriata, ma racconta quello che ha subito alla famiglia dove lavora come domestica. La famiglia si rivolge subito alla squadra mobile e convince la donna a sporgere denuncia, in cambio dell’assicurazione, prevista dalla legge, che non sarà rimpatriata. Cominciano le indagini, la vittima prima non riconosce in foto il suo presunto stupratore, poi invece lo indica durante una ricognizione all’americana. Tanto basta al pm inquirente, Renato Nitti, per chiedere l’arresto in carcere di Traetta per tentativo di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali gravi. Proposta questa accolta dal gip Vito Fanizzi, che ha però concesso all’uomo, che ha famiglia, gli arresti domiciliari.

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1 commento »

  1. nicosofi ha detto,

    Tengo a precisare innanzitutto che sono indignato come uomo per quello che questo signore abbia fatto (sempre sia vero).
    Pero’ secondo il mio punto di vista bisogna prima di tutto sempre se non è stato fatto multare o comunque non lasciare impuniti coloro che hanno ospitato una clandestina facendola lavorare in nero! E’ comunque un reato grave!!!
    Perchè leggendo quanto pubblicato sembra che la signora che avrebbe subito la violenza grazie a tale denuncia si e’ potuta legarizzare.
    Mi ripeto, cio’ non toglie che se l’atto che è stato denunciato e’ veramente accaduto deve assolutamente essere punito.


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