Il Vescovo di Aversa: premiato nonostante tutto

di Wildgreta
La fondazione Fratelli Rosselli, si oppone all’idea di conferire la cittadinanza onoraria al vescovo di Aversa, Mario Milano. Di seguito, troverete una serie di articoli che spiegano i motivi di questa opposizione. Da parte mia, ricordo che i genitori del dodicenne abusato da Don Marco Cerullo (i carabinieri lo colsero in flagranza di reato) forse stanno ancora attendendo una parola di conforto per il loro bambino, ignorato dall’uomo di chiesa, il quale forse, ha pensato fosse più opportuna una “preghiera riparatrice” per il vice parroco peccatore, piuttosto che una pubblica ammenda.
Ripercorriamo le gesta del vescovo, partendo da un articolo del mese di maggio e finendo con quello della Fondazione Fratelli Rosselli che si oppone alla cittadinanza onoraria.
Il Vescovo di Aversa vieta la presentazione di un libro su Don Peppe Diana
Alex on 12-05-2007

 

Camorra_Benedetta

Su L’Espresso di Venerdì 11 Maggio a pagina 18 appare un interessante trafiletto intitolato Camorra Benedetta accompagnato dalla foto del Vescovo di Aversa Mario Milano.

Secondo l’articolo a firma di P.G. il Vescovo di Aversa Mario Milano avrebbe vietato la presentazione di un libro pubblicato dalle Edizioni Paoline e dedicato a don Peppe Diana, prete anticamorra ucciso in un attentato a Casal Di Principe nel 1994.

La curia ha motivato tale gesto affermando che il libro era velatamente critico nei confronti di una chiesa locale che non ha mai voluto cominciare il processo di beatificazione per Don Peppe Diana.

A Marzo, la curia di Aversa in un’altra manifestazione in onore di Don Peppe Diana intitolata “Io c’ero” aveva cancellato all’ultimo momento l’invito al vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, grande amico di Don Peppe Diana; mentre il centro pastorale di San Cipriano d’Aversa è stato dedicato ad un imprenditore morto dopo essere stato arrestato per mafia: all’inaugurazione era presente il Vescovo Mario Milano, il parroco ed il viceparroco della chiesa che, alle richieste insistenti dei giornalisti si è limitato a rispondere: “Se passarelli ha sbagliato a noi non interessa, noi dobbiamo amare ancor più chi sbaglia”.

(L’Espresso)

Prete arrestato per violenza sessuale, Arcivescovo attende esito indagini

Dicembre 24, 2007

di Nicola Rosselli del 24/12/2007 AVERSA. “Non è che non voglio dire nulla, non posso dire nulla visto che ci sono ancora le indagini in corso”. L’Arcivescovo di Aversa Mario Milano interviene, dopo tre giorni, sulla vicenda dell’arresto di don Marco Cerullo per violenza carnale aggravata ai danni di un ragazzino di 12 anni di Villa Literno. Preferisce non prendere ancora posizione ufficiale la Curia normanna sul presunto scandalo che riporta la Chiesa aversana con la mente allo scandalo del famigerato “gioco dello scarpone” che si giocava nel seminario vescovile negli anni sessanta. L’addetto stampa della Diocesi, raggiunto telefonicamente, ha affermato di non aver ricevuto alcun comunicato da diramare sulla vicenda. Insomma, un silenzio assordante quello della Chiesa aversana soprattutto quando non viene spesa nemmeno una parola, pubblica almeno, per quel povero ragazzino e per la sua famiglia che trascorreranno non solo un bruttissimo Natale, ma avranno un incubo indelebile che gli segnerà la vita. Non si risolvono i problemi stando zitti, mettendo la testa sotto la sabbia. Anche se si parla di una visita al vice parroco in carcere da parte del prelato, mentre la stessa attenzione, da quanto è dato sapere, non è stata concessa alla vittima. Invece, ufficialmente, la Diocesi aversana non prende posizione, anche se, a livello ufficioso, il primo sentimento che viene esternato è di incredulità tenuto anche conto dell’alta considerazione che il presunto violentatore aveva non solo presso i propri fedeli, ma anche presso i suoi colleghi sacerdoti che lo ricordano dedito al volontariato e allo studio. Ed è proprio questo quanto riferito da un monsignore che ha anche un importante incarico presso la curia normanna. “Conosco don Marco da prima che fosse nominato sacerdote, quando era in seminario ad Aversa e, poi, alla facoltà teologica di Posillipo. Non mi ha mai fatto pensare che potesse avere problemi di questo tipo. Ancora oggi sono incredulo per quanto dicono sia avvenuto. Non mi sembra vero che don Marco possa avere effettivamente commesso quanto gli viene addebitato. Certo è che solo Dio può conoscere la verità”. Verità che deve essere conosciuta, purtroppo e meno male, anche dalla legge.Commento di Wildgreta del 24 dicembre 2007Dire “attendiamo l’esito delle indagini” quando un uomo di chiesa viene colto in flagranza di reato, è quantomeno strano. Di che esito si parla? Cosa potrebbe venire fuori di diverso? Cambierebbe il commento se le vittime fossero più di una, quindi si attende il numero definitivo, per valutare il grado di rammarico da esternare? E intanto il vescovo non si potrebbe rammaricare per questa vittima di 12 anni ? E non è già abbastanza esecrabile che un maestro di religione si sia appartato in macchina con un suo alunno? In che modo potrebbe modificarsi  il reato dopo la conclusione delle indagini? Riguardo l’incredulità del monsignore e il fatto che solo Dio possa conoscere la verità, direi che sono concetti già espressi negli innumerevoli casi di pedofilia di che negli ultimi anni hanno coinvolto i religiosi. Quella che non sa prendere atto degli errori e  dei problemi dei suoi ministri, è ormai una chiesa senza futuro.

Vescovo Aversa che oggi tace sul viceparroco, vietò gruppo di preghiera omosessuale.

Cittadinanza onoraria al Vescovo, ‘No’ del Centro Rosselli
 

AVERSA. Il centro-studi Carlo Rosselli dice ‘No’ alla cittadinanza onoraria all’Arcivescovo Mario Milano, che sarà conferita giovedì 27 marzo dal Consiglio Comunale di Aversa.
In una nota stampa, il centro Rosselli spiega i motivi del proprio dissenso, ritenendo che “il riconoscimento al vescovo Milano da parte delle autorità civili e laiche sia solo un gesto di pura ruffianeria para e pre-elettorale assolutamente ingiustificato dai fatti”. E di “fatti” il centro Rosselli ne elenca qualcuno. A cominciare “dall’unico e insufficiente” motivo individuato nella presenza dell’Arcivescovo alla guidata della Diocesi di Aversa dal 28 febbraio 1998. “Questa sarebbe la principale e dovremmo dire unica motivazione per la quale il consiglio comunale ha deciso di riconoscere al prelato la massima onorificenza cittadina. Motivazione unica ed insufficiente, perché in questi dieci anni il vescovo Milano, oltre ad essere stato completamente assente dalla vita cittadina, limitandosi a rare e spesso discutibili sortite, si è distinto soprattutto per essersi prodotto in offensivi, reiterati, discriminatori ed illegittimi attacchi ai danni dei cittadini omosessuali della sua diocesi, in particolare contro la comunità gay della vicina Caivano, assurgendo per questo anche ai (dis)onori della cronaca nazionale”. Per il centro-studi, altra “colpa” dell’Arcivescovo sarebbe quella di “aver chiuso colpevolmente occhi, orecchie e bocca nei confronti dell’opinione pubblica allorquando un sacerdote della sua diocesi fu accusato dell’odioso reato di violenza carnale pedofila ai danni di un bambino di 12 anni, e tutto ciò senza rivolgere pubblicamente una parola di conforto alla vittima ed ai suoi genitori. Lo stesso sacerdote accusato vive oggi in una comunità per sottrarsi all’ira dei detenuti che non perdonano questo tipo di reato”. Inoltre, avrebbe “lasciato che un centro di preghiera a Casapesenna fosse dedicato ad un inquisito per camorra come Dante Passarelli. Tale intitolazione è stata poi rimossa ma non certo per merito e volontà del vescovo Milano”. I soci del centro Rosselli fanno poi notare che “la nostra città non si è comportata allo stesso modo nei confronti di vescovi come Giovanni Gazza e Lorenzo Chiarinelli che, pur rimanendo pochi anni ad Aversa, hanno comunque lasciato un segno molto più vivo e positivo nella comunità aversana, e non solo in quella dei credenti”.
In una qualcuno. A cominciare “dall’unico e insufficiente” motivo individuato nella presenza dell’Arcivescovo alla guidata della 28 febbraio 1998. “Questa sarebbe la principale e dovremmo dire unica motivazione per la quale il consiglio comunale ha deciso di riconoscere al prelato la massima onorificenza cittadina. Motivazione unica ed insufficiente, perché in questi dieci anni il vescovo Milano, oltre ad essere stato completamente assente dalla vita cittadina, limitandosi a rare e spesso discutibili sortite, si è distinto soprattutto per essersi prodotto in offensivi, reiterati, discriminatori ed illegittimi attacchi ai danni dei cittadini omosessuali della sua diocesi, in particolare contro la comunità gay della vicina Caivano, assurgendo per questo anche ai (dis)onori della cronaca nazionale”. Per il centro-studi, altra “colpa” dell’Arcivescovo sarebbe quella di “aver chiuso colpevolmente occhi, orecchie e bocca nei confronti dell’opinione pubblica allorquando un sacerdote della sua diocesi fu accusato dell’odioso reato di violenza carnale pedofila ai danni di un bambino di 12 anni, e tutto ciò senza rivolgere pubblicamente una parola di conforto alla vittima ed ai suoi genitori. Lo stesso sacerdote accusato vive oggi in una comunità per sottrarsi all’ira dei detenuti che non perdonano questo tipo di reato”. Inoltre, avrebbe “lasciato che un centro di preghiera a Casapesenna fosse dedicato ad un inquisito per camorra come Dante Passarelli. Tale intitolazione è stata poi rimossa ma non certo per merito e volontà del vescovo Milano”. I soci del centro Rosselli fanno poi notare che “la nostra città non si è comportata allo stesso modo nei confronti di vescovi come Giovanni Gazza e Lorenzo Chiarinelli che, pur rimanendo pochi anni ad Aversa, hanno comunque lasciato un segno molto più vivo e positivo nella comunità aversana, e non solo in quella dei credenti”.
In una qualcuno. A cominciare “dall’unico e insufficiente” motivo individuato nella presenza dell’Arcivescovo alla guidata della 28 febbraio 1998. “Questa sarebbe la principale e dovremmo dire unica motivazione per la quale il consiglio comunale ha deciso di riconoscere al prelato la massima onorificenza cittadina. Motivazione unica ed insufficiente, perché in questi dieci anni il vescovo Milano, oltre ad essere stato completamente assente dalla vita cittadina, limitandosi a rare e spesso discutibili sortite, si è distinto soprattutto per essersi prodotto in offensivi, reiterati, discriminatori ed illegittimi attacchi ai danni dei cittadini omosessuali della sua diocesi, in particolare contro la comunità gay della vicina Caivano, assurgendo per questo anche ai (dis)onori della cronaca nazionale”. Per il centro-studi, altra “colpa” dell’Arcivescovo sarebbe quella di “aver chiuso colpevolmente occhi, orecchie e bocca nei confronti dell’opinione pubblica allorquando un sacerdote della sua diocesi fu accusato dell’odioso reato di violenza carnale pedofila ai danni di un bambino di 12 anni, e tutto ciò senza rivolgere pubblicamente una parola di conforto alla vittima ed ai suoi genitori. Lo stesso sacerdote accusato vive oggi in una comunità per sottrarsi all’ira dei detenuti che non perdonano questo tipo di reato”. Inoltre, avrebbe “lasciato che un centro di preghiera a Casapesenna fosse dedicato ad un inquisito per camorra come Dante Passarelli. Tale intitolazione è stata poi rimossa ma non certo per merito e volontà del vescovo Milano”. I soci del centro Rosselli fanno poi notare che “la nostra città non si è comportata allo stesso modo nei confronti di vescovi come Giovanni Gazza e Lorenzo Chiarinelli che, pur rimanendo pochi anni ad Aversa, hanno comunque lasciato un segno molto più vivo e positivo nella comunità aversana, e non solo in quella dei credenti”.

Pupia 26 marzo 2008

Advertisements

3 thoughts on “Il Vescovo di Aversa: premiato nonostante tutto

  1. Pingback: PEDOFILIA, CASAL DI PRINCIPE, DON MARCO CERULLO: IL 19 NOVEMBRE UDIENZA PRELIMINARE « Wildgreta, il blog

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...